TAGS
Tutti
Bologna, 12-14 Aprile 2012
14° Congresso Nazionale SIAIP
| La SIAIP aderisce ai principi HONcode. verify here. |
Articoli
Angioedema: tutto quello che c'è da sapere
Una eccellente e utile sintesi di due recenti pubblicazioni sull'angioedema, sia ereditario che acquisito, le possibili eziologie, l'approccio alla diagnosi e l'orientamento per la terapia. Il documento è corredato di una flow-chart per la diagnosi differenziale.
a cura di Giovanni Cosimo Indirli (gindirli@libero.it)
Che aria respirano in casa i nostri bambini?
U'autorevole ricerca multicentrica, controllata, coordinata dalla prestigiosa Università di Harvard propone una interessante ipotesi sul ruolo delle sostanze chimiche volatili presenti all'interno delle abitazioni sulla comparsa dei sintomi delle malattie allergiche.
Uso precoce del paracetamolo e rischio di asma
Questo studio di coorte australiano assolve la molecola: non c'è nessuna associazione tra assunzione precoce di paracetamolo e rischio di asma nei soggetti a rischio.
La precoce introduzione dell'uovo nella dieta è in grado di prevenire la comparsa di allergia all'uovo nei lattanti? Uno studio di popolazione.
Can early introduction of egg prevent egg allergy in infants? A population-based study.
Koplin JJ et al. J Allergy Clin Immunol 2010;126:807-813
Questo è, in realtà, il primo studio di popolazione su larga scala che indaga sulle possibili relazioni esistenti tra precoce introduzione dell'uovo nella dieta e comparsa dell'allergia all'uovo.
La sintesi e il commento in italiano di questa indagine, condotta dal gruppo di ricercatori di Melbourne (Australia), sono stati curati da Francesca Saretta (francescasaretta@yahoo.it).
Atopy Patch Test e Dermatite Atopica
Una sintesi in italiano della letteratura recente circa l'utilità pratica dell'APT nella dermatite atopica, realizzato da Mary Kouri (mariak26gr@gmail.com)
Le Linee Guida NIAID per la diagnosi e la terapia dell'allergia alimentare
Il draft delle linee guida preparate dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID).
E' meglio l'evitamento o l'esposizione agli alimenti ai fini della prevenzione e della terapia dell'allergia alimentare?
Avoidance or exposure to foods in prevention and treatment of food allergy? Prescott S, Bouygue GR, Videky D, Fiocchi A.
Curr Opin Allergy Clin Immunol 2010; 10: 258-266
Sintesi e commento in italiano a cura di Francesca Saretta (francescasaretta@yahoo.it)
Per la prevenzione e la terapia dell'allergia alimentare, l'evitamento dell'alimento dovrebbe essere assoluto ?
Kim JS, Sicherer S. Should avoidance of foods be strict in prevention and
treatment of food allergy?
Curr Opin Allergy Clin Immunol. 2010 Jun;10(3):252-7.
Sintesi e commento a cura di Francesca Saretta (francescasaretta@yahoo.it)
L'induzione della tolleranza orale è la terapia per le allergie alimentari?
Sintesi e commento in italiano a cura di Francesca Saretta (francescasaretta@yahoo.it)
Linee Guida BSACI per orientarsi nei casi di sospetta anafilassi durante anestesia generale
L'argomento è spinoso e complesso. Il documento proposto dalla British Society of Allergy and Clinical Immunology, liberamente scaricabile su Clinical and Experimental Allergy, è un'ottima "bussola" per orientarsi in questa difficile materia.
IgE totali in epoca neonatale e infezioni respiratorie ricorrenti in bambini esposti al fumo di tabacco durante la vita intrauterina
Un'analisi dei dati dello studio PIAMA (Prevention and Incidence of Asthma and Mite Allergy) evidenzia una forte associazione tra IgE totali elevate nel cordone e/o dermatite atopica e infezioni respiratorie ricorrenti, nei bambini esposti al fumo di tabacco in utero.
Commento e traduzione a cura di Nunzia Maiello (nunzia.maiello@unina2.it)
Il bambino allergico a scuola: come ci si dovrebbe comportare (EAACI Position document)
Il documento della Task Force on the allergic child at school (TACS, EAACI) è un insieme di raccomandazioni e rappresenta un modello "ideale" di come dovrebbe essere organizzata la gestione del bambino allergico a scuola. I suggerimenti nascono dall'esigenza di colmare la carenza di pubblicazioni sull'argomento e sono presentati sotto forma di "key points", raccolti in una serie di box: vanno adattati, ovviamente, alle singole realtà locali e nazionali.
Sicurezza nella somministrazione del vaccino anti-influenzale nei bambini allergici all'uovo
Safety of Influenza Vaccine Administration in Egg-Allergic Patients.E.Y.Chung, L.Huang and L. Schneider
Pediatrics 2010;125:e1024-e1030.
INTRODUZIONE. Si tratta di uno studio che si propone di valutare la sicurezza di una metodica di somministrazione del vaccino antinfluenzale, in bambini allergici all’uovo, bypassando
l’esecuzione del test cutaneo con il vaccino e somministrandolo in 2 dosi graduate (1/10 della dose, seguita da 9/10 della dose raccomandata).Una storia di allergia all’uovo fu definita
come 1) un test cutaneo positivo o un Rast positivo all’uovo e sintomi allergici associati con un probabile o certo consumo di uovo, o 2) una significativa positività del RAST (>7KU/L)
oppure un test cutaneo caratterizzato da un pomfo >10 mm senza sintomi documentati di allergia all’uovo. Vennero esclusi i pazienti con una storia di recente anafilassi indotta da uovo e
i pazienti che consumavano cibi contenenti l’uovo.
PAZIENTI E METODI. Gli Autori valutarono retrospettivamente i bambini dividendoli in 2 gruppi: il primo gruppo comprendeva pazienti vaccinati durante le stagioni che andavano dal 2002- 2003 al 2006-2007; a questi bambini veniva preventivamente praticato lo SPT con il vaccino intero: i bambini con test negativo venivano sottoposti alla vaccinazione con le 2 dosi graduate. Nei bambini con test positivo, il vaccino veniva, nella maggior parte dei casi, rimandato. Il 2° gruppo comprendeva i bambini vaccinati dalla stagione 2006-2007; questi non praticavano il test cutaneo preventivamente, ma venivano direttamente sottoposti alla vaccinazione con le 2 dosi graduate. L’osservazione durava 30’ dopo la dose pari a 1/10 e 30’ dopo quella pari a 9/10 del vaccino.
OUTCOMES. Venne valutata la tolleranza al vaccino: le reazioni locali erano quelle caratterizzate dalla comparsa di pomfi o arrossamento nella sede del vaccino. Le reazioni sistemiche includevano orticaria, esacerbazione di eczema e “wheeze”.
RISULTATI. Durante il periodo in cui veniva praticato il test cutaneo, 91 pazienti risultarono pos al test : di conseguenza, 90 pazienti non ricevettero il vaccino; 56 risultarono neg al test e ricevettero il vaccino. Durante il periodo in cui non venne praticato il test, 115 bambini ricevettero il vaccino in 2 dosi. Dei 171 pazienti che ricevettero il vaccino, 135 (79%) lo tollerarono: il tasso di tolleranza fu del 78,6% nel gruppo che aveva eseguito preventivamente il test cutaneo e del 79,1% nell’altro gruppo. Nel primo gruppo il 94,6% tollerò il vaccino senza reazioni sistemiche, e ciò si verificò nel 96,5% dei pazienti del secondo gruppo.Il rapporto di tolleranza al vaccino senza reazioni avverse fu di 1,01 (95% CI: 0,97-1,06) tra i 2 gruppi.36 pazienti presentarono una reazione avversa al vaccino: 29 furono reazioni locali e 7 reazioni sistemiche: 3 (5,4%) si verificarono nel gruppo che praticò lo SPT e 4 (3,5%) nell’altro gruppo; 6 reazioni sistemiche si verificarono entro i 30’ dopo il 10° di dose (e questi bambini non ricevettero la dose restante) e 1 >30’ dopo la dose pari a 9/10. Non venne registrato nessun caso di anafilassi o reazione multisistemica.
