Per giungere alla diagnosi occorre dunque conoscere bene la diffusione e le manifestazioni dell’allergia alimentare, raccogliere in maniera scrupolosa le informazioni
sulla storia del bambino, visitarlo con altrettanta cura, scegliere in maniera oculata e saper interpretare i risultati dei test diagnostici, delle diete di eliminazione e dei test di
provocazione con alimenti. La ricerca del sangue occulto nelle feci e' un primo esame utile a confermare il sospetto di una allergia alimentare, che, oltre a disturbi quali crampi,
gonfiore, aumento degli episodi di rigurgito o di emissione di feci liquide, scatena nell’intestino una reazione infiammatoria, responsabile della perdita di modeste quantita' di sangue.
D'altra parte pero' la presenza di sangue occulto puo' essere presente in numerose altre malattie. Un’altra indagine piu' importante e specifica per una allergia alimentare e' il prick test
(le cosiddette prove cutanee), che consiste nell’applicazione sull’avambraccio di diversi estratti, distinti in “alimenti” e “inalanti”, ai fini di verificare, dopo una piccola
scarificazione della cute, l’eventuale comparsa di una reazione locale. Non sempre tuttavia, e' possibile dimostrare il componente responsabile, e non e' scontato che il test risulti
positivo anche di fronte a un’allergia conclamata nei confronti di un alimento e al contrario talora il test risulta positivo pur in assenza di una allergia alimentare, tranne probabilmente
di fronte a positivita' elevate. Per questa ragione la procedura più indicata, che consente la conferma del sospetto diagnostico e nello stesso tempo rappresenta la migliore strategie di
prevenzione, e' la dieta di eliminazione: un regime, cioe', dal quale vengono esclusi gli alimenti ritenuti responsabili della sintomatologia, per osservare se i sintomi accusati dal
bambino si attenuano e scompaiono. La “controprova” , necessaria per la diagnosi, si pratica con la reintroduzione degli alimenti, sotto stretto controllo del pediatra o, nel caso, dello
specialista allergologo: non e' frequente infatti la possibilita' di reazioni anche piu' gravi al momento della reintroduzione dell'alimento. La storia naturale delle allergie indica
che una volta posto a dieta a poco a poco il bambino sviluppi una tolleranza nei riguardi degli alimenti allergizzanti e che le manifestazioni allergiche scompaiano.