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Rivista RIAP

Non vi saprei dire se tutto prese inizio da Tom Cruise, comunque sia la mission è di gran moda, come si fa a non averne? Una mi sta particolarmente a cuore e ve ne voglio dire prendendola, contrariamente al mio solito, lievemente alla larga.
Viviamo, oramai da un quindicennio nel mondo e da un decennio in Italia, in epoca EBM (Evidence Based Medicine). Ciò inevitabilmente comporta che vi sia stata un’epoca pre-EBM. L’EBM non ha annunciato molte cose nuove, forse alcune sì, di certo non fondamentali.
L’EBM, tramite i suoi padri fondatori, ha richiamato l’attenzione dei medici pratici su alcune, diciamo, regole di Buon Senso che da decenni erano già contenute nei libri di Epidemiologia Clinica. L’EBM, insomma, ha fatto un po’ di pubblicità, ha rifatto il trucco ad un vecchio prodotto e lo ha reimmesso sul mercato, pure, mi sembra, causando un po’ di scompiglio.
Cari Amici,
dal 1° gennaio 2007 è ufficialmente in carica il nuovo Consiglio Direttivo della Società Italiana di Allergologia ed Immunologia Pediatrica che sostituisce il precedente guidato da Alberto Giovanni Ugazio. Quello appena trascorso è stato un triennio decisamente importante per la SIAIP, un triennio di intenso lavoro, ricco di iniziative concrete, che ha registrato, sotto la guida illuminata di Alberto Ugazio, una innegabile crescita della Società in tutti i suoi settori. Chi, come me, ha avuto il privilegio di far parte di quest’ultimo Consiglio Direttivo, non potrà non ricordare questa esperienza come un importante momento di crescita culturale e professionale. Voglio pertanto, in primo luogo, ringraziare il Presidente e i componenti del Consiglio Direttivo uscente per quanto hanno fatto e per quanto ancora, certamente, faranno per la SIAIP.
Stefano Miceli Sopo, Roma
Tempo fa qualcuno chiese dell’esperienza personale in merito al test in oggetto. Sulla nostra lista nessuno rispose, sul Forum di Pediatria On Line sì, risposero in due, Lamberto e Luca, incollo il testo delle loro risposte appena sotto. A questa nostra lista sono iscritti Giovanni Cavagni e Alessandro Fiocchi, che sono tra i principali conduttori del primo studio prospettico in merito. Io comprendo la loro discrezione, anzi la ammiro proprio, ne sono gli Autori principali e giustamente hanno ritenuto fuori luogo esporre i risultati del loro studio. Vero è che non è ancora pubblicato in forma integrale, ma qualcosa è stato già anticipato in occasione di alcune relazioni a Congressi. Magari vorranno dirci la loro esperienza, almeno qualcosa, li supplico.
Lamberto Reggiani, Imola
È un test rapido per la ricerca di IgE specifiche su sangue capillare. La versione attualmente in commercio wheezing e rhinitis child prevede 10 allergeni (acaro, latte, uovo, coda di topo, assenzio, betulla, olivo, gatto, cane, parietaria). I vantaggi: puntura dal dito, rapidità nella risposta (reazione colorimetrica), semplicità di esecuzione. Gli svantaggi: 110 microlitri di sangue non sono pochi e se il bambino è piccolo.. [..]

Assessment of sublingual immunotherapy efficacy in children with house dust mite-induced allergic asthma optimally controlled by pharmacologic treatment and mite-avoidance measures Pham-Thi N, Scheinmann P, Fadel R, Combebias A, Andre C and the Study Group. Pediatr Allergy Immunol 2006

Qual’è l’efficacia dell’immunoterapia sublinguale (SLIT) in bambini allergici agli acari con asma bronchiale ben controllato dal trattamento farmacologico e dalle misure di profilassi ambientale?
Gli steroidi inalatori rappresentano il trattamento di fondo di prima scelta per tutte le forme di asma persistente del bambino 1 e sono efficaci, nella maggior parte dei casi, nel mantenere i sintomi sotto controllo, seppure solo per il tempo nel quale vengono somministrati. Per il timore però che questi farmaci possano, a lungo termine, indurre effetti collaterali sistemici, se ne raccomanda l’uso alla minima dose necessaria e, per minimizzare la loro esposizione, si è anche pensato di introdurre altre terapie aggiuntive. Particolare interesse ha suscitato.. [..]

La World Allergy Organization (WAO) è un’organizzazione internazionale alla quale aderiscono membri di varie società scientifiche di allergologia e immunologia clinica, 74 per la precisione, sparse in tutto il mondo.
La mission dell’organizzazione è quella di rappresentare una risorsa globale e una struttura di supporto nel campo delle allergie e di favorire il raggiungimento dell’eccellenza nelle cure, nella ricerca e nella formazione, grazie all’alleanza e collaborazione tra le varie società sparse sul pianeta. Le società scientifiche che vi aderiscono sono rappresentate da membri delegati i quali, a loro volta, eleggono gli organi direttivi della WAO. Come si può vedere sul sito web (www.worldallergy.org) sia i delegati che il board direttivo sono costituiti da nomi prestigiosi nel campo dell’immuno-allergologia (l’attuale presidente eletto è il prof. G.W. Canonica, dell’Università di Genova, membro della SIAIC). E fin qui, direbbe qualcuno, molte parole e poca … sostanza.
In realtà ho scelto di segnalarvi questo sito per alcune sue caratteristiche, che a me paiono di un certo interesse. [..]
L’infezione da HPV o virus del papilloma umano è la più comune delle infezioni sessualmente trasmesse tra le donne 1; tale infezione virale risulta essere la causa del carcinoma della cervice uterina, che rappresenta la seconda causa mondiale di morte della donna, con circa 500.000 nuovi casi stimati nel 2002, dei quali l’80% nei Paesi in via di sviluppo. A tutt’oggi del papillomavirus sono noti più di cento genotipi, dei quali, circa trenta sono distinguibili in “alto”, “probabilmente alto” e “basso” rischio di trasformazione neoplastica, possono infettare specificamente il tratto genitale, causando lesioni benigne (condilomi anogenitali) e maligne (cancro della cervice, carcinoma del pene, vulva, vagina ed ano).[..]
L’adolescente con asma bronchiale allergico è un paziente difficile. Non che l’asmatico sia mai un paziente facile. Eppure la seconda decade di vita pone difficoltà peculiari per il paziente, per la sua famiglia e per il medico. La difficoltà del trattamento dell’adolescente con patologia cronica ha radici profonde, ben note, addirittura proverbiali.
Il piccolo asmatico, fin quando è un bambino si pone al centro dell’attenzione. La tosse diurna e notturna, secca, ripetitiva, ossessiva, di un bambino asmatico determina un livello di attenzione parentale molto alto. Il bambino è portato dal medico facilmente, c’è la consuetudine “pediatrica”, familiarità con l’ambulatorio in cui il piccino è stato pesato, svezzato, visitato. Una gestualità nota e rassicurante. L’aderenza alla terapia è di solito accettabile, pur con le dovute eccezioni. Il genitore, se ben seguito, è attento alle dosi e ai tempi di somministrazione dei farmaci, impara a usare i distanziatori, è ansioso di comprare, se appena può, il “miglior” apparecchio per aerosol. [..]
Con il termine frutta secca si intende indicare sia la frutta con il guscio, come noci, mandorle, nocciole, pistacchi ecc., sia la frutta polposa come i fichi, l’uva, pesche, che vengono poi disidratate in diverse maniere. In entrambe i casi sono “secche” e quindi di facile mantenimento nel tempo. In realtà, per quanto concerne il termine di uso comune, l’allergia alla frutta secca considera solo il primo novero di alimenti.
Pochi sono i dati epidemiologici sull’allergia alimentare alla frutta secca in età pediatrica e non ci sono studi che descrivano le variazioni nel tempo della prevalenza di queste allergie alimentari. Una recentissima indagine telefonica condotta, per l’età pediatrica, in dieci Paesi europei, compreso il nostro, ha consentito di ottenere dei dati di prevalenza in base a quanto i genitori erano in grado di affermare in merito all’allergia alimentare dei loro figli. Indubbiamente il dato è inficiato dall’inevitabile assenza del Test di Provocazione Orale (TPO) alimentare confirmatorio della diagnosi che, ovviamente, non è stato possibile avere in tutti i casi.
Il genere Cupressus comprende diverse specie che sono largamente diffuse nelle regioni del Mediterraneo orientale, dell’Asia centrale, della Cina e nella parte occidentale del Nord America.
Le specie più comuni presenti nelle regioni che circondano il bacino del Mediterraneo sono Cupressus sempervirens, C. arizonica, C. macrocarpa e C. lusitanica. In Italia prevalgono il C. sempervirens e il C. arizonica, ma bisogna considerare anche la sempre più larga diffusione di altre specie appartenenti alle Cupressacee quali il ginepro (Juniperus spp.) e la Tuia (Thuja spp.). Le Cupressacee si prestano molto bene al rimboschimento e sono largamente usate come piante ornamentali in parchi e nelle alberature stradali nonché per barriere frangi-vento e anti-rumore, e come siepi. Il periodo di pollinazione si colloca in inverno, anche se è variabile da specie a specie: il C. sempervirens (Italian cypress), il più diffuso in Italia, pollina da Gennaio a Marzo, qualche volta fino ad Aprile (Fig. 1). [..]
Le reazioni avverse a farmaci si dividono in prevedibili (rappresentano circa l’80% di tutte le reazioni avverse a farmaci) e imprevedibili (rappresentano circa il 20% di tutte le reazioni avverse a farmaci). Le reazioni prevedibili, dovute alle proprietà farmacologiche e tossiche del farmaco stesso, si presentano con una molteplicità di quadri clinici dovuti ad un sovradosaggio del farmaco, ad una sua elevata concentrazione a livello recettoriale, ad effetti collaterali e secondari, ad un’alterata curva dose-risposta dovuta per lo più ad una maggiore sensibilità recettoriale al farmaco stesso o ai suoi metaboliti 1 2. Le reazioni imprevedibili invece sono dovute ad una intolleranza, una idiosincrasia, una pseudo-allergia (si presenta con quadri clinici molto simili a quelli presenti nella reazione allergica, senza però la presenza di un meccanismo immunologico di base) e, nella maggior parte dei casi, ad una allergia (quadro clinico alla cui base è presente un meccanismo immuno-mediato). [..]
La prevalenza dell’asma bronchiale e delle malattie allergiche, considerate le più comuni malattie croniche dell’età infantile, continua ad aumentare in tutto il mondo. La prevalenza dell’asma in età pediatrica varia nelle diverse popolazioni tra 0% e 30%, con più alta prevalenza nelle metropoli 1. In Italia, secondo lo studio SIDRIA condotto nel 2002 2, l’incidenza dell’asma infantile negli ultimi anni è rimasta stabile (9,5% nei bambini e 10,4% negli adolescenti) mentre la rinite allergica e l’eczema sono in aumento. La diagnosi di rinite da pollini varia dal 6% al 9% nei bambini e dal 14% al 17% negli adolescenti. La dermatite atopica ha un’incidenza compresa tra il 6-10% in entrambi i gruppi di età. Non ci sono particolari differenze tra le varie aree geografiche, anche se la diagnosi di asma è lievemente più elevata nelle regioni centrali (Lazio e Toscana). L’allergia alimentare colpisce il 6-8% dei bambini al di sotto dei 3 anni ed il 3-4% di quelli in età scolare e prescolare. [..]
Sembra passato un secolo da quando, dieci anni fa abbiamo iniziato a “prendere in carico” presso il centro di Allergologia dell’ospedale “Meyer”, a Firenze, i bambini con cheratocongiuntivite Vernal (VKC). La Figura 1, aggiornata annualmente, mostra il numero di pazienti che in questi anni sono affluiti al centro, affetti da questa affezione “allergica” oculare.
L’incremento annuo e il numero assoluto di pazienti osservati è francamente notevole, per non dire sorprendente, per una malattia rara come la VKC (la stima è di < 1 caso su 10.000 nell’Unione Europea, quando la definizione di malattia rara è di < 5 casi su 10.000 1). Al di là delle considerazioni epidemiologiche, eravamo allora fortemente motivati a rispondere alle domande pressanti che venivano poste dai quei genitori: “Che malattia ha il bambino? Come si cura?
Si guarisce? Quando? C’è rischio di complicazioni e/o esiti permanenti?”. [..]
Dopo la sfortunata vicenda del vaccino Rotashield, introdotto negli Stati Uniti nel 1998 e ritirato l’anno successivo a causa di un’incidenza di invaginazioni intestinali superiore all’atteso, due nuovi vaccini vivi attenuati contro il rotavirus somministrabili per via orale sono stati registrati in vari Paesi, Rotarix (GSK) e Rotateq (Sanofi Pasteur).
Sebbene molte informazioni sull’argomento siano disponibili in rete e nelle riviste specializzate, alcuni aspetti mi pare non siano stati sino ad ora, per lo meno nel nostro Paese, sufficientemente approfonditi: il polimorfismo genetico e strutturale del rotavirus, le problematiche legate alla sorveglianza delle infezioni da rotavirus, e infine le sfide che dovranno affrontare i nuovi vaccini, sia nei Paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. Questi tre temi sono strettamente interconnessi e permettono di esaminare il problema sia dal punto di vista immunologico che in un’ottica di Sanità Pubblica. [..]
“Siamo cristiani se ci lasciamo incendiare dallo Spirito Santo” ha detto durante una delle ultime omelie un sacerdote della chiesa che frequento. Naturalmente il paragone è audace, forse persino improprio ma, insomma e voglio dire, un po’ di passione è necessaria per il raggiungimento di qualunque obiettivo che sia poco oltre la sopravvivenza pura e semplice, e magari anche per quella in alcune circostanze. Come già descritto nel 1° numero della RIAP 2007 dal nostro Presidente, Francesco Paravati, la SIAIP di obiettivi ne ha molti, tutti ambiziosi, ha bisogno quindi di molta passione, ha necessità che molti si lascino incendiare dall’AllergoImmunologia. L’incendio è divampato certamente in seno al Consiglio Direttivo (CD) e si è rapidamente propagato a decine di altri individui. Infatti, già in questi primi mesi di attività del nuovo CD abbiamo potuto assistere all’entusiastica adesione di coloro che sono stati invitati a far parte delle rinnovate Commissioni e dei Coordinamenti Regionali, sono stati stilati piani di lavoro e programmi almeno triennali.[..]
La pratica dell’Evidence Based Medicine può essere immaginata come una sorta di percorso circolare in 5 stadi, che partendo dal paziente ci porta a:
1) porre domande cliniche alle quali rispondere;
2) ricercare le prove di efficacia;
3) valutare criticamente le prove per la loro validità e rilevanza;
4) prendere una decisione, integrando le migliori conoscenze disponibili, l’esperienza del medico e le aspettative della famiglia e del bambino che abbiamo di fronte;
5) valutare le nostre scelte cliniche e terapeutiche.
Tornando quindi al paziente da cui siamo partiti e a proposito del primo punto, la nostra pratica medica quotidiana ci mette continuamente di fronte quesiti riguardanti la diagnosi, la terapia, l’eziologia, la prognosi.[..]
Metello, ha quattro anni, una madre commessa in un negozio di articoli sportivi, il padre se ne è andato di casa due anni prima, i nonni vivono a 700 km di distanza, cose che capitano. L’anno prima ha iniziato la scuola materna, quella vicino casa. Ha conosciuto tanti bambini, ha imparato tante cose nuove, si diverte, parla meglio, mangia un po’ di più. Ma, mannaggia, la febbre, la tosse e il mal di gola, nonché qualche otite acuta, lo hanno flagellato, ha cominciato ad Ottobre e ha finito ad Aprile, una volta al mese come minimo. Bisogna ammettere che ogni volta, come è giusto che sia, Metello torna ad essere un fiore e sta benissimo anche adesso, davanti a me. Invece Cecilia, la madre, la vedo esausta e spaventata, dimostra più dei suoi 30 anni. Mi dice, Cecilia, che lo sa bene che queste sono cosucce, che bisogna ringraziare il Cielo per come sta Metello. Ma, intanto, quando ha la febbre proprio pimpante non pare e, poi e soprattutto, il padrone del negozio le ha detto che tutti ’sti giorni di assenza non li tollererà più.[..]
Questa puntata de La Casella è diversa dalle precedenti. Invece di essere fatta da diverse lettere su di un singolo argomento, è fatta da singole lettere su 3 diversi argomenti. La prima lettera, soprattutto, necessita di due parole di spiegazione, essa è stralciata da un ben più lungo ed appassionato dibattito avvenuto sulla mailing list dell’ApPAL (www.apalweb.it) all’inizio del mese di maggio. Come spesso avviene, l’inizio fu innocente e in sordina, Mariano Magrì di Sulmona chiese, in realtà sul Forum di Pediatria On Line (www.pediatria.it), lumi sulle indicazioni e le modalità di interpretazione di un test allergologico che dosa le singole molecole allergeniche. Il test si basa sulla metodica dei microarrays, ne potrete trovare una chiara ed esaustiva trattazione nell’articolo scritto da Paolo M. Matricardi sulla RIAP 2-2005.[..]
La dermatite atopica (DA) è considerata un disordine poligenico complesso causato dalla interazione tra fattori genetici ed ambientali, i quali giocano un ruolo chiave nello sviluppo e nella gravità della malattia . La DA esordisce nel 60% dei casi nel primo anno di vita e nell’85% prima dell’età scolare. L’incidenza è in continua crescita nei Paesi industrializzati e la prevalenza è stimata intorno al 15% in età pediatrica . L’approccio razionale al paziente con DA deve comprendere una precisa sequenza di comportamenti : valutazione clinica, valutazione di gravità – il più diffuso metodo è lo Scorad Index attraverso il quale la DA è definita lieve (punteggio &lt; 25), moderata (tra 25 e 50) e grave (&gt; 50) –, valutazione di eventuali patologie associate (es. wheezing, orticaria, reazioni immediate ad alimenti). È inoltre importante verificare la presenza della sensibilizzazione allergica, stabilirne il ruolo eziologico e ricercare eventuali fattori aggravanti (es. infezioni batteriche, virali o micotiche concomitanti).[..]
Durante il 9° Congresso Nazionale della SIAIP, tenutosi a Firenze alla fine dello scorso marzo, sono stati assegnati come tradizione i Premi Mead-Johnson a due giovani medici che si sono impegnati in ricerche inerenti gli interessi scientifici della nostra Società.
Quest’anno è toccato ad Elisabetta e Carmelo ai quali vanno la nostra gratitudine e il forte augurio di proseguire su questa bella strada. Di seguito troverete il riassunto dei loro lavori e un cenno del loro percorso scientifico. Hanno affrontato entrambi, e con ottimi risultati, argomenti rilevantissimi per l’allergologia e la pneumologia pediatriche, campi di ricerca da cui è certo che scaturiranno nuovi mezzi per aiutare a meglio vivere i bambini che ci vengono affidati. [..]
L’atopia è una tendenza familiare o individuale a produrre anticorpi IgE in risposta a basse dosi di antigeni (solitamente proteine) e, di conseguenza, a sviluppare tipiche manifestazioni cliniche come l’asma, la rinocongiuntivite, o la dermatite atopica. Nell’atopia è indubbio che i fattori genetici giochino un ruolo importante.
Sfortunatamente, la caratterizzazione e la comprensione dei meccanismi propri della predisposizione genetica all’atopia è complicata dal fatto che essa è una condizione genetica complessa, con coinvolgimento di molteplici geni che singolarmente contribuiscono in modo parcellare all’effetto fenotipico complessivo, come è caratteristico delle malattie poligeniche come l’asma, il diabete, l’ipertensione arteriosa e la schizofrenia. Un’ulteriore complicazione allo studio della genetica dell’atopia può derivare dal fenomeno della eterogeneità genetica, per il quale geni diversi, in gruppi etnici diversi, possono essere responsabili dell’espressione del medesimo tratto fenotipico.[..]
Circa due anni fa, gli amici dell’ApPAL (www.apalweb.it) risposero alle domande di un paio di questionari, uno di essi verteva su alcuni aspetti della gestione del bambino con Dermatite Atopica (DA). Le risposte ai questionari e un loro ampio commento hanno già trovato spazio sulle pagine della RIAP, precisamente sul numero 2-2006. Rimase fuori, per motivi di tempo e di spazio, una questioncella di nicchia, dai contorni decisamente ancora poco definiti, di questa oggi vi dirò. Insomma, si tratta di capire se il bambino con DA, per cause non ben precisate, abbia un rischio particolarmente elevato di presentare manifestazioni allergiche, di una certa entità, la prima volta che ingerisce un certo alimento. Se sì, se qualcosa può e deve essere fatto per migliorare questa situazione.[..]

Randomised Controlled Trial of the efficacy of a metered dose inhaler with bottle spacer for bronchodilator treatment in acute lower airway obstruction Zar HJ, Streun S, Levin M, Weinberg EG, Swingler GH. Arch Dis Child 2007;92:142-6.

Domanda
Nel broncospasmo acuto dei bambini in età prescolare l’utilizzo di una bottiglia di plastica a basso costo non è inferiore come efficacia a quella di un distanziatore convenzionale per somministrare i broncodilatatori beta2-agonisti?
Le Linee Guida internazionali 1 2 hanno indicato lo spray con il distanziatore come il dispositivo ottimale per somministrare i broncodilatatori nelle riacutizzazioni lievi e moderate d’asma dei bambini, sulla base di evidenze molto robuste, derivate da una Revisione Sistematica della letteratura 3, che ha incluso 25 Studi Clinici Randomizzati (SCR) pediatrici di confronto fra questa metodica e quella del nebulizzatore.. [..]

La rinite allergica (RA) è una patologia molto frequente, in tutta l’età pediatrica. La sua prevalenza in Italia oscilla tra il 15 e il 20% ed è, secondo dati recenti, in aumento. Sebbene si tratti di una condizione morbosa che compromette in maniera significativa la qualità di vita del paziente, la RA viene considerata molto spesso, sia dal paziente che dal medico, “non grave” e, pertanto, sotto-diagnosticata e sotto-trattata. La Commissione Rinocongiuntivite della SIAIP ha deciso di avviare un’indagine osservazionale (studio trasversale) in tutta Italia al fine di raccogliere dati sulla gestione della RA (diagnosi, terapia e valutazione di efficacia dei farmaci).
La ricerca è aperta a tutti i medici che svolgano attività di allergologia (il requisito minimo è l’esecuzione dei prick test) e che operino sia in strutture pubbliche o private (ospedali, università, IRCCS, ambulatori territoriali) sia nel proprio studio convenzionato (Pediatri di libera scelta, Medici di Medicina Generale). Lo studio è iniziato a fine giugno 2007.. [..]

Perché devo adoperare un antistaminico per via orale invece che uno spray nasale al cortisone nella rinite allergica intermittente lieve?
• Per la sua maggiore rapidità di azione, il cortisone spray impiega giorni e giorni prima di essere efficace.
• Perché il cortisone spray è a carico economico del paziente e sui sintomi “istaminici” l’antistaminico è efficace.
• Se prevale la componente ostruttiva adopero il cortisone spray e se prevalgono le componenti irritativa e secretiva l’antiistaminico.
• Non adopero gli antistaminici nella terapia della rinite allergica, il cortisone spray è più efficace.
• Li associo a volte, se il prurito è dominante, non adopero l’antistaminico da solo.
• Li associo sempre.
• Adopero l’antistaminico se è presente anche congiuntivite.
• Riservo lo steroidi ai casi più severi.[..]

Quella sera il Papa mi telefonò che saranno state le dieci.
Era la prima volta che un Papa, anche tra quelli passati, mi telefonava, anzi, se devo essere sincero, all’inizio pensai ad uno scherzo idiota, ma il Papa non è uno che scherza facilmente, lo capii dal tono. Sapeva molte cose di me, si vede che hanno i loro informatori. Abbiamo parlato un po’ del più e del meno prima di arrivare al dunque. Parlava molto lui, anche perché io non sapevo bene cosa chiedere ad un Papa per telefono, a tarda sera per giunta.
Al di là del clima in Vaticano e di un discorso sulla moda prêt à porter, in cui non so proprio come diavolo abbia fatto ad imbarcarmi, era lui che teneva banco: mi ha attaccato uno di quei bottoni. Mi ha fatto i complimenti per la bella voce chiara e quello è stato carino da parte sua. Infine, dopo le solite tiritere sulle stagioni che non sono più come quelle di una volta e viceversa che le volte che fanno adesso i muratori risentono troppo dell’andamento delle stagioni, viene fuori tutta l’umidità, si è deciso a domandarmi ufficialmente in modo del tutto informale se potessi andare da lui a colazione il giovedì ore 12,45 per due chiacchiere.[..]
Recentemente è stato introdotto in Italia il vaccino contro il papilloma virus (HPV) (Gardasil, Sanofi Pasteur MSD). Il vaccino è stato approvato dalla FDA, dall’EMEA e dall’AIFA, ed è quindi disponibile anche in Italia (approvato dai 9 ai 26 anni). Per il vaccino vaccino bivalente (Cervarix, GlaxoSmithKline) il dossier per l’approvazione del vaccino è stato presentato all’EMEA e se ne attende l’esito.
La finalità principale della vaccinazione verso Papillomavirus Umano (HPV) è quella di prevenire il tumore del collo uterino e le relative lesioni precancerose, in seconda istanza di ridurre l’incidenza di altri tumori genitali associati al virus ed, infine, le lesioni benigne causate dallo stesso, come i condilomi acuminati.
L’infezione da HPV viene acquisita dopo l’inizio dell’attività sessuale. I vaccini non sembrano capaci di far regredire le lesioni in atto. Ne deriva che dovrebbero essere vaccinate le ragazze pre-puberi o nel primo periodo adolescenziale, così come le donne che non hanno ancora avuto rapporti sessuali..[..]
Hans Bisgaard è dispiaciuto
Il grande ricercatore danese si è accorto che, almeno nel suo Paese e dal 2000 in poi, vi è stato un progressivo aumento delle prescrizioni delle associazioni, da somministrare per via inalatoria, di steroidi (CSI) e beta2-agonisti a lunga durata d’azione (Fig. 1). Questo progressivo, e ingiustificato a detta di Hans, aumento si è verificato anche nei bambini che ricevevano la diagnosi di asma per la prima volta, è stato quindi loro prescritta, come trattamento iniziale, una scelta terapeutica che è in realtà prevista solo in caso di fallimento dell’ opzione di base, che prevede l’uso dei soli steroidi somministrati per via inalatoria. “Come è potuto accadere?” si chiede Hans, che, oltre a porsi la domanda, si dà anche la risposta, anzi se ne dà tre, propende particolarmente per una di esse, ma non è questa la cosa rilevante, non in questa occasione.[..]
Il nuovo sito della società, attivo da maggio 2007, ha una veste grafica semplice ed intuitiva.
Dalla Home Page (www.siaip.it) (Fig. 1) si può accedere a tutte le funzionalità e ai vari servizi, alcuni già presenti nella precedente edizione, altri del tutto nuovi. La navigazione è semplice, così come la struttura della pagina principale.
Gran parte del sito è di libero accesso, attualmente vengono richieste le credenziali di accesso solo per le diapositive congressuali e per le riviste full-text: userid e password sono le stesse di quelle usate per l’accesso al sito SIP (www.sip.it), i codici di accesso al vecchio sito non sono più validi. Nel caso non si avesse un proprio codice per l’accesso al sito web della SIP, basterà contattare la società Biomedia (voce Contattaci del menù in alto a destra) per ottenerli.
Dopo aver effettuato il Login si viene riconosciuti ed il proprio nominativo compare in cima alla pagina d’ingresso, a destra, insieme ai dati personali e professionali. È possibile modificarli e anche consultare l’elenco dei soci.[..]

L’esalato respiratorio contiene diverse centinaia di composti, che sono classificati in base alle proprietà chimiche come gassosi o non gassosi; i non gassosi inoltre vengono suddivisi in composti volatili e non volatili. Tra le molecole gassose, l’ossido nitrico (NO) ed il monossido di carbonio (CO) rivestono il maggiore interesse nell’asma.

Ossido Nitrico
La frazione espirata del NO (FeNO) rappresenta il marker d’infiammazione allo stato gassoso più studiato nell’ultimo decennio, in quanto presenta favorevoli caratteristiche tra cui l’alta riproducibilità della misurazione, immediatamente disponibile e ripetibile ogni qualvolta sia necessario. L’enzima NO sintetasi (NOs) trasforma la molecola L-Arginina in NO; esistono 3 diverse isoforme di questo enzima, due sono espresse in modo costitutivo da alcuni tipi di cellule, tra cui i neuroni (nNOS, NOS1) e le cellule epiteliali (eNOS, NOS2), e la terza (iNOS, NOS2) può essere indotta in diversi tipi di cellule (tra cui le cellule del muscolo liscio, epiteliali, neutrofili, macrofagi), sotto lo stimolo di citochine infiammatorie, endotossine ed infezioni virali.[..]

L’allergia alle proteine del latte vaccino (APLV) si manifesta principalmente nell’infanzia, coinvolgendo approssimativamente il 3% dei bambini al di sotto dell’età di 3 anni. Il fondamento della terapia consiste nella completa eliminazione delle proteine del latte vaccino dalla dieta dei bambini.
Idealmente, l’alimento sostitutivo, dovrebbe essere ipo- o anallergenico, non cross-reattivo con le proteine del latte vaccino, nutrizionalmente adeguato e palatabile. Le formule a base di idrolisati estensivi (eHF), raccomandate come prima scelta per il trattamento dell’APLV dalla European Society for Paediatric Allergology and Clinical Immunology (ESPACI), dalla European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition (ESPGHAN) e dalla American Academy of Pediatrics (AAP), non vengono, comunque, sempre tollerate. Esse, infatti, pur essendo tollerate in vivo da oltre il 90% dei lattanti affetti da APLV, possono contenere epitopi allergenici residui, responsabili di quadri anafilattici, anche gravi; inoltre, sono tutte scarsamente palatabili.[..]
Un folto numero di dermatologi tedeschi, italiani e spagnoli ha di recente pubblicato su Allergy, gli estremi bibliografici sono posti sotto il titolo, uno studio multicentrico randomizzato controllato (RCT) di comparazione in doppio cieco fra l’efficacia a breve termine del trattamento della cute con due tipi di unguento durante riacutizzazioni (flares) della dermatite atopica (DA) in bambini da 2 a 15 anni: i farmaci testati erano il metilprednisolone aceponato 0,1% (MPA-Intendis, un corticosteroide topico [CST] di media potenza, dotato di un buon indice terapeutico) ed il tacrolimus 0,03% (Protopic® - Fujisawa, molecola ad azione immunomodulatrice appartenente alla categoria degli inibitori della calcineurina).
La decisione di confrontare l’efficacia del tacrolimus con quella di un diverso intervento farmacologico e non con il solo placebo, è indubbiamente lecita, anzi è molto opportuna, essendo i CST riconosciuti come il gold standard nella terapia della DA.[..]
A trentadue anni Armando era rimasto improvvisamente orfano, quando meno se l’aspettava.
C’è modo e modo di perdere i genitori. C’è chi perde prima l’uno e poi l’altro, chi prima l’altro e poi l’uno, chi li perde entrambi in un sol colpo, chi li perde e poi li ritrova, chi li perde entrambi e poi ne ritrova uno solo, chi li perde ma dopo un po’ si scorda di cercarli, chi non li perde perché ci sta attento, chi infine li ritrova prima ancora di averli perduti: casi invero sporadici e difficili da spiegare.
I genitori di Armando erano misteriosamente scomparsi in un cinema di Pavia durante la proiezione del film-cult di Steven Spielberg, in realtà poco noto qui da noi: “Cicciolina against Abbagnale brothers”. Ai più era parso subito strano che un uomo ed una donna in età già avanzata, padre e madre di un figliolo per giunta, potessero sparire su due piedi in un piccolo cinema di provincia.[..]
Esistono molte prove che il virus influenzale colpisce preferibilmente i bambini dei primi 5 anni di vita e comunque quelli al di sotto dei 14 anni. Secondo i resoconti settimanali del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, durante la stagione influenzale ogni anno il numero dei soggetti in età evolutiva che si ammala di sindrome simil-influenzale (ILI) supera di molte volte il numero di soggetti, appartenenti alle diverse età che si ammala di ILI. Se, come si vede nella Figura 1, confrontiamo il numero dei soggetti ammalati di ILI, al di sotto dei 5 anni con il numero degli ammalati in età di 65 o superiore, si osserva che l’incidenza fra i primi è 12 volte superiore a quella che si verifica fra i secondi.[..]
Le immunoglobuline costituiscono la terapia cardine delle immunodeficienze primitive (IDP) con difetto anticorpale. Da quando sono disponibili le immunoglobuline la prognosi di queste patologie è drasticamente cambiata: è aumentata la sopravvivenza ed è ridotta la morbilità dei soggetti con IDP con una significativa riduzione delle infezioni sistemiche gravi (in particolare sepsi, encefaliti).
Oltre all’uso nelle immunodeficienze primarie ed in altre condizioni con difetto anticorpale secondario, come alcuni tumori, le immunoglobuline per uso endovenoso (IVIG) sono utilizzate anche per modificare o controllare la risposta immune individuale in malattie come la porpora trombocitopenica idiopatica.
Recentemente, le IVIG vengono sempre più utilizzate nel trattamento di alcune malattie neurologiche caratterizzate da un’eziopatogenesi autoimmune, come la malattia di Guillain-Barré, la Chronic Inflammatory Demyelinating Polyradiculoneuropathy (CIDP) la Multifocal Motor Neuropathy (MMN) e la Miastenia gravis, tutte caratterizzate da deficit motori più o meno gravi legati alla distruzione delle guaine mieliniche dei nervi per opera di autoanticorpi circolanti.[..]
Cari amici, anche il 2007 sta volgendo al termine e, come sempre accade in queste occasioni, non è possibile esimersi dal fare un consuntivo delle attività svolte durante l’anno e dal tracciare il percorso per iniziative future.
Come da statuto, all’inizio dell’anno sono state rinnovate tutte le Commissioni (sia i responsabili che i componenti) e, fatto nuovo, sono state indicate loro le linee di indirizzo con le quali avrebbero dovuto operare.
Le Commissioni, vero motore della società, hanno esposto i loro programmi, sia a breve che a lungo termine, nell’Assemblea dei soci, tenutasi durante il Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria (SIP) a Pisa. Già in questi primi mesi sono stati prodotti importanti documenti, riassumo di seguito e brevemente il loro frutto di quest’ anno.[..]
Da Wikipedia. La locuzione latina exempli gratia, tradotta letteralmente, significa “per esempio”. Alcune volte si usa anche la frase verbi gratia, che ha lo stesso significato. Nelle poesie e talvolta nel discorso ha un leggero sapore ironico. L’espressione è utilizzata anche in inglese nella forma abbreviata “e.g.” che spesso viene letta come “for instance”, ma che alcuni interpretano, soprattutto se ignorano l’origine latina della locuzione, come “example given”. Dal Grande Dizionario Hazon Garzanti Inglese- Italiano Italiano-Inglese (ed. 1968, quello che usavo al liceo). “For instance” significa “per esempio”; “example given”, come frase abituale, non è riportata. Dal De Mauro, Il dizionario della lingua italiana.. [..]
Sono una “vecchia” pediatra e lavoro presso il Consultorio familiare di Termoli (Molise), specie in estinzione ma non protetta. Mi ostino ancora a volermi aggiornare e mettere in discussione. Ho letto l’articolo sull’uso delle bottigliette di plastica per la somministrazione dei broncodilatatori e mi permetto di portare un mio contributo. Qualche anno fa veniva suggerito l’uso dei bicchieri di plastica come erogatori casalinghi in quanto basta praticare un ‘apertura sul fondo per alloggiare lo spray e poi applicare l’apertura sulla bocca come mascherina. Non so quanto possa essere utile questa informazione ma mi è piaciuto inviarla. A proposito, inoltre, della vaccinazione antipapillomavirus devo purtroppo constatare che, nonostante svariati articoli sull’argomento comparsi su più di una rivista pediatrica, in realtà i pediatri vengono completamente ignorati.. [..]
Scenario clinico
Raffaele è un simpatico ragazzo di 9 anni, frequenta la scuola elementare. Non è che sia molto... contento (come direbbe Edoardo Bennato) all’arrivo della primavera. Infatti soffre di rinite allergica stagionale (persistente moderata-grave), i genitori arrivano nel mio studio per la scorta degli immancabili farmaci antistaminici e steroidi inalatori nasali.
L’altro giorno ho ricevuto la visita di un informatore farmaceutico che mi ha illustrato la possibilità di usare gli anti-leucotrienici, in particolare il montelukast, nella seasonal allergic rhinitis. Me ne ha decantato l’efficacia e la potenza e mi ha proposto di “cominciare a farmi una certa esperienza in qualche caso di SAR al posto dei soliti farmaci”. Mi ha detto proprio così. Questi farmaci costano un po’ e quindi, perché ciò sia compensato e farmi cambiare la mia solita prescrizione “stagionale”, mi piacerebbe che potessero ridurre i sintomi della rinite di Raffaele (sia diurni che notturni) diciamo del 50% rispetto alla terapia solita, forse è però pretendere un po’ troppo.[..]
È difficile. È molto difficile fare una RIAP migliore di quella che è stata finora. Mi accontenterei di farla almeno uguale. Partiamo da un fatto: io e Stefano Miceli Sopo abbiamo alcune cose in comune: siamo nati nello stesso anno, ci piace la stessa musica, ci piacciono le fotografie, e ci piace la medicina basata sulle prove. Come fare a mantenere un livello che impedisca di cadere nel dimenticatoio, una rivista che sia un pizzico originale, che catturi l’attenzione di tanti e che magari qualcuno trovi perfino utile?
Il grano è il cereale più coltivato e la maggiore fonte di proteine alimentari al mondo. Negli ultimi anni, purtroppo, si è dovuto registrare un forte aumento di prezzo dovuto in parte alla sempre più crescente domanda (Africa, Cina, India), in parte alla preoccupante tendenza a spostare la produzione verso il granturco allo scopo di produrre biocarburanti. Il grano, come tutti i cereali, è una graminacea (famiglia delle poacee); il chicco è formato per circa il 10-15% da proteine.
Bruno, il mio figlio decino, sviene quando passiamo davanti ad una pizzeria al taglio. Mica perché si sente male, badate bene, ma perché è stremato dallo sforzo di resistere al desiderio di entrarvi e divorare tutta la pizza (soprattutto margherita) che c’è sul bancone. Ma non è sempre così, esiste l’allergia alla pizza! O comunque, qualcosa di molto vicino. E dove poteva capitare se non nella capitale mondiale della pizza? Volete saperne di più? Leggete quanto ha scatenato la lettera di Fabio da Napoli.
Il mese di settembre rappresenta un momento ad alto rischio per le riacutizzazioni di asma bronchiale nei bambini, perchè il ritorno a scuola dopo le vacanze estive coincide con la riesposizione alle infezioni virali respiratorie 2 e agli allergeni presenti nell’ambiente scolastico. In Canada ben il 20%-25% dei ricoveri ospedalieri annuali per questa patologia è concentrato all’inizio dell’autunno: una vera e propria epidemia!
In Italia è attivo dal 1994 un sistema di sorveglianza dedicato alle meningiti batteriche che costituisce la principale fonte di informazione sulla frequenza di queste patologie. La sorveglianza delle meningiti batteriche è stata da tempo raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come strumento per valutarne l’impatto, la distribuzione per età ed agente eziologico, e la proporzione di casi che restano senza causa nota. Data la disponibilità di vaccini per la prevenzione di alcune di queste patologie, la sorveglianza è importante anche per decidere se sia opportuno avviare programmi estesi di vaccinazione, e stimarne l’efficacia sul campo.
Le principali Linee Guida Internazionali sull’asma bronchiale consigliano di iniziare un trattamento farmacologico adeguato, quando la malattia non è ben controllata, per ridurre e prevenire la flogosi cronica delle vie respiratorie e risolvere gli episodi di riacutizzazione. La terapia elettiva è quella inalatoria, perché consente ai medicinali di arrivare direttamente nelle vie aeree inferiori, con rapida comparsa d’azione, a dosi relativamente ridotte e con pochi effetti collaterali.[..]
Il numero di società, commissioni, gruppi di lavoro ed altre comunità scientifiche è in continuo aumento. Il medico, ed il pediatra in particolare, è un animale sociale e non è infrequente che partecipi a più attività scientifiche simultaneamente. In questi gruppi conta molto l’eterogeneità,
l’integrazione di competenze diverse, perfino di quelle che apparentemente sono molto lontane l’una dall’altra. Si scopre che settori nei quali sembra tutto scontato, si illuminano di nuova luce quando diventano oggetto di studio di persone diverse tra loro. Penso allora se queste riflessioni possano essere utili per lo sviluppo della RIAP.
Benedetta è una vivace biondina di 12 mesi, nata a termine con parto eutocico, peso neonatale 3,200 kg, indice di Apgar al 1’ = 9, al 5’ = 10, attualmente ricoverata nella nostra Unità Operativa per bronchiolite acuta da Virus Respiratorio Sincinziale (VRS) (diagnosi laboratoristica), che ha richiesto, a causa della compromissione respiratoria, ossigenoterapia per 5 giorni. Ora la piccola sta decisamente meglio e alcuni medici del reparto propongono, in previsione della sua prossima dimissione, di somministrarle un trattamento con cortisonici inalatori per qualche settimana, allo scopo di prevenire la comparsa di episodi successivi di broncospasmo, che sono frequenti dopo un’ospedalizzazione per questa patologia.
Ancora infezioni respiratorie ricorrenti (IRR)? Non se ne può più, la RIAP ne ha scritto di recente, se ne è parlato in qualche congresso e allora vale la pena di tornare sull’argomento? Sì perché si tratta di una patologia “minore” da un punto di vista scientifico ma di elevato impatto sulla qualità di vita del bambino e della sua famiglia (per non dire di quella del pediatra spesso travolto dalla ricorrenza degli episodi), di costi economici globali non irrilevanti e per la quale non abbiamo a disposizione mezzi e strategie di sicura efficacia.
Thomas Bernhard, nel suo libro “Estinzione”, dice che i medici sono le persone meno interessanti della terra e che sono anche gli interlocutori più tristi. La sua visione è oscura, ma non c’è dubbio che la relazione tra medico e paziente è uno dei temi sui quali si può dire tutto e il contrario di tutto. Ma certamente è importante per la medicina basata sulle evidenze. Di documenti e di evidenze ne abbiamo tante, di raccomandazioni alle famiglie ne facciamo tante, ma cosa succede se non c’è una buona relazione tra pediatra e famiglia?
Descritta per la prima volta all’incirca 40 anni or sono da Canale e Smith, da cui la denominazione anche di Canale-Smith Syndrome, la sindrome linfoproliferativa autoimmune (ALPS) rappresenta la prima malattia descritta nell’uomo eziologicamente correlata ad un difetto primitivo dell’apoptosi linfocitaria.
Le malattie croniche insorte in età pediatrica costituiscono un significativo carico di lavoro per i servizi e sono il campo in cui si manifestano le maggiori difficoltà di collaborazione tra i diversi livelli assistenziali e di integrazione delle diverse competenze professionali. Tra le più rilevanti patologie croniche dell’infanzia l’asma bronchiale si caratterizza per l’alta prevalenza, 9,5 e 10,4% rispettivamente nelle fasce d’età 6-7 anni e 13-14 anni, e per il coinvolgimento di diverse figure sanitarie, il medico di medicina generale, il pediatra di famiglia, il pediatra ospedaliero, gli operatori dei centri specialistici pediatrici di allergologia e fisiopatologia respiratoria.
L’Evidence Based Medicine (EBM) è un argomento familiare ai più, con i suoi vantaggi e le sue difficoltà. Talvolta però, in completa antitesi con lo spirito da cui è nata l’EBM rischia di divenire, impropriamente, un’etichetta buona per “vendere” prodotti appetibili; i prodotti certificati infatti rispondono a caratteristiche ben precise. In letteratura tuttavia, non esiste un bollino garanzia di qualità e non è sufficiente trovare la sigla EBM per stare tranquilli;[..]
È un grandissimo onore essere coinvolta nella redazione di una rivista così importante come la Rivista di Immunologia e Allergologia Pediatrica e ringrazio di cuore il Direttore e gli altri collaboratori per aver manifestato apertura ed entusiasmo verso i giovani in generale e verso l’Osservatorio Nazionale Specializzandi Pediatria in particolare. Non tutti i lettori forse sanno che l’Osservatorio Nazionale Specializzandi in Pediatria (ONSP) è l’organo rappresentativo dei medici specializzandi delle 43 Scuole di Specializzazione in Pediatria d’Italia.[..]
Una cornice austera, qualche riferimento a frivoli concorsi e un sacco di belle relazioni scientifiche. Il Congresso della Società di Immunologia e Allergologia Pediatrica di Salsomaggiore è stato vivace e molto partecipato e ha introdotto importanti novità come un simposio tutto degli specializzandi e i seminari di alcune commissioni SIAIP (l’immunoterapia, i test di provocazione orale con alimenti).[...]

La colpa del wheezing è dei genitori
Non è necessario avere competenze neuropsichiatriche per sapere che l’ansia dei genitori può avere conseguenze spiacevoli sulla salute dei figli. Anche se sapevamo già che una componente psicologica è presente nella genesi dell’asma, non avevamo segnali che ci fosse una relazione diretta con l’insorgenza dei sintomi.[...]

Linee guida che passione!
Potrebbe esservi sfuggito che l’Institute for Clinical Systems Improvement ha da poco rilasciato due documenti che riguardano la diagnosi e la gestione delle malattie respiratorie e dell’asma nei pazienti al di sopra dei 5 anni di età.[...]

Il Centro Malattie Allergiche nasce dalla collaborazione di due Unità Operative (U.O. di Pneumologia e di Clinica Pediatrica): il personale coinvolto nella gestione degli ambulatori consta attualmente di due medici (con specializzazione in Pediatria ed in Allergologia ed Immunologia Clinica) e di tre infermiere pediatriche, con l’ausilio di medici specializzandi in Pediatria.[...]
Nel settore delle immunodeficienze congenite, più che in altri settori di patologia pediatrica, si è realizzato nelle ultime due decadi un considerevole ampliamento delle conoscenze, sia in ambito eziopatogenetico che della definizione clinica delle singole malattie. Tali progressi sono stati realizzati grazie alla possibilità di trasferire al letto del malato tecnologie molecolari e strumenti di analisi funzionale mutuati dalle discipline di base.[...]
Le nazioni che hanno eliminato il morbillo, come la Finlandia e gli USA, hanno evidenziato le difficoltà della diagnosi clinica di questa malattia, in situazioni di bassa incidenza. Per i medici più giovani, infatti, vi sono poche occasioni di osservare pazienti con morbillo. Inoltre, al diminuire di frequenza di una malattia, il valore predittivo positivo della diagnosi clinica diminuisce.[...]
Allo scopo di predisporre adeguatamente l’animo, è consigliabile leggere questo CAT (Critically Appraised Topic) ascoltando, in sequenza obbligatoria, le versioni appresso elencate di “Insieme a te non ci sto più”: quella originale di Caterina Caselli da sola, quella della stessa con gli Avion Travel, poi quella di Franco Battiato, e per finire quella di Ornella Vanoni. Dovrebbero essere sufficienti, e se no ricominciate.[...]
Iniziamo con double dummy che altro non è che un doppio inganno.
Non si tratta del titolo di un thriller ma più semplicemente di un metodo utilizzato nei trial clinici per garantire la cecità attraverso l’uso del doppio placebo. Nel classico studio randomizzato in cieco verso placebo, il farmaco attivo in studio viene somministrato ad un gruppo A di pazienti, scelti in modo casuale (tramite la randomizzazione); ad un altro gruppo di pazienti B, simili a quelli del gruppo A, viene somministrata una sostanza identica per forma, colore, sapore e via di somministrazione ma inerte, senza alcuna proprietà farmacologica.[...]
I cambiamenti climatici in atto e le attività dell’uomo influenzano la diffusione ed i periodi di fioritura delle piante e possono modificare la presenza spazio-temporale dei pollini da esse prodotti. Dai dati rilevati dai Centri di Monitoraggio si evince che al 18 maggio 2008 si è registrato un calo nella concentrazione totale dei pollini aerodispersi pari al 30,81% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.[...]
C.Z., è un bambino di 4 anni secondogenito, nato alla 38a settimana di gestazione da parto cesareo per pregresso cesareo, dopo una gravidanza fisiologica. L’amniocentesi eseguita alla 16 a settimana non aveva evidenziato alterazioni cromosomiche. In epoca neonatale furono riscontrati piedi torti bilaterali, criptorchidismo destro, una dilatazione dei bacinetti renali bilateralmente ed un difetto interventricolare sottoaortico ben compensato; in prima giornata di vita presentò una ipocalcemia risoltasi dopo due giorni.[...]
Illustrissimo Direttore,

Le scrivo per due motivi:
1. Il Suo esordio alla guida della nostra amata rivista è stato eccellente, si è subito respirato il vento, gentile ma deciso, di un rinnovamento.
2. Non ho capito fino in fondo, per mia colpa ovviamente, il take home message relativo all’articolo sul dosaggio della frazione esalata di ossido nitrico nei bambini asmatici di Verini et al., pubblicato sulla RIAP n. 2-2008. Insomma, ai bambini asmatici che ho l’onore e l’onere di gestire, possibilmente al meglio, glielo devo fare questo dosaggio o no? [...]

Ultimamente il movimento dell’editoria scientifica open source sta vivendo il suo momento di gloria perché viene visto come uno strumento per favorire l’accesso alle riviste e la "democratizzazione" della scienza. Le riviste open access chiedono infatti agli Autori un contributo finanziario per coprire le spese e mettono le pubblicazioni a disposizione dei lettori gratuitamente. [...]

Più traffico, più allergie Uno studio di due coorti di bambini di 4 e 6 anni, per un totale di circa 6.000 bambini studiati,ha valutato il rischio di sviluppare bronchite asmatica, rinite allergica, dermatite atopica o sensibilizzazione ad allergeni in relazione alla distanza dalla strada principale più vicina. [...]

Il vaccino contro l’influenza (stavolta funzionerà?) Due volte all’anno l’Organizzazione Mondiale della Sanità organizza un meeting per decidere-la composizione dei vaccini antinfluenzali della prossima stagione sulla base della-circolazione virale nell’altro emisfero. Ma non sempre le cose vanno bene: nel 2008 il ceppo-H3N2 contenuto nel vaccino ha conferito una scarsa protezione a causa dell’emergenza di un ceppo con caratteristiche diverse. [...]

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Si stima che in Europa e negli Stati Uniti tra il 2 e il 19% della popolazione presenti, dopo puntura di imenotteri, reazioni cutanee estese e tra lo 0,3% e il 5% abbia invece reazioni cutanee generalizzate o reazioni sistemiche. In particolare il bambino presenta una ridotta prevalenza di manifestazioni sistemiche (0,34%). L’individuazione e la gestione dei pazienti che sono a rischio di avere successive reazioni sistemiche anche gravi è particolarmente importante e necessita di un adeguato modello organizzativo che assicuri il massimo beneficio con costi economici e sociali contenuti. [...]

Negli scorsi mesi MammeOnLine ha eseguito sul proprio sito web un sondaggio sulle allergie alimentari attraverso un questionario che poteva essere compilato on line. Lo scopo dell’indagine era descrivere la prevalenza dei bambini a dieta senza latte o uovo sul territorio nazionale. Naturalmente una semplice indagine come questa ha alcuni limiti: le MammeOnLine sono mamme probabilmente più attente di altre ai problemi di salute dei figli e lo sono ancor più quelle che hanno risposto al sondaggio. Inoltre non c’è in questa indagine una diagnosi confermata di allergia alimentare, ma è stato raccolto solo il dato fornito dalla madre. [...]

Asma, sempre asma. Linee Guida, sempre Linee Guida! Ormai non si sente parlare di altro, ma proviamo ad affrontare insieme, attraverso un percorso interattivo, un caso clinico ed i vari problemi che quotidianamente si presentano al Pediatra di Famiglia per verificare la possibilità di un approccio ispirato ai principi dell’EBM. Il caso è presentato attraverso una sorta di drammatizzazione descrivendo una situazione reale di vita ambulatoriale nella quale potremmo riconoscerci. [...]

Tutti lo fanno ma nessuno lo dice! La parte più trascurata degli articoli è la metodologia. Anche i virtuosi che non saltano subito alle conclusioni … volano spesso nel metodo. È facile intuire il perché: la lettura non è particolarmente avvincente e talvolta è poco comprensibile. Molti "segreti" però si celano in questa sezione e trascurarla impedisce di scoprirli. Proseguiamo pertanto, anche in questa seconda parte "dei trucchi del mestiere", nell’approfondimento di alcuni concetti di frequente riscontro, con lo scopo di facilitare la lettura della sezione metodologica degli articoli scientifici. [...]

Il programma nazionale di vaccinazione contro l’HPV è stato approvato dalla Conferenza Stato Regioni nel dicembre 2007 (http://www.statoregioni. it/dettaglioDoc.asp?idprov = 5285&iddoc = 16696&tipodoc = 2). L’offerta attiva e gratuita del vaccino è rivolta alle ragazzine nel dodicesimo anno di età, cioè tra gli 11 e 12 anni, quando offre il massimo vantaggio in termini di possibilità di prevenzione. L’obiettivo del programma di vaccinazione è infatti prevenire le infezioni da HPV, le lesioni precancerose ed il carcinoma del collo dell’utero, che causa oggi in Italia ogni anno circa 3.500 nuovi casi di malattia e 1.000 decessi. [...]

Nei bambini dell’età scolare (pazienti) aver frequentato regolarmente la piscina (intervento) aumenta il rischio di sviluppare asma bronchiale (esito)? 

In maniera indipendente due revisori utilizzando PubMed, il servizio gratuito Medline della National Library of Medicine ed Embase, hanno ricercato l’esistenza in letteratura di studi osservazionali che valutavano la prevalenza di asma in bambini, frequentanti regolarmente le piscine; sono state utilizzate le seguenti parole chiavi: swimming, pool, asthma, wheez*, respiratory, allergy, chlorine, chlorinated, chloramine, trichloramine, permeability. Limiti: all Child: 0-18 years. Periodo: dal 1966 al 15 aprile 2008. [...]

Quanto pesa l’asma 

Dal sito web del Ministero della Salute è possibile interrogare il database dei ricoveri ospedalieri dal 1999 al 2005 selezionando un codice ICD che identifica la diagnosi principale di dimissione. Per l’asma bronchiale (codice ICD 493) nella classe di età da 1 a 4 anni dal 1999 al 2005 il tasso di ricovero si è mantenuto intorno a 3 su 1.000, e da 5 a 14 anni è passato da 1 su 1.000 a circa 0,5 per 1.000. [...]

Rischio di anafilassi dopo vaccinazione

In mancanza di un sistema simile per il nostro Paese, andiamo a curiosare nel database del VAERS, il sistema di sorveglianza degli eventi avversi per gli USA. In tutto l'archivio, a partire dal 1990, sono segnalati 129 episodi con segni di anafilassi da 0 a 18 anni. Di questi, il 60% sono stati osservati nel sesso maschile. [...]

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È cominciato tutto con un messaggio di posta elettronica che diceva “Vuoi partecipare anche tu?” ed è andata avanti così per alcuni mesi. Una specie di lavagna elettronica su cui una quantità di gente indicava gli argomenti preferiti per i temi portanti di un nuovo congresso… un congresso delle riviste pediatriche, della ricerca e della formazione in pediatria?! Mai sentita una cosa simile. Eppure l’idea è intrigante. Bene, è una scommessa. Accetto. [...] 

Attenzione ai temporali e al riscaldamento globale Uno studio che prende in considerazione un decennio nell’area di Atlanta, Georgia, ha esaminato l’associazione tra il clima e l’insorgenza di attacchi di asma. Nei giorni in cui imperversavano temporali, è stato registrato un aumento del 3% del numero di visite per riacutizzazione di asma nella popolazione generale. [...]

 

Istruzioni per evitare l’anafilassi associata a vaccinazione Che l’anafilassi dopo vaccinazione sia un evento raro lo sapevamo. Le stime pubblicate indicano una probabilità di incontrare un simile evento variabile da 1 a 50000 a 1 per milione di dosi di vaccino. Con ordine e rasentando l’ovvio, gli autori di questo articolo illustrano un semplice quanto scontato algoritmo per identificare i pazienti ad alto rischio che potrebbero presentare una reazione di ipersensibilità immediata dopo somministrazione di vaccino. [...]

 

[...] 

La frutta è il primo alimento, dopo il latte, ad essere somministrato al bambino intorno al 5°-6° mese di vita. Da una recente inchiesta condotta dalla Commissione per le Allergie Alimentari, Anafilassi e Dermatite Atopica della SIAIP, risulta che l’allergia alimentare grave alla frutta, in età pediatrica, in Italia si aggira intorno al 9%; nella percentuale non viene però definito il tipo di frutta in causa: a guscio (noci-arachidi) o fresca. [...]
Nel vostro territorio è in corso un’epidemia di morbillo e l’ASL ha diffuso nelle scuole superiori l’invito a vaccinare tutti gli adolescenti non precedentemente vaccinati, o vaccinati con una sola dose. Si rivolgono quindi a voi i genitori di un ragazzo di 17 anni, che finora non è stato vaccinato per rifiuto della famiglia. Cinque anni prima, come previsto dal programma nazionale di vaccinazione, il ragazzo era stato vaccinato con tre dosi di vaccino antiepatite B. [...]

La spirometria rappresenta il primo step della diagnostica funzionale polmonare ed è la misura del movimento dell’aria che entra ed esce dai polmoni durante varie manovre respiratorie. È un’indagine semplice, non invasiva e può essere eseguita in genere a partire dai 5 anni, età in cui il bambino è solitamente in grado di collaborare per effettuare una manovra espiratoria forzata. [...]

Potenza dei media! Il 25 luglio 2008 giunge da Milwaukee (Wisconsin) una bella notizia, la fonte, autorevolissima, è l’American Academy of Allergy, Asthma & Immunology. Sulla altrettanto autorevolissima rivista scientifica the Journal of Allergy and Clinical Immunology (JACI) stava per essere pubblicato uno studio che dimostrava che, esponendo i bambini allergici all’uovo all’ingestione gradualmente crescente di dolci cotti al forno e contenenti uovo, li si poteva aiutare a superare la loro allergia. [...] 

Visitando il sito del dr Cris Cates (www.nntonline.net) non ho potuto fare a meno di pensare a questa citazione. Il dr Cris Cates è un general pratictioner inglese fulminato sulla via della Cochrane; partendo dalla consapevolezza di non saper rispondere a molte delle domande che emergevano dall’incontro con i pazienti (e non per ignoranza!!) ha dato una svolta alla sua carriera; continua a fare il medico di famiglia ma è diventato anche un membro del Cochrane Respiratory Group, nonché autore di varie revisioni sistematiche. [...]

Vi ricordate di Alfredo? Sì proprio lui, il bambino di 7 anni con una crisi di asma di una certa gravità il cui caso clinico era stato presentato nel n. 4 della rivista. La sua storia mi aveva dato lo spunto per tentare una gestione ambulatoriale in cui le scelte fossero suggerite il più possibile dalle raccomandazioni della letteratura ma tenendo presenti le esigenze del paziente, della sua famiglia e l’esperienza clinica del pediatra. Ebbene, ecco la seconda parte della storia. [...]

Blendy, ragazzo di 11 anni, giunge alla nostra osservazione per episodi ricorrenti, da circa 2 mesi, di orticaria generalizzata associata ad angioedema. Il trattamento con antistaminici e prednisone per os è risultato inefficace. L’esame emocromocitometrico, gli indici di flogosi, il profilo metabolico completo, il dosaggio delle immunoglobuline, sono risultati nella norma. [...]

La facilità con cui ci muoviamo nel mondo non è prerogativa della specie Homo sapiens, anche animali e piante si spostano visitando e colonizzando in qualche caso nuovi territori. In particolare molte specie vegetali portate in Europa da territori lontani si sono poi ambientate, naturalizzate, trovandosi benissimo in qualche caso divenendo poi un serio problema. Si possono fare qui diversi esempi, la robinia, l’ailanto, il fico d’India, l’agave americana, si tratta di specie oramai diffusissime nel nostro territorio, che spesso costituiscono un vero problema per la flora e la vegetazione autoctone. [...]

Si sa, gli epidemiologi sono gente scettica, un po’ triste, si entusiasmano poco. Eppure vi devo segnalare una riflessione sulle nuove scoperte scientifiche fatta proprio da un epidemiologo (io dovrei appartenere alla categoria e tuttavia non mi riconosco nella descrizione che ve ne ho dato). Vi è mai capitato di leggere un articolo che sembra segnalare una scoperta rivoluzionaria, fino a quel momento non considerata? Magari su una rivista di punta? Beh, ci sono delle buone ragioni per moderare l’entusiasmo. Ne parla John Ioannidis in un articolo su Epidemiology. [..]

OSSIDO NITRICO ITALIANO
Vi ricordate dell’ossido nitrico? Ne abbiamo parlato anche recentemente in un articolo ubblicato sulla RIAP. In effetti c’è incertezza sui determinanti dell’eNO espirato e un gruppo i Palermo ha pensato di studiare un campione di 335 bambini da 10 a 16 anni per capirci ualcosa di più. [..]

 COME SONO CAMBIATE LE LINEE GUIDA SULL’ASMA
Un excursus storico delle linee guida prodotte negli anni sulla gestione dell’asma nel bambino d un confronto tra quelle più recenti. Gli autori sottolineano come si sia passati dal onsenso all’approccio basato sulle evidenze, ma il commento principale è che sarebbero ecessari trial internazionali multicentrici per valutare l’effectiveness delle raccomandazioni ontenute nelle linee guida. [..]

[..]

LO FAMO STRANO
Fino ad un certo punto, naturalmente. Insomma, giudicherete voi se l’edizione 2009, l’11a, del Congresso Nazionale SIAIP, che si terrà a Roma il 15-18 Aprile 2009, apporterà o no qualche piccola novità. A colpo d’occhio non potrete fare a meno di notare una certa simmetria, in effetti l’abbiamo cercata, chissà, magari potrà essere utile ai partecipanti per avere un ordine mentale e sapere subito cosa potrà trovare in una data aula in un dato orario. Abbiamo un po’ limitato il numero delle presentazioni, saranno 3 ogni 2 ore (con rare eccezioni), così da non soffocare mai la discussione. Attenzione è stata data alla metodologia.. [..]
Quando si partecipa ad una kermesse come il congresso dell’American Academy of Pediatrics bisogna prepararsi ad un evento. Basta leggere il programma del congresso. Il numero delle sessioni e la diversificazione degli argomenti fanno venire voglia di stare contemporaneamente in più aule diverse, ed anche se le sessioni vengono ripetute più volte durante il congresso c’è sempre la sensazione di perdersi qualcosa. [..]
La malattia di Kawasaki (MK), descritta per la prima volta in Giappone nel 1967 da Tomisaku Kawasaki 1, è una vasculite acuta sistemica che colpisce i vasi di medio calibro di tutti i distretti dell’organismo, autolimitante, ad eziologia sconosciuta, probabilmente multifattoriale, che colpisce prevalentemente lattanti e bambini nella prima infanzia. La MK è caratterizzata da febbre, iperemia congiuntivale bilaterale, eritema delle labbra e della mucosa orale, anomalie delle estremità, rash e linfoadenopatia cervicale. [..]
Fabrizio, 7 mesi di età, è nato da parto eutocico ed è stato allattato al seno fino all’età di 3 mesi. La madre e la sorella sono affette da dermatite atopica (DA) e da asma allergico. Fabrizio è seguito da oltre 3 mesi per una dermatosi diagnosticata come DA per la quale è stato trattato senza alcun giovamento. Le condizioni generali sono buone e gli esami ematochimici di routine e gli indici di flogosi sono nella norma. [..]
È primavera e un sabato mattina squilla il mio cellulare. La mamma di Alice, la prima di tre fratelli, mi chiama un po’ allarmata al telefono: Alice, una bella bambina di 10 anni, ha mangiato un pezzetto di speck, ma non riesce a deglutirlo, sta così da almeno un’ora e la mamma non sa più cosa fare. Le chiedo come sta la bambina in generale e mi risponde che sta bene, come al solito, solo che non riesce a mandare giù lo speck, perché le è rimasto in gola “a metà strada”, pur avendo un’abbondante produzione di saliva e pur riuscendo a bere qualche sorso di acqua.[..]
Le informazioni utilizzate nel presente lavoro per descrivere l’andamento dal 2000 al 2007 della prescrizione di antiasmatici nella popolazione pediatrica derivano dalla banca dati dell’Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali (OsMed), che raccoglie, analizza e pubblica periodicamente i dati di prescrizione farmaceutica a livello territoriale e ospedaliero. Per l’approfondimento sulla popolazione pediatrica sono stati considerati i dati della regione Umbria, dove da oltre 10 anni è attivo un sistema di monitoraggio delle prescrizioni dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta che permette di effettuare
analisi dettagliate per tipo di farmaco, per caratteristiche degli utilizzatori e per medico prescrittore.[..]
Da poco mi è capitato, sfogliando un recente numero di questa rivista,di leggere un articolo di Luigi Terracciano che parlava di infezioni respiratorie ricorrenti dal titolo “Le infezioni respiratorie ricorrenti: vale ancora la pena parlarne?” 1, che ha subito destato la mia curiosità. Questo perché il gruppo di Immunologia Pediatrica* di cui faccio parte, da sempre si occupa di bambini che si ammalano spesso e di genitori, che non vedendo l’ora di risolvere il problema, ripongono in noi tutte le loro speranze di guarigione.
Poiché già da tempo abbiamo osservato che molti dei bambini che giungono al nostro ambulatorio sono atopici, e in considerazione dei dati della letteratura 2-5 spesso contrastanti sul rapporto tra infezioni e atopia, abbiamo intrapreso uno studio osservazionale.. [..]
Caro Alberto,
è da tempo che penso a un sistema di comunicazione fra le riviste di pediatria che escono in Italia e quindi approfitto della tua proposta. Partendo da cose elementari: per lo meno sul come le facciamo. Solo qualche esempio: come ci vengono proposti gli articoli, come chiediamo che ci siano proposti, come organizziamo la peer review, come strutturiamo le comunicazioni fra i redattori (quanti sono? e perché sono tanti di solito?), come scegliamo i revisori e chi li sceglie, come è strutturato il processo editoriale, se ci sono strumenti di contatto con i lettori, come gestiamo le rubriche..[..]
Mauro lavora nel mio ospedale. Da piccolo ha avuto la polio ma se l’è cavata. Ha difficoltà a fare le scale e se può evitarle è contento, e cerca di parcheggiare il più vicino possibile all’ingresso. Arianna è di un paese vicino Napoli e da più di 6 anni sta sulla sedia a rotelle. Ha avuto il morbillo nel 2002 e gli esiti di un’encefalite le hanno cambiato la vita. Luca era il figlio tanto desiderato di Andrea e Caterina. Chi se l’aspettava che la pertosse potesse uccidere? Eppure se n’è andato all’età di 6 mesi. Giacomo ha una cataratta congenita e una tetralogia di Fallot. La madre ha avuto la rosolia durante la gravidanza ed ora aspetta all’uscita della sala operatoria qualcuno che le dica come è andato l’intervento.. [..]
Il morbillo non l'abbiamo ancora sconfitto

Attenti al morbillo. Nonostante l’Organizzazione Mondiale della Salute abbia come obiettivo l’eliminazione di questa malattia entro il 2010 nella regione europea, la situazione epidemiologica nel nostro continente non sembra suggerire che questo obiettivo sia raggiungibile. Il progetto EUVAC-NET, che ha permesso di aggregare dati sui casi di morbillo in 32 paesi europei tra il 2006 e il 2007, .. [..]

La genetica della malattia di Kawasaki

Una delle ipotesi più accreditate sul meccanismo fisiopatologico della malattia di Kawasaki è che una infezione non identificata inneschi la malattia in individui geneticamente predisposti. Un gruppo australiano ha condotto uno studio genetico su 119 casi di malattia di Kawasaki e 135 controlli, ed un successivo studio di coorte giungendo all’osservazione di 893 casi di malattia di Kawasaki.. [..]
L'ispirazione

Galeotto fu l’amico Giovanni B. Pajno che mi invitò a Messina a fargli da discussant per una sua presentazione sulla Desensibilizzazione Orale Per Alimenti (DOPA per me, SOTI per il resto del mondo, riconosco i miei difetti). La DOPA, breve e inutile inciso, consiste nella somministrazione, in tempo variabile (di solito mesi), di quantità crescenti dell’alimento a cui si è allergici, nella speranza di indurre la tolleranza specifica. “Ma cosa deve fare il discussant?” fu l’angosciosa domanda che mi autorivolsi. Dopo giorni e giorni di riflessione, giunsi alla conclusione che dovesse, il discussant intendo, elaborare un intervento critico.. [..]

L’Ipogammaglobulinemia Transitoria dell’Infanzia (THI), descritta per la prima volta nel 1956 da Gitlin e Janeway, è un’immunodeficienza caratterizzata da un ritardo nel normale processo di sintesi delle IgG, eventualmente associato ad un difetto degli altri isotipi, che generalmente esordisce dopo il primo semestre di vita, quando il lattante perde gli anticorpi materni acquisiti per via transplacentare durante le ultime settimane di gestazione. Tale condizione deve essere distinta dall’ipogammaglobulinemia fisiologica dell’infanzia, che descrive il fisiologico processo di riduzione delle IgG, conseguente alla perdita degli anticorpi materni 1-4, che si realizza nei nati a termine tra il terzo ed il sesto mese di vita, [..]

Il caso clinico

Una bambina di 7 anni e mezzo viene trasferita nel nostro reparto da un altro ospedale dove era stata ricoverata per dispnea espiratoria e tosse da tre giorni, al fine di effettuare una broncoscopia giustificata dal fatto che l’Rx torace e la TC polmonare evidenziavano atelettasia e addensamento del lobo medio.All’anamnesi familiare viene segnalata familiarità per atopia. All’anamnesi personale remota episodi di asma acuto intermittente dall’età di un anno ed episodio di bronchiolite a sette mesi. [..]

La premessa è d’obbligo: gli esempi riportati in questo articolo sono copiati spudoratamente; ma uno statistico che scrive in modo comprensibile ai più, è un evento talmente raro, che giustifica anche il plagio. È noto, noi medici non abbiamo troppa dimestichezza con la statistica, tanto da considerarla, a torto, un accessorio di dubbia utilità. Vi invito però a navigare su Medscape (www.medscape.com) e a digitare Andrew J. Vickers: troverete una serie di articoli comprensibili ed interessanti; Vickers in modo semplice ed immediato ci aiuta a capire alcuni concetti di base, molto utili nella lettura di articoli scientifici. [..]

Domanda

Nei bambini di 5-10 anni di età con asma lieve persistente, la somministrazione continuativa di steroidi inalatori è più efficace di quella “al bisogno” per controllare i sintomi? Ci sono differenze per quanto riguarda gli effetti sistemici fra queste due modalità di trattamento?

Introduzione

Esistono buone evidenze, rappresentate da Studi Clinici Randomizzati (SCR) eseguiti in doppio cieco vs. placebo, che somministrare steroidi inalatori in bambini con asma persistente lieve porti ad un controllo ottimale o quasi dei sintomi, seppur transitorio.. [..]

Una ragazza di 13 anni è stata sottoposta 3 anni fa a splenectomia, in seguito a trauma dovuto ad un incidente stradale. Null’altro di rilevante in anamnesi. In precedenza aveva ricevuto tutte le vaccinazioni di routine (DTP, Antipoliomielite, HBV, MPR) e una dose di vaccino pneumococcico 23-valente, somministrata prima della dimissione ospedaliera. I genitori a suo tempo avevano ricevuto alcune informazioni dai medici del reparto di Chirurgia riguardo al rischio infettivo negli asplenici, ma vorrebbero saperne di più e si rivolgono a voi. [..]

Le allergie su facebook

Siete su Facebook? Non solo svago, forse. Il più popolare social network ospita una serie di gruppi che riuniscono allergici a vario titolo. Ce n'è per tutti i gusti e c'è anche un gruppo dedicato ai bambini. Non si tratta di grandi numeri, ma la popolarità di questo strumento sta crescendo vertiginosamente anche nelle persone che non sono più teenager. E' possibile che perfino il pediatra incontri i propri pazienti e le loro famiglie su Facebook.[..]

 

Il morbillo nel mondo

Nonostante le grandi difficoltà nel contenere i focolai di morbillo in tutto il mondo, Europa compresa, l'adesione alla vaccinazione aumenta in tutto il mondo. Nella figura in alto è rappresentato il trend globale di copertura vaccinale in ciascuna delle regioni del mondo. Ormai vicine all'80% di copertura la regione africana e quella del sud-est asiatico, mentre sono stabilmente intorno al 90% le regioni dei paesi sviluppati.[..]

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Facciamo un po’ i conti. Tra laurea e specializzazione un pediatra è pronto per cominciare ad affacciarsi nel mondo del lavoro tra i 25 e i 30 anni. Come sono questi ragazzi? Semplici apprendisti di bottega oppure menti vivaci in grado di affrontare pesanti responsabilità? Troppo spesso la mancanza di esperienza viene affettuosamente considerata un limite per affacciarsi all’attività scientifica e così molti giovani vengono coinvolti molto nelle attività cliniche e poco
nelle attività scientifi che. Eppure noi vorremmo sempre di più che i pediatri si occupassero di entrambe. Vorremmo sempre di più che i nostri pediatri fossero veri physician scientists. [..]
Ci siamo. La RIAP ha una pagina web tutta sua. Se provate a fare click sull’icona della RIAP nella home page della SIAP vi troverete nel nuovo sito. In alternativa potete direttamente andare a http://www.riap.it. Abbiamo provato a costruire una pagina interattiva e funzionale dove speriamo che molti di voi passino e possibilmente lascino una traccia. In queste pagine una navigazione guidata tanto per avere un assaggio del materiale online. [..]
L’attuale metodica di dosaggio delle IgE specifiche si basa sulla utilizzazione di estratti naturali allergenici o dell’alimento intero che ovviamente variano notevolmente in composizione e allergenicità. Questo potrebbe essere uno dei motivi della non adeguata affidabilità diagnostica dei test finora applicati.
Allo scopo di migliorare la qualità della diagnosi allergologica sono state recentemente introdotte metodologie basate sull’uso di proteine allergeniche ricombinanti o altamente purificate. Grazie alla tecnologia dei protein chips.. [..]
La piccola Elisabetta, minore di tre fratelli, sin dai primi mesi di vita presenta una grave forma di dermatite atopica. Dall’età di quattro mesi circa iniziano a comparire infezioni ricorrenti: bronchiti asmatiformi, faringiti e otiti recidivanti, candidiasi del cavo orale. All’età di 11 mesi viene indirizzata ad un centro specialistico in seguito alla comparsa di ascessi a carico del cuoio capelluto, non responsivi alla terapia antibiotica orale eseguita. [..]
QUESITO 1: INFEZIONE DA HIV
Giuseppe è un ragazzo di 12 anni che ha contratto l’infezione da HIV alla nascita; attualmente le sue condizioni di salute sono buone. A scuola a Giuseppe hanno dato una lettera in cui invitano i suoi genitori ad aderire alla campagna di vaccinazione contro la varicella per gli adolescenti con anamnesi negativa in seguito ad un progetto della ASL. Il padre vi telefona per chiedervi se è il caso che Giuseppe effettui questa vaccinazione.. [..]
Colliri a base di cortisone e di ciclosporina ad alte concentrazioni sono stati proposti per il trattamento della cheratocongiuntivite Vernal (VKC) severa in età pediatrica. Obiettivo del nostro studio è stato verificare in una ampia casistica di bambini affetti da VKC l’efficacia del trattamento con ciclosporina 1%, e di identifi care eventuali fattori condizionanti la risposta alla terapia. Abbiamo arruolato in un trial aperto 197 bambini con VKC severa, i quali hanno ricevuto ciclosporina topica all’1% per 4 mesi. Sono stati determinati due “scorad” oculistici, uno oggettivo e l’altro soggettivo, all’ingresso dello studio, dopo 2 settimane e dopo 4 mesi. [..]
Da alcuni anni in letteratura è stato evidenziato un aumento del numero delle crisi di asma nei mesi autunnali in bambini con asma persistente. Il numero di ricoveri ospedalieri e di visite urgenti per asma aumenta in particolare nel mese di settembre, costituendo un picco di recrudescenze che ha meritato la defi nizione di “Epidemia di Settembre”. In Canada circa ¼ dei ricoveri per asma avviene in questo mese 1. Diversi autori ipotizzarono che l’epidemia fosse dovuta a cause ambientali.. [..]
Attualmente il gold standard per la diagnosi di allergia alimentare è considerato il test di provocazione orale (TPO), un test indaginoso e dispendioso, sia in termini economici che in termini di tempo, e non privo di rischi. Per questo motivo i ricercatori stanno cercando un test diagnostico standardizzato per fare una diagnosi certa di allergia alimentare senza il TPO. Questo anche perché la prevalenza delle allergie alimentari nei bambini è considerata in aumento. Al momento i test utilizzati comunemente per la diagnosi di allergia alimentare sono i prick test e il dosaggio delle IgE specifi che che studiano le reazioni IgE-mediate. Essi sono però dotati di un potere predittivo.. [..]
La Formazione a distanza (FAD) è nata per svincolare l’intervento didattico dai limiti posti dalla compresenza fi sica, ed il suo sviluppo è stato profondamente infl uenzato sia da quello delle tecnologie della comunicazione che dall’evoluzione del modo di concepire la didattica stessa e l’apprendimento.
L’e-learning, come FAD di ultima generazione, rappresenta una metodologia di apprendimento a distanza che si serve del complesso delle tecnologie Internet (web, e-mail, FTP, IRC, video, ecc.) per distribuire online contenuti didattici multimediali in maniera integrata ed interattiva. [..]
In relazione a quanto da voi scritto nell’articolo “Le insidie della malattia di Kawasaki” pubblicato nel fascicolo n. 06 del dicembre 2008, ci preme comunicarvi un caso da noi osservato, di malattia di Kawasaki atipica in un lattante di 4 mesi. Al contrario di quanto da voi sottolineato come sintomo fondamentale per la diagnosi, febbre per 5 o più giorni, la stessa nel nostro caso, ha avuto una durata di soli 3 giorni e i segni collaterali, quali congiuntivite, alterazioni delle labbra e della cavità orale ed esantema sono stati estremamente fugaci. [..]
(supplemento) a cura della Commissione Allergia Alimentare e Dermatite Atopica
Traslazionale. Confessiamolo, questa parola non è facile da digerire. Eppure dovrebbe interessarci molto perché tocca un nervo scoperto: come fare a mettere in pratica le scoperte della ricerca di base nella pratica clinica. Facile? Per niente! Da una nuova scoperta alla sua applicazione pratica dopo la pubblicazione su una rivista scientifi ca passano in media 17 anni. Ma può andare anche peggio. Ad esempio.. [..]