CONCLUSIONIGli Autori concludono che lo “Skin Test” con il vaccino contro l’influenza può essere rimosso dal pr.otocollo standard di somministrazione dello stesso e che pazienti allergici all’uovo, che non abbiano presentato anafilassi da uovo, possono ricevere il vaccino in 2 dosi graduate (1/10 seguito da 9/10 della dose), praticato da uno staff con esperienza e che sia preparato a trattare eventuali reazioni avverse serie. Rimangono ancora da indagare alcuni aspetti:1) La sicurezza del vaccino in pazienti che abbiano presentato una Reazione Anafilattica all’uovo.2) L’identificazione di “Fattori di Rischio” che possano predire reazioni avverse.3) La sicurezza della somministrazione in una singola dose intera.
Giovanni Cosimo Indirli
Linee Guida DRACMA - WAO sull'Allergia alle Proteine del Latte Vaccino
Sono on-line i supplementi della RIAP su ITS e TPO
Sono scaricabili i supplementi della RIAP prodotti dalle Commissioni ITS e AllergiaAlimentare. Nel dettaglio:
ImmunoTerapia allergene-Specifica: se, quando, come eseguirla
Come si dovrebbe fare e valutare il Test di provocazione orale per alimenti
Studio randomizzato sugli effetti del montelukast sul wheezing post-bronchiolite
Gli Autori hanno valutato l’effetto del montelukast sulla degranulazione degli eosinofili e sugli episodi di wheezing ricorrente che si manifestano dopo una bronchiolite da virus respiratorio sinciziale.
Kim CK et al J Pediatrics 2010 ;156:749-54
Panallergeni e loro impatto nel paziente allergico
http://www.aacijournal.com/content/6/1/1
ASQ: questionario per predire l'asma basato su 6 domande e 4 sintomi
Il questionario, testato su una popolazione di soggetti adolescenti e adulti, ha mostrato un'ottima combinazione di sensibilità (96%) e specificità (100%). Il questionario ASQ sembrerebbe un semplice, economico ed efficiente strumento di screening per l'asma dell'adolescente e dell'adulto.
Prevalenza e impatto clinico della ipersensibilità cutanea ai panallergeni (risultati preliminari)
L'uso in vivo (skin prick test) della component-resolved diagnosis per le allergie respiratorie stagionali è un approccio promettente che potrebbe portare ad una riduzione dei costi e ad una migliore e più precisa diagnosi delle pollinosi.
Somministrazione di vaccino antinfluenzale e allergia all'uovo
IPINET - Il Network delle Immunodeficienze Primitive
Anafilassi da alimenti e adrenalina autoiniettabile: quante fiale bisogna portare con se?
La terapia d'elezione dell'anafilassi da allergia alimentare è l'adrenalina e le linee guida raccomandano il suo immediato utilizzo. Ci sono pochi dati circa la necessità di avere a disposizione, da parte del bambino esposto al rischio di anafilassi, dosi multiple di adrenalina auto-iniettabile.
Questa ricerca multicentrica evidenzia che, tra i bambini che giungono al Pronto Soccorso per una anafilassi da cibo e che hanno praticato una dose di adrenalina, il 12% di essi ne pratica una seconda. I risultati di questo studio supportano la raccomandazione che i bambini a rischio di anafilassi da alimenti portino con se 2 dosi di adrenalina auto-iniettabile.
Vitamina D, allergie e asma
Alcune brevi considerazioni circa il ruolo terapeutico della supplementazione di vitamina D nelle patologie allergiche e nell'asma.
Rischi legati all'abuso degli antistaminici anti-H1: una Position Paper della GA2LEN
Gli antistaminici di prima generazione, ottenibili senza prescrizione medica, sono la forma più comune di automedicazione in caso di rinite allergica, raffreddore, tosse e insonnia. Gli effetti indesiderati di tali farmaci, a volte potenzialmente pericolosi, sono spesso sconosciuti al grande pubblico.