LE CELLULE T REG E L’ASMA
Una interessante review sulle cellule T reg e sul possibile ruolo che questa popolazione cellulare svolge nella patogenesi e forse nel trattamento dell’asma. L’aspetto del ruolo terapeutico di questa popolazione è evidenziato dall’osservazione che le terapie effi caci nelle malattie allergiche e nell’asma, come i glucocorticoidi e l’immunoterapia, sono associate.. [..]

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Le cellule T helper CD4+ esprimenti IL-17, indicate in letteratura come TH17, TH IL-17 e TH -infi ammatorie 1, rappresentano una nuova linea di cellule T, che sta assumendo da qualche anno un ruolo di primo piano nello scenario immunologico. Esse si trovano ad affi ancare il binomio TH1-TH2, e sono distinte da queste cellule sia per l’ambiente citochinico responsabile del loro sviluppo che per il pattern di fattori espressi e quindi il tipo di risposta associata. [..]
In questa pagina cercheremo di darvi qualche suggerimento su come sfruttare le funzionalità della RIAP online. Come sempre, vi invitiamo a visitare le pagine elettroniche della rivista e a contribuire alla condivisione di materiale che può essere di interesse per tutti i lettori. Periodicamente sulla RIAP online troverete un sondaggio su argomenti di attualità. I risultati di tutti i sondaggi rimangono consultabili ad oltranza.
Il trattamento tradizionale delle allergie alimentari (AA) si basa sull’esclusione dalla dieta degli alimenti che hanno indotto i sintomi. Come ogni atto medico anche la prescrizione di una dieta di eliminazione presenta dei possibili rischi, tra questi il defi cit nutrizionale è sicuramente uno dei più rilevanti per le signifi cative conseguenze a medio e lungo termine per la salute del bambino. Il defi cit nutrizionale può riguardare un complessivo scarso apporto di calorie, una non corretta ripartizione delle calorie tra i principali nutrienti o solo una inadeguata assunzione di micronutrienti.
Streptococcus pneumoniae, più comunemente noto come pneumococco, è un importante patogeno responsabile di infezioni gravi in ambito comunitario quali meningiti, sepsi e polmoniti, sia di infezioni meno gravi quali otiti medie acute e sinusiti. Meningiti, sepsi e polmoniti batteriemiche sono anche definite infezioni pneumococciche invasive.
Lo scorso 29 aprile, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato il passaggio dalla fase pandemica 5, in cui vi sono evidenze di una trasmissione di un nuovo virus infl uenzale, con focolai in almeno due nazioni di una regione dell’OMS (ad esempio, le Americhe o l’Europa) 1. Secondo l’OMS, la dichiarazione di fase 5 può essere considerata come un importante segnale di imminente pandemia, ed indica come sia giunto il momento di defi nire l’organizzazione, la comunicazione e l’implementazione delle misure per mitigarla. [..]
Si stima che in Europa e negli Stati Uniti tra il 2 e il 19% della popolazione presenti, dopo puntura di imenotteri, reazioni cutanee estese e che tra l’0,8% e il 5% abbia invece reazioni cutanee generalizzate o reazioni sistemiche 1 2. In particolare in una popolazione pediatrica è stato evidenziato come circa il 19,4% dei pazienti presentava un’anamnesi positiva per reazioni dopo contatto con imenotteri;.. [..]
Sulla stampa nazionale e internazionale sono comparse negli ultimi tempi alcune discussioni sull’uso inopportuno di Power Point e sull’effetto (negativo) che il noto software avrebbe nei confronti della qualità delle presentazioni. Power Point ed il suo omologo Keynote per Apple sono ormai diventati standard per qualsiasi incontro di lavoro, sia che l’obiettivo sia la presentazione di un bilancio aziendale, sia che si tratti di una lezione universitaria oppure di una presentazione ad un congresso scientifico. I detrattori dell’uso del software sostengono che l’amore per lo strumento tecnico ha azzerato la capacità di intrattenere le persone, che invece dovrebbe essere l’elemento determinante delle presentazioni. La proposta è il divieto di usare Power Point! [..]
S. è un secondogenito con anamnesi familiare e personale negativa per malattie allergiche. A 40 giorni di vita, per una ipogalattia materna, assume integrazione con formula presentando, la prima volta, vomito a getto dopo due ore dall’ingestione di circa 60 ml, senza compromissione dello stato generale e, la seconda volta, vomito profuso ed “abbattimento” dopo circa tre ore dall’introduzione. La Pediatra curante esegue: .. [..]
Il ruolo principale del sistema immunitario è di mantenere l’omeostasi. Questo significa l’abilità a riconoscere agenti patogeni esterni o tumorali e ad instaurare una risposta immune appropriata per difendere l’organismo. Allo stesso tempo il sistema immunitario riconosce anche antigeni self verso i quali le cellule non reagiscono, ma instaurano uno stato di tolleranza. Un’alterazione di queste due funzioni fondamentali provoca rispettivamente uno stato di immunodeficienza o di autoimmunità, sempre considerati due condizioni opposte. [..]
Si suole dire che le immunoglobuline presenti nel siero rappresentano la nostra memoria immunologica, ovvero l’insieme degli anticorpi diretti verso tutti gli antigeni che il nostro organismo ha incontrato. L’affermazione è sicuramente corretta se ci riferiamo agli anticorpi che derivano dalla risposta immunitaria adattativa. Essi sono il prodotto finale della complessa risposta all’antigene che avviene, per esempio dopo un’infezione o una vaccinazione, nel centro germinativo ed hanno un’alta affi nità per l’antigene che li ha indotti.[..]
I vaccini attualmente disponibili per la prevenzione delle malattie infettive hanno un elevato grado di sicurezza ed effi cacia; essi possono tuttavia dar luogo a reazioni avverse che sono generalmente di modesta entità ma che, raramente, possono produrre manifestazioni cliniche più gravi. Molti di questi eventi sono prevenibili attraverso un’accurata anamnesi familiare e personale, altri invece sono imprevedibili.
L’orticaria cronica viene definita come presenza giornaliera o nella maggior parte dei giorni di ponfi o angioedema per un periodo superiore alle 6 settimane. È considerata più frequente negli adulti che nei bambini, ma la sua incidenza non è conosciuta. È una malattia spesso sottovalutata perché non pericolosa, tuttavia i pazienti provano una grande sofferenza sia per l’incessante prurito sia per lo stress psicologico derivato dalle “deformazioni” dell’aspetto fisico.
Nonostante gli sforzi e le energie impiegate nella promozione della salute, siamo ancora insoddisfatti dei risultati raggiunti e della qualità generale dell’assistenza pediatrica. Noi che facciamo delle evidenze una bandiera, siamo frustrati dal fatto che solo una piccola parte delle raccomandazioni per i nostri piccoli pazienti viene seguita e raggiunge l’obiettivo. Alla fine del lungo e accidentato percorso che va dalla formulazione di una raccomandazione alla effettiva applicazione sul paziente, ci sono le famiglie. [..]
La scarsa adesione alla terapia rappresenta un problema molto rilevante determinando spesso fallimenti terapeutici con importanti ricadute sugli esiti di salute e spreco di risorse economiche per l’individuo e per il sistema sanitario. Nel caso di patologie croniche l’adesione alle terapie è un problema particolarmente complesso in quanto si tratta di patologie che spesso hanno un forte impatto sulla qualità della vita e che richiedono trattamenti di lunga durata.[..]
L’asma è una delle maggiori cause di morbilità e mortalità nel mondo.
Secondo le stime dello studio SIDRIA, in Italia ne è affetto il 9-10% della popolazione in età pediatrica e adolescenziale.
Lo stesso studio evidenzia come fattori socioeconomici e culturali influenzano lo stato di salute dei pazienti asmatici. È stata rilevata infatti una associazione tra il basso livello socio-economico e un maggiore numero di ricoveri, di accessi in Pronto Soccorso e un minore numero di visite specialistiche. [..]
La scarsa adesione alla terapia rappresenta un problema molto rilevante in medicina e determina spesso fallimenti terapeutici con importanti ricadute sugli esiti di salute e con spreco di risorse economiche per l’individuo e per il sistema sanitario. Pertanto, in collaborazione con la Rivista Italiana di Immunologia e Allergologia Pediatrica, abbiamo realizzato un sondaggio sull’importanza della partecipazione dei pazienti e delle famiglie per l’ottimizzazione dell’adesione alla terapia in età pediatrica.[..]
C’è ancora attenzione insufficiente verso le informazioni che compaiono su Internet a proposito di argomenti di salute. La disattenzione è soprattutto da parte del personale sanitario, almeno qui da noi in Italia. Eppure una quota sempre maggiore di genitori, quando si trova a dover prendere una decisione riguardo la salute, cerca sempre più spesso informazioni sul web, come ci dice anche il sondaggio a cui si fa riferimento nell’articolo precedente. [..]

Riflessioni sull’attitudine sulla vaccinazione influenzale pandemica delle Mamme onLine

Domande, panico, dubbi, arrabbiature, telefoni intasati, grande confusione e tra poco i vaccini contro il nuovo virus infl uenzale saranno disponibili anche per la popolazione generale, quindi anche per i bambini. Questa disponibilità non corrisponde fi nora ad un grande entusiasmo da parte delle famiglie. Forse dipende da campagne informative.. [..]

Cari amici,
si è appena concluso il mandato triennale (2007-2009) di questo Consiglio Direttivo e come consuetudine è tempo di bilanci, di considerazioni, di proposte.
In tal senso non posso non iniziare con i ringraziamenti ai componenti del Consiglio: il vicepresidente Roberto Bernardini, il tesoriere Fabio Cardinale, i consiglieri Gianluigi Marseglia, Stefano Miceli Sopo, Daniele Radzik, Guglielmo Scala, il segretario Salvatore Barberi e i revisori dei conti Giuseppe Baviera e Vincenzo Castella, che con il loro costante impegno hanno dato un importante contribuito alla crescita culturale ed organizzativa della nostra Società. [..]

Beta agonisti per l'asma cronica: sì o no? Una revisione sistematica Cochrane sull’effetto dei beta agonisti long acting insieme ai cortisonici inalatori nei bambini con asma cronica. La revisione riguarda 25 trial..[..]

La genetica dell'asma bronchiale Anche se di moda, gli studi sui polimorfismi genetici associati a specifiche patologie possono aprire importanti orizzonti. Questa volta un gruppo americano ha studiato su 793 bambini di origine europea con asma persistente.. [..]

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Agli inizi degli anni ’80, l’avvento dei preparati di immunoglobuline per via endovenosa (IVIG) nella terapia sostitutiva delle ipo-agammaglobulinemie, ha radicalmente cambiato la prognosi dei pazienti con immunodeficienze umorali 1. Fino ad allora infatti erano utilizzabili solo preparati per via intramuscolare, con importanti limitazioni legate ai volumi di liquido iniettabili per questa via e la sostituzione degli anticorpi carenti era perciò poco soddisfacente. La disponibilità delle IVIG (quindi la possibilità di somministrare grandi volumi = quantità di IgG) non solo ha consentito la completa sostituzione dei difetti anticorpali, ma ha anche aperto la strada.. [..]
Marianna, unicogenita di genitori non consanguinei, è una bambina di 7 anni affetta da trisomia 21. Giunge alla nostra attenzione in P.S. pediatrico per sintomi di tosse, rumore respiratorio e dispnea ingravescente, esorditi circa 15 giorni prima a seguito di un raffreddore. Per via di tali sintomi, su indicazione del Curante, ha intrapreso terapia con claritromicina per os e beclometasone con nebulizzatore, non riportando alcun beneficio.
L’esame obiettivo all’ingresso mostra condizioni generali..[..]
Nel mese di ottobre è stata avviata in Italia la campagna di vaccinazione contro la pandemia influenzale da virus A(H1N1)v. Come è noto, il vaccino pandemico è stato acquistato a livello centrale dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Il Ministero ha quindi distribuito il vaccino alle Regioni (al 3 dicembre 2009 le dosi di vaccino distribuite sono state in totale 5.030.851), che a loro volta lo hanno fornito alle strutture ospedaliere e territoriali. Il Ministero definisce inoltre i tempi di avvio dell’offerta del vaccino alle diverse categorie target; il personale sanitario è stato il primo gruppo di popolazione cui la vaccinazione è stata rivolta, seguito dalle donne.. [..]
Le immunodeficienze primitive (IDP) comprendono un insieme eterogeneo di malattie geneticamente determinate e congenite che possono colpire ogni distretto del sistema immunitario: ad oggi sono state identificate più di 150 forme di IDP. La condizione di immunodeficienza si manifesta abitualmente con una abnorme suscettibilità alle infezioni, che si associa frequentemente a manifestazioni di tipo allergico, autoimmune o linfoproliferativo.
La migliore conoscenza della fisiopatologia molecolare di molte di queste malattie, la disponibilità di nuove molecole nella terapia medica, il trapianto di cellule staminali emopoietiche e la condivisione di percorsi diagnostico-terapeutici a livello nazionale ed internazionale hanno portato ad un “drammatico” miglioramento nell’aspettativa e nella qualità di vita per i pazienti con IDP.[..]
A livello di opinione pubblica e, talvolta, anche tra gli operatori del settore, è diffusa l’opinione che la medicina che utilizza prodotti “naturali” sia sostanzialmente innocua in quanto, appunto, “naturale”, e, pertanto, i prodotti vengono abitualmente utilizzati come forma di automedicazione, spesso senza informare il medico curante. Questo aumenta i rischi di possibili problemi dovuti a interazioni con farmaci di sintesi, e di possibili effetti collaterali (reazioni allergiche, problemi gastrointestinali ed epatici, ecc.). In questo ambito, sono molto utilizzati in età pediatrica i prodotti a base di propoli.
Propoli è il nome generico di una resina naturale che le api raccolgono dalle gemme e dalla corteccia delle piante. È una sostanza.. [..]
Tra i compiti del Pediatra di Famiglia vi è la promozione e l’esecuzionedelle vaccinazioni.
L’APeG (Associazione Pediatri in Gruppo) ha come obiettivo l’elaborazione di proposte sull’organizzazione della professione.
Nel 2006 è stato avviato un progetto che prevedeva la strutturazione di una rete di studi pediatrici distribuiti sul territorio con lo scopo di promuovere ed eseguire le vaccinazioni. È stato quindi studiato un percorso di formazione al fine di creare un unico modello di riferimento per tutti gli studi coinvolti, che si è articolato nei seguenti punti:
a) Svolgimento di 2 corsi rivolti agli operatori medici e infermieristici:
• uno d’aggiornamento culturale;
• uno esperienziale per la gestione dell’emergenza.
b) Creazione di una rete informatica.. [..]
La medicina basata sull’evidenza richiede l’uso delle competenze cliniche per integrare la migliore evidenza derivata dalla ricerca sistematica con le condizioni, le circostanze, le preferenze ed i valori dei destinatari delle cure mediche, cioè dei pazienti.
Quindi, le decisioni nella pratica clinica richiedono che i pazienti ed i medici condividano le valutazioni sui benefi ci e le ricadute delle strategie alternative possibili. Chi prende delle decisioni sarà infl uenzato non solo dalle migliori valutazioni dei vantaggi e degli svantaggi attesi, ma anche dalla propria confi denza nella precisione di queste stime. Quest’ultimo aspetto richiede che gli attori delle scelte cliniche siano informati sulla qualità sottesa all’evidenza.[..]
Gli studi sulle malattie allergiche e lo sviluppo dell’immunologia si sono inestricabilmente mescolati sin da quando Noon, per la prima volta, tentò, nel 1911, di immunizzare pazienti affetti da febbre da fi eno con estratti di polline dell’erba. Prausnitz e Kustner in seguito descrissero la trasmissione passiva di una reazione di tipo immediato da una persona sensibilizzata ad una non sensibilizzata attraverso il siero. Il norvegese Arent de Besche, ripetè questo esperimento con il siero prelevato da pazienti affetti da varie allergie, e attribuì il fenomeno a “corpi anafilattici”.
Da questi dati preliminari si è sviluppata fi no ad oggi una impressionante massa di informazioni riguardanti la patogenesi delle malattie allergiche.. [..]
Certo che dirigere una rivista come la RIAP è una bella avventura. Non so quanto siamo riusciti a mantenere alto l’interesse dei lettori e quanto abbiamo incontrato il vostro favore e le vostre aspettative in questi due anni. Da parte mia non sono mai soddisfatto. Alcune cose sono andate abbastanza bene e mi sono sembrate riuscite, altre meno. Abbiamo dato voce alle famiglie e ai giovani e abbiamo costruito una pagina web per la RIAP. Ora bisogna fare qualcos’altro. [..]

Lo stress fa male anche all’asma
Una revisione sull’effetto che lo stress provoca sull’asse ipotalamo ipofisario e sulle conseguenze che questo può avere sull’omeostasi delle vie respiratorie. L’osservazione è che in condizioni di stress, in presenza di livelli plasmatici elevati di corticosteroidi e catecolamine, lo stress cronico può provocare esacerbazioni dell’asma. Questo effetto potrebbe dipendere da una ridotta espressione o funzione dei recettori per i glucocorticoidi. Da una migliore comprensione dei meccanismi alla base di questo fenomeno potrebbero venire utili suggerimenti per una migliore gestione dell’asma.

Beclometasone e crescita nel periodo prepuberale
Lo studio cerca di indagare l’effetto del beclometasone sulla crescita dei bambini asmatici nel periodo prepuberale. Gli autori hanno seguito 82 bambini di età maggiore di 3 anni monitorando la crescita ogni 3 mesi per circa 5 anni. [..]

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Il piccolo aereo a elica plana sulle geometrie dei campi coltivati intorno a Mwanza, ed il lago Vittoria, dal finestrino, sembra il mare. Scesi dall’aereo si deve attraversare un prato per raggiungere l’aerostazione, che è una casetta colorata dove i bagagli vengono consegnati direttamente nelle mani dei passeggeri. Un ragazzo del luogo si offre di accompagnarci in auto al Bugando Hospital, dove l’Ospedale Bambino Gesù ha aperto una scuola di specializzazione in Pediatria.
Il Bugando è un casermone di 9 piani dove la pediatria conta circa 100 posti letto, incluse la terapia intensiva neonatale (senza alcuna possibilità di ventilare i piccoli pazienti) e l’unità prematuri. Entrando si sente forte l’odore di creolina e bisogna farsi largo tra la gente che si accalca per andare a trovare i propri cari. Al morning report delle 8 per prima cosa sentiamo le statistiche: in media 4-5 decessi al giorno, soprattutto tra i pazienti della terapia intensiva neonatale. Le camerate sono.. [..]
La congiuntivite allergica è patologia assai frequente: da un recente studio ne risulta affetta fi no al 40% della popolazione nel mondo occidentale 1. I quadri clinici con cui si presenta sono peraltro ampiamente variabili, potendo spaziare dalle comuni lievi forme stagionali IgE mediate, per lo più associate a rinite, a quadri più rari ma decisamente severi, come la cheratocongiuntivite atopica (AKC) e la cheratocongiuntivite Vernal (VKC), a rischio di complicanze ed esiti.
Possiamo anche affermare che la gravità dei quadri clinici è proporzionale, oltre che alla diffi coltà nel porre diagnosi, alla resistenza alle terapie tradizionali, e quindi alla necessità di utilizzare terapie di terzo livello, spesso farmaci “off label”, per il controllo della sintomatologia. [..]
Le cellule T helper CD4+ esprimenti IL-17 rappresentano una nuova linea cellulare, scoperta recentemente nei modelli murini e studiata anche nell’uomo, che si è trovata ad affiancare il noto paradigma della risposta T helper rappresentata dal binomio TH1- TH2. È ormai evidente da numerosi studi che esse sono ben distinte dalle precedenti, non solo perché si differenziano in seguito a stimoli diversi, ma anche perché esprimono un pattern citochinico specifico.
Modelli animali di patologie umane dimostrano un loro coinvolgimento in vari processi, tra cui l’autoimmunità, la difesa contro alcune infezioni, malattie croniche, allergiche e di altra natura; anche se meno numerosi, ci sono alcuni dati riguardo al loro ruolo direttamente nell’uomo. La funzione di queste cellule appare dunque ambigua: in quanto induttrici di una risposta infi ammatoria, da una parte proteggono l’organismo, ma allo stesso tempo, in particolari condizioni, sono in grado di danneggiarlo. [..]
Come è noto, prima dell’autorizzazione alla vendita di un vaccino, ne viene valutato il profi lo di sicurezza, la risposta immune (immunogenicità) e l’efficacia clinica. In particolare, gli studi di effi cacia richiedono la partecipazione di un largo numero di persone seguite per periodi di tempo variabili, nella maggior parte dei casi di uno-due anni almeno. In questi studi, viene confrontata l’incidenza di malattia osservata tra i vaccinati, con quella osservata tra chi non è stato vaccinato. Contemporaneamente, viene solitamente indagato se esiste una data risposta anticorpale indotta dalla vaccinazione che sia correlata alla protezione dall’infezione, dalle sue manifestazioni cliniche o da altri esiti specifi ci. Tale risposta può essere definita come correlato sierologico di protezione. In questo articolo vengono descritti alcuni punti importanti per illustrare quale sia l’utilità di tali correlati e come si arrivi a definirli.[..]
Fare ricerca clinica non è un’impresa facile in Italia.
La routine quotidiana ed i mille problemi che assillano il pediatra richiedono il 99% delle sue energie e del suo entusiasmo. Clinici ospedalieri e universitari devono troppo spesso rinunciare ad avviare un progetto nuovo, a verifi care un’ipotesi suggerita dalla esperienza clinica, a seguire un’idea innovativa. È diffi cile trovare collaborazioni, fi nanziare reattivi, avvalersi di consulenti statistici, preparare la documentazione per i comitati etici, motivare i giovani o i dipendenti perché diano “quel qualcosa in più” per fare ricerca.
Così, la creatività italiana, che tutti ci riconoscono e molti ci invidiano, non riesce sempre a tradursi in risultati scientifi ci apprezzabili.
Quali soluzioni? Lamentarsi? Prendersela con il “Paese”, con l’”Università”, il “Sistema?”. Un’alternativa possibile è riunire le forze, dividere i ruoli secondo le competenze, evitare i confl itti “di bottega”, mettere da parte l’orgoglio, e – smettendo di lamentarsi – cominciare a lavorare insieme. Con questo spirito, circa due anni fa, è nata al Congresso SIAIP di Salsomaggiore un’iniziativa spontanea, che è stata denominata “Italian Pediatric Allergy Network” o I-PAN.[..]
Fumo passivo in Europa.
Cos'è successo in un anno di RIAP online?
Chi ha figli in età scolare ne ha il terrore. Non a caso la bestiola, vista al microscopio con un ingrandimento sufficiente, ha veramente l’aspetto di un mostro preistorico.
Tant’è, data la frequenza elevata delle infestazioni, la pediculosi del capo è una delle condizioni che interessano molto le aziende farmaceutiche. Chiunque abbia avuto a che fare in casa propria con il mostro vi racconterà di aver scartato solo l’incenerimento, ma di aver provato qualunque agente chimico in barba alla tossicità potenziale. Le mamme sopportano trattamenti a base di megadosi di malathion e li preferiscono alla più modesta permetrina (più l’odore è cattivo e maggiore sarà l’effetto). Convincere una mamma con un figlio con la pediculosi che l’osservazione del cuoio capelluto sia sufficiente è praticamente impossibile. Se andate sul database dei clinical trials (www.clinicaltrial.gov) troverete una quarantina di trial attivi che studiano nuovi trattamenti per combattere il pidocchio. [..]

Meglio i medici o gli infermieri ?
Interessante studio sperimentale sull’efficacia dell’intervento nei bambini con dermatite atopica da parte del personale infermieristico oppure del dermatologo. L’idea è che il personale infermieristico possa essere più efficace nel migliorare la qualità della vita per il maggior tempo a disposizione e la possibilità di un intervento più strutturato. La popolazione è di 160 bambini randomizzati ai due gruppi e seguiti per un anno. L’intervento è rappresentato dalla consultazione di routine presso il dermatologo contro affidamento a una nurse. [..]

La colpa è delle infezioni
Questo studio si occupa dei bambini ricoverati per esacerbazione di asma bronchiale di età compresa tra 3 mesi e 10 anni. Gli autori hanno studiato per un anno la prevalenza di patogeni respiratori in Argentina in questi pazienti. I test effettuati hanno rivelato che il 78% di questi pazienti aveva evidenza di colonizzazione da parte di un potenziale patogeno. Il microrganismo più frequente era il virus respiratorio sinciziale (40% dei colonizzati), seguito da.. [..]