Il recente documento prodotto, attraverso una revisione della letteratura, dal Global Allergy and Asthma Network (GA2LEN) fa il punto della situazione e si prefigge lo scopo di aumentare il livello di attenzione dei medici, dei pazienti e delle Autorità Regolatorie.
Otite media acuta: dalla diagnosi alla prevezione
Le linee guida sull'OMA diffuse di recente dalla SIP.
Linee Guida GINA: update di dicembre 2009
La più recente versione completa (in inglese) delle linee guida GINA.
InfoPediatria: un sito da aggiungere ai preferiti
Immunoterapia specifica per via transcutanea: efficace nella rinocongiuntivite da graminacee.
Nuova via di somministrazione dell'immunoterapia specifica in uno studio pubblicato per la prima volta da un gruppo di ricercatori italiani.
I bambini con asma persistente lieve-moderato vengono curati un po’ meglio negli ambulatori degli ospedali pediatrici che negli ambulatori dei medici di famiglia (…ma in Olanda)
Kuethe MC et al. Prim Care Respir J. 2009 Dec 7. doi: 10.4104/pcrj.2009.00063
La ricerca, condotta in Olanda, ha voluto confrontare le caratteristiche della malattia asmatica di due popolazioni di bambini e adolescenti, affetti da asma persistente moderato che necessitavano di un trattamento di fondo con corticosteroidi inalatori (CSI), la cui gestione era affidata o al medico di famiglia (GP) o al pediatra pneumologo ospedaliero (HP).
Sono stati arruolati soggetti di età compresa fra 6 e 16 anni, 45 dei quali provenivano dall’ambulatorio di medici di famiglia con competenze pneumologiche, mentre 62 pazienti erano seguiti dai pediatri pneumologi dell’ospedale.
Tutti i soggetti inclusi avevano una diagnosi di asma formulata dal medico e avevano necessità di terapia continuativa: sono stati arruolati quelli che assumevano soltanto CSI da almeno 9 mesi.
Le due popolazioni, confrontabili al momento dell’arruolamento per età, prove respiratorie, frazione espirata di ossido nitrico (FeNO), test alla metacolina e dosaggi di CSI utilizzati, sono state valutate in base ai parametri di funzionalità respiratoria, FeNO, test alla metacolina, ad un questionario per il controllo dell’asma (ACQ) e in base al consumo di farmaci.
Risultati – I due gruppi non presentavano differenze significative alle prove di funzionalità respiratoria, al test alla metacolina e alla misurazione dell’ossido nitrico espirato. Il punteggio medio del questionario per il controllo dell’asma risultò più elevato (minore controllo) nel gruppo GP (GP=0.67 vs HP=0.33, p=0.04). Una differenza particolarmente rilevante venne riscontrata nel numero di visite di controllo: il 22,7% dei pazienti che si riferivano ai GP contro il 98,4% di quelli che venivano seguiti negli ambulatori dell’ospedale (p=<0.0005), nei 6 mesi precedenti la randomizzazione. Infine, al gruppo gestito dal GP venivano prescritte molto più frequentemente le associazioni di CSI+LABA, cioè di long-acting beta2-agonists (28,9% GP vs 6,5% HP, p<0.05).
Commento – La ricerca non ha evidenziato significative differenze tra i soggetti curati nell’ambulatorio del medico di famiglia rispetto a quelli curati presso gli ambulatori dell’ospedale, inclusi tutti i parametri di funzionalità respiratoria e di misura della flogosi bronchiale. Tuttavia, i pazienti gestiti negli ambulatori ospedalieri riportavano un miglior controllo della malattia (ACQ), dovuto certamente al più elevato numero di visite programmate, e un minor ricorso alle associazioni CSI+LABA, secondo quanto indicato nelle linee guida.
Gli autori della ricerca sottolineano la necessità di effettuare visite di controllo più regolari e più frequenti ai bambini/adolescenti con asma moderatamente severo in cura presso i medici di famiglia (...olandesi). gpRaccomandazioni sulla diagnosi e trattamento dell’anafilassi in pediatria (Baldi, Caffarelli, Grandori)
Documento pubblicato nel 2005 a cura del Gruppo di Allergologia e Broncopneumologia Pediatrica dell’Emilia Romagna