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Tra le malattie croniche più frequenti dell’infanzia l’asma occupa il primo posto con una morbilità in continuo aumento nella maggior parte dei Paesi del mondo. Nelle passate decadi la prevalenza, la severità e la percentuale di ricoveri a causa dell’asma sono incrementate in modo significativo nei paesi occidentali, ma molti studiosi ritengono che possa essere imminente un cambiamento di questa tendenza.
L’aumento della prevalenza dell’asma nel bambino nelle ultime decadi, dimostrato da diversi studi epidemiologici, è andato di pari passo con quello dell’obesità, rendendo queste patologie tra le maggiori priorità in ambito sanitario nell’età infantile.
Questo rapido incremento di prevalenza dell’asma e dell’obesità, tanto nei paesi occidentali quanto in quelli in via di sviluppo, è avvenuto in modo talmente similare e parallelo da supportare l’ipotesi di un collegamento tra le due condizioni, nonostante le basi fisiopatologiche di tale legame rimangano ancora poco chiare. Meccanismi di correlazione possibili sembrano essere: uno stile di vita sedentario, fattori dietetici, l’infiammazione sistemica e la ridotta compliance della parete toracica dell’obeso, la resistenza all’insulina, la presenza di co-morbidità e di comuni predisposizioni genetiche. [..]
Simone, all’età di 10 mesi, quando era ancora allattato al seno, aveva presentato orticaria da contatto agli arti inferiori, dopo che la madre aveva pulito e messo a cucinare del pesce (sogliola). Da quel momento la madre aveva evitato accuratamente di cucinare qualsiasi tipo di pesce, ma lo assumeva, insieme ai crostacei, al ristorante. A 13 mesi di età, Simone giunge alla nostra osservazione con il quesito specifico se, alla luce dell’episodio precedente, possa introdurre o no questo alimento nella dieta. Il piccolo presenta una lieve dermatite atopica, continua ad essere allattato al seno e non mostra allergia nei confronti di alcun altro cibo introdotto regolarmente nella sua alimentazione.
Eseguiamo Skin Prick Test (SPT), Prick by Prick (PbP) e dosaggio delle IgEs, tutti positivi per merluzzo, sogliola, tonno e salmone (Tab. I). Concludiamo per l’esclusione di ogni tipo di pesce dalla dieta di Simone fino a nuova rivalutazione.
Il bambino ritorna alla nostra osservazione dopo 5 anni. La dermatite atopica è guarita e non ha sviluppato altre allergie alimentari. È allergico agli acari della polvere di casa. La madre ha accuratamente evitato anche solo il contatto con il pesce.
C’è stato, tuttavia, un episodio che l’ha incoraggiata a tornare a consulenza allergologica... [..]
I test diagnostici comunemente usati per la diagnosi eziopatogenetica di una rinite sono i test cutanei ed il dosaggio delle IgE allergene-specifiche. La citologia nasale è usata meno comunemente. Il documento ARIA limita l’uso della citologia nasale a casi selezionati, commentando che la citologia nasale è, in genere, usata per fini scientifici, e non riveste un ruolo importante nella valutazione routinaria della rinite 1.Molteplici sono le tecniche per ottenere cellule nasali: il lavaggio nasale, lo scraping, il brushing ed il tampone nasale. Il limite maggiore della citologia nasale è che nessuno dei metodi utilizzabili è standardizzato. Il lavaggio nasale è, comunque, il metodo di riferimento nei pazienti adulti.
Attraverso la citologia nasale, in base al tipo di cellule presenti nella mucosa nasale, si potranno distinguere le riniti infiammatorie da quelle non infiammatorie, e si potrà valutare la gravità della rinite e controllare la risposta al trattamento. [..]
Dal 2004 al 2008 sono stati pubblicati numerosi e importanti documenti di indirizzo sulla dermatite atopica (DA) da parte di Società Scientifiche e Agenzie per la produzione di Linee Guida (LG). In tale contesto, la Commissione Allergia Alimentare, Anafilassi e Dermatite Atopica (AAADA) della SIAIP ha ritenuto opportuno un inquadramento logico di tali documenti con l’intento di valutarli in modo critico e di individuare quale (o quali) fra quei documenti avesse le migliori caratteristiche in termini di qualità e quale (o quali) fra essi fosse più idoneo per un eventuale adattamento ed un’eventuale implementazione nel contesto operativo della realtà pediatrica italiana. [..]
Siamo a Mwanza, una città sulle rive del lago Vittoria in Tanzania. Per alcune settimane siamo assegnati al reparto di Pediatria del Bugando Medical Centre, un grande ospedale che conta circa 100 letti pediatrici. Mwanza è la seconda città della Tanzania ed ha una attività prevalentemente commerciale. Il Bugando riceve pazienti soprattutto dall’area cittadina e dagli ospedali periferici. Saliamo le scale cercando di superare la folla di parenti e persone che escono dall’Ospedale dopo aver visitato i ricoverati o degenti. Ci sono moltissime persone, anziani, giovani, mamme che portano i bambini avvolti in una fascia. Stamattina il giro visite comincia alle 9:30. Entriamo, insieme agli studenti del corso di laurea e agli specializzandi in pediatria, nella prima stanza, una camerata a 8 letti.
Una specializzanda ci presenta una bambina di 2 anni e 2 mesi con storia di febbre, tosse e comparsa di una manifestazione cutanea diffusa caratterizzata da lesioni bollose e desquamative, in assenza di diarrea, perdita o diradamento di capelli. La specializzanda del Bugando Hospital ci fa notare che in cartella risulta che la bambina aveva assunto amodiaquine ed un altro farmaco in polvere non meglio specificato. La prima impressione.. [..]
Quando quindici anni fa i nuovi vaccini acellulari contro la pertosse furono diffusi in tutto il mondo occidentale e la copertura vaccinale gradualmente aumentò dovunque, tutti tirarono un sospiro di sollievo. Basta preoccupazioni sugli eventi avversi legati al vaccino pertosse a cellule intere, e largo ai vaccini ben tollerati. Le cose in Italia sono andate ancora meglio quando la componente pertosse è stata aggiunta ai vaccini di routine creando l’opportunità per raggiungere elevate coperture senza distinzioni tra i vaccini “di routine” e quelli “solo raccomandati”. Oggi, circa il 95% dei bambini Italiani e degli altri paesi europei riceve almeno 3 dosi di vaccino pertosse entro 2 anni di vita.
Eppure non è finita. Di pertosse ce n’è ancora e di questa malattia si muore perfino. In alcuni paesi è evidente un trend verso l’aumento dell’incidenza della malattia in vari gruppi di età. È il momento quindi di fare il punto sull’epidemiologia alla luce della disponibilità di vaccini in formulazione adeguata per tutte le età. [..]
Il coinvolgimento attivo dei consumatori in ambito sanitario è un fenomeno diffuso e generalmente considerato come positivo; fin dal 1978 nella dichiarazione di Alma Ata l’OMS affermava che “le persone hanno il diritto ed il dovere di partecipare sia individualmente che a livello collettivo nella pianificazione e implementazione delle cure per la salute”.
Con notevole ritardo rispetto ad altri paesi, anche in Italia si sta cercando di promuovere un ruolo attivo dei consumatori, dal coinvolgimento del singolo paziente nella decisione clinica, alla partecipazione di gruppo in decisioni di sanità pubblica, politica sanitaria, elaborazione di linee guida o nella ricerca clinica; l’obiettivo è quello di tentare di migliorare la comprensione delle idee, dei bisogni e delle preoccupazioni dei pazienti, facilitare il trasferimento dei risultati dalla ricerca alla pratica clinica e garantire una maggiore trasparenza. I consumatori infatti offrono una prospettiva diversa e complementare rispetto al professionista e probabilmente non condividono gli stessi conflitti di interesse. [..]
Qualcuno l’ha guardato da lontano ma ancora nessuno ha colto l’opportunità di usare Connotea, il servizio promosso dal gruppo editoriale di Nature per la condivisione sociale di riferimenti bibliografici attraverso la realizzazione di un proprio archivio online.
Innanzittutto, per chi non conosce questo servizio, dobbiamo spiegare a cosa serve e cosa permette di fare.
Quindi, in breve, con Connotea si può:
• creare un archivio sempre consultabile di articoli, documenti e pagine web: in questo modo si può evitare di scaricare articoli e documenti sul pc, ma si possono avere sempre a portata di mano online;
• aggiungere una o più etichette a ciascun contributo o articolo del proprio archivio in modo da poter selezionare solo gli articoli che interessano in base all’etichetta (per esempio se nella ricerca dentro la propria collezione si mette la parola “Asma” il servizio restituirà l’elenco di tutti gli articoli a cui è stata data questa etichetta e non farà vedere gli altri);
• vedere gli archivi pubblici di altre persone.. [..]
(supplemento) a cura della Commissione Immunoterapia Specifica della SIAIP
Non c’è ormai un singolo congresso medico programmato nei prossimi mesi nel quale non si parli delle lezioni che abbiamo imparato dalla scorsa stagione pandemica. Si è fatta strada tra molti addetti ai lavori e non, l’idea che dietro la gigantesca operazione di contenimento della pandemia associata ad infezione da virus A(H1N1)vi fosse una cospirazione internazionale orchestrata dalle aziende produttrici di vaccini per ricavarne profitto. Ma al di là delle decisioni politiche, la reazione emotiva nei confronti di queste posizioni dissonanti è quasi di simpatia. I professionisti del settore si sono intanto resi conto che le strategie di comunicazione utilizzate non erano appropriate e che il settore della comunicazione per la salute è cruciale quanto l’efficacia di farmaci e vaccini.Ma la reazione di molti agguerriti denigratori della vaccinazione per la pandemia si basa solo sul sentito dire e sul sospetto, piuttosto che su fatti oggettivi. È un atteggiamento comune ad altre situazioni.
Questo è l’argomento di un servizio pubblicato su New Scientist..[..]
Il test di provocazione orale (TPO) costituisce tuttora il gold standard per la diagnosi di allergia alimentare, sia questa di tipo IgE mediato o di tipo ritardato, con la unica eccezione dei bambini affetti da anafilassi, per i quali la storia clinica e il riscontro delle IgE specifiche per l’alimento sospettato, si ritengono sufficienti alla diagnosi. Oltre ad essere utile all’esordio della allergia alimentare, il TPO ha un ruolo fondamentale per stabilire se dopo un congruo periodo di sospensione dell’alimento incriminato, è stata acquisita la tolleranza, anche nei bambini affetti da anafilassi.
Un TPO può essere eseguito in diversi modi: si definisce in aperto, quando sia il bambino (e i suoi genitori) che il medico sanno qual è l’alimento somministrato. Si definisce in singolo cieco quando solo il bambino (e i suoi genitori) non sanno se sta assumendo l’alimento sospettato di causare allergia (verum) o il placebo, mentre il medico ne è a conoscenza. È definito in doppio cieco contro placebo (DBPCFC) quel TPO in cui né il bambino (e i suoi genitori) né il medico sanno la natura dell’alimento offerto, che potrebbe essere il verum o il placebo.. [..]
AGREE consta di 23 criteri (items) divisi in sei aree tematiche, ciascuna rivolta ad uno specifico aspetto della LG:
1. Obiettivo e motivazione
2. Coinvolgimento delle parti in causa
3. Rigore nell’elaborazione
4. Chiarezza nella presentazione
5. Applicabilità
6. Indipendenza editoriale
La valutazione deve essere effettuata con un minimo di 2, meglio 4 valutatori, in “cieco” tra di loro, poiché questo migliora la riproducibilità della valutazione. Ogni item é valutato su una scala a 4 punti, che va dal valore 4 “Completo Accordo” al valore 1 “Completo Disaccordo”, con due valori intermedi: 3 “Accordo” e 2”Disaccordo”. La scala indica il grado di soddisfazione di ciascun criterio.
Nel 2008 sono state prodotte due importanti LG sulla rinite allergica:
1. la prima BSACI Guidelines for the management of Allergic and non-Allergic Rhinitis..[..]
Tra le immunodeficienze primitive, i deficit anticorpali rappresentano sicuramente la forma più comune. Con questo termine s’intendono difetti dell’immunità umorale non secondari ad altre condizioni, che si manifestano nelle prime epoche della vita.
La maggior parte dei pazienti affetti presenta infezioni batteriche ricorrenti delle vie aeree, comprendenti otiti medie ricorrenti, sinusiti e polmoniti. I germi più frequentemente coinvolti sono Streptococcus pneumoniae, Haemophilus influenzae (spesso non tipizzabile), oltre allo Stafilococco e a Pseudomonas. Nel 25% dei pazienti è frequente diarrea, spesso associata ad infezione da Giardia lamblia. Si possono riscontrare anche infezioni da rotavirus, enterovirus, Campylobacter, Salmonella, e Shigella. Un quarto dei pazienti può sviluppare nel corso della vita manifestazioni autoimmuni, soprattutto anemia emolitica e trombocitopenia autoimmuni.
L’attività degli ambulatori di Medicina dei Viaggi contribuisce alla riduzione del rischio di infezione sia a livello individuale, nel singolo viaggiatore internazionale, sia in comunità, poiché è in grado di prevenire l’eventuale importazione e diffusione di malattie trasmissibili.
Gli strumenti disponibili sono i vaccini, i farmaci antimalarici e l’educazione sanitaria, che in tale ambito consiste nell’indurre il viaggiatore ad adottare stabilmente una serie di misure comportamentali finalizzate alla riduzione del rischio.Il medico raccoglie, attraverso l’anamnesi, i dati clinici del viaggiatore e le informazioni relative al viaggio, al fine di giungere ad una attendibile valutazione del rischio. La consulenza in Medicina dei Viaggi fornisce una serie di informazioni e raccomandazioni.. [..]
In questo numero presentiamo una piccola rubrica interattiva che si svilupperà prevalentemente sul sito web (www.riap.it) che, speriamo, tutti voi conosciate e frequentiate regolarmente. La rubrica “Strumenti” è un angolo dove approfondire un argomento con una ricaduta pratica nel nostro agire. Strumenti teorici, ad esempio argomenti di epidemiologia da utilizzare come decodificatori per le nostre letture o i nostri studi, o strumenti pratici che possano alleviare un po’ la fatica del quotidiano. In questo la tecnologia ci offre una serie di possibilità tutte da esplorare.
Qualcuno dice che il tempo delle riviste e dei giornali cartacei è finito. Grandi testate come il New York Times hanno dovuto ridimensionare le proprie strutture dedicate alla stampa su carta perché perdevano lettori, ormai tutti sul web. È un campanello d’allarme che comincia a suonare anche per le riviste scientifiche: ormai molte sono solo online e se vuoi la carta te le devi stampare da solo. Magari la Natura ne trarrà giovamento, anche se io ed altri di voi contribuiamo al riequilibrio con un consumo di carta oltre misura che probabilmente compensa l’astensione di altri lettori. Inutile descrivere il piacere di maneggiare una pubblicazione che colpisce i sensi con l’odore, i colori o la forma dello scritto. Per alcuni è solo una perversione, per altri una vera passione. Ma in fondo, l’amore per la forma senza badare al contenuto è un vizio pericoloso. [..]
Attualmente l’asma colpisce più di 300 milioni di persone in tutto il mondo ed è una delle patologie croniche più comuni che i pediatri diagnosticano e trattano. Nonostante lo sviluppo di cure efficaci ed una sempre maggiore comprensione della malattia, i progressi nel ridurre la morbidità sono lenti e confusi. Vi è un grande divario tra ciò che è teoricamente possibile fare e ciò che siamo stati in grado di realizzare finora; ad esempio, in molte popolazioni la malattia non è ancora ben controllata e la maggior parte dei pazienti non riceve la terapia ottimale.
Molti degli ostacoli più rilevanti sono di natura interdisciplinare e il loro superamento richiede approcci nuovi e a basso costo, considerato anche il crescente bisogno di gestire l’asma in settings diversi in tutto il mondo. Nuove promettenti tecnologie potrebbero far avanzare il paziente nel self-management della sua patologia e portare allo sviluppo di interventi clinici e di comunità più efficaci. Molti degli esempi qui presentaticontengono delle indicazioni per la cura e il trattamento dell’asma, ma anche delle patologie croniche in generale. [..]
Nel numero 5 di ottobre 2007 della RIAP è stata pubblicata la Revisione della letteratura riguardante l’impiego del latte di asina (LA) nel bambino con APLV. Al 30 ottobre 2007, data di chiusura della ricerca, avevamo a disposizione due studi di un gruppo siciliano e che in parte si riferivano alla stessa popolazione ed un terzo proveniente dall’altro estremo della Penisola, il Piemonte. I tre studi venivano esaminati ed a questa pubblicazione si rimandano i lettori. Dopo il 30 ottobre 2007 sono comparsi su Pediatric Allergy and Immunology tre ulteriori contributi sul tema ed un quarto, pubblicato nel marzo 2009, su Italian Journal of Pediatrics. Esaminiamoli. [..]
Clelia e Luca sono due compagni di classe, frequentano la seconda media. Hanno entrambi una rinocongiuntivite allergica di grado moderata-lieve che si manifesta soprattutto nel periodo primaverile con prick test positivi per olivo. Entrambi assumono steroide nasale e antistaminico per controllare i sintomi della loro congiuntivite, a dire la verità, abbastanza lieve. Luca è un mio paziente e ieri pomeriggio è venuto a trovarmi in studio con la sua famiglia... Clelia gli ha riferito che un allergologo da loro consultato, quest’anno le farà assumere solo lo spray nasale di steroide, rassicurandola che anche la sintomatologia della sua congiuntivite ne trarrà beneficio. Mi chiede perché anche lui non può seguire l’esempio di Clelia.
Le malattie reumatiche sono condizioni infiammatorie sistemiche di eziologia sconosciuta per le quali non esistono terapie curative. Negli anni più recenti, grazie ai progressi della ricerca biologica, sono state messe a punto nuove molecole capaci di neutralizzare in maniera selettiva e mirata i principali mediatori del processo flogistico. La disponibilità di questi nuovi farmaci, denominati agenti biologici, ha aperto una nuova era nel trattamento delle malattie reumatiche del bambino. Nel presente lavoro vengono passate in rassegna le caratteristiche e le informazioni disponibili sui principali farmaci biologici utilizzati in reumatologia pediatrica.
Come già riferito nella mia presentazione al 12° Congresso Nazionale SIAIP di Bari, nell’Aprile ultimo scorso, stiamo assistendo ad una svolta culturale circa il “diritto alla salute”, giustamente considerato un diritto fondamentale di tutti i cittadini.
Per tanti anni si è parlato di Welfare State, cioè di Stato che assiste, che cura la malattia, ed il cittadino era “assistito”, fruitore delle cure, “utente” del Servizio Sanitario. Oggi è più appropriato parlare di Welfare Community, cioè di “comunità” che con i propri comportamenti e grazie alle conquiste mediche e scientifiche, protegge il proprio benessere sia con la terapia che con la prevenzione e l’educazione-promozione della salute. [..]
La rinite allergica è tra le dieci cause più frequenti di visite ambulatoriali e, pur manifestandosi generalmente in forma non grave, in età pediatrica può alterare in misura significativa la vita sociale, la frequenza e il rendimento scolastico e l’attività ludico-sportiva. Sinusite ed asma si associano frequentemente alla rinite allergica e queste tre condizioni rappresentano nel complesso un importante problema di salute con impatto socioeconomico non trascurabile per la comunità in termini di visite mediche, terapie farmacologiche e ospedalizzazioni. [..]
L’inizio della diagnostica allergologica può esser fatto risalire alla scoperta dell’esistenza di IgE specifiche nel siero di alcuni pazienti allergici nel 1967 e alla successiva immissione in commercio di test basati sull’uso di estratti allergenici. Circa vent’anni dopo, nel 1987, è stato clonato il primo allergene ricombinante, il Der p 1.
Tenendo presente la frase formulata da uno dei maggiori esperti di diagnostica allergologica “La diagnosi della malattia allergica inizia e termina con la storia clinica del paziente e con l’esame obiettivo” 3 sarà qui condotta una breve rassegna dei test allergologici disponibili, esaminando i pro e i contro di ognuno di essi. In primo luogo è opportuno puntualizzare cosa significhino: “fonte allergenica”, “estratto allergenico” ed “allergene”. [..]
La nocciola appartiene alla famiglia delle noci, che costituiscono un gruppo di alimenti di particolare importanza da un punto di vista allergologico, poiché la loro allergia sembra spesso persistente negli anni e si associa frequentemente a reazioni gravi. Sono infatti di gran lunga la causa più frequente di decesso per anafilassi da alimenti in età pediatrica negli USA, ma sono una causa frequente di reazioni allergiche gravi anche in Italia. Nella casistica pubblicata alcuni anni fa da Novembre, le noci costituivano la terza causa più frequente di anafilassi, dopo i pesci e il latte, responsabili di 7/54 (13%) degli episodi (uno dei sette era causato dalle nocciole). [..]
Clinici e ricercatori hanno riconosciuto negli ultimi anni l’importanza di considerare la dimensione “soggettiva “delle malattie, per avere una visione globale del paziente e determinare gli effetti delle terapie sul complessivo stato di benessere. Questo sviluppo ha portato alla necessità clinica di andare oltre il limite della “medicina centrata sulla malattia” e raggiungere la più ampia prospettiva della “medicina centrata sul paziente”. Il termine “qualità della vita” è stato coniato 50 anni fa negli USA e trova fondamento nella definizione WHO di salute definita come ”uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”. [..]
I fagociti (granulociti neutrofili, monociti e macrofagi) costituiscono la prima linea di difesa contro le infezioni batteriche e fungine, esplicando funzioni diverse, ordinatamente concatenate e perfettamente integrate con quelle del sistema linfocitario, e rappresentano per questo le cellule che meglio esprimono la complessità delle interazioni tra immunità innata e adattativa. Difetti numerici di queste linee cellulari o delle loro funzioni biologiche si traducono clinicamente in un’aumentata suscettibilità alle infezioni con spiccata tendenza alla cronicizzazione e che spesso si rivelano scarsamente sensibili alla antibioticoterapia.
Le infezioni si localizzano a livello di cute.. [..]
Noi che abbiamo fatto dell’epidemiologia, del metodo sperimentale e dell’evidence based medicine una bandiera, cominciamo a sentire una strana sensazione quando si parla di analisi di grandi basi di dati. In effetti fino a poco tempo fa era impossibile pensare ad archiviare miliardi di informazioni tutte insieme e avere la potenza necessaria per fare dei calcoli su di esse. Il nostro principio era lavorare su basi di dati anche ridotte purché i dati fossero puliti e rappresentativi dell’universo dei dati stessi. Le cose invece sono cambiate. Hanno cominciato gli esperti di marketing. La potenza brutale dei computer a disposizione, magari collegati tra loro,.. [..]
La spirometria è una metodica che misura il movimento dell’aria che entra e che esce dai polmoni durante le manovre respiratorie in funzione del tempo.
Nell’ambito della valutazione della funzionalità dell’apparato respiratorio, l’esame spirometrico è considerato un test molto importante paragonabile alla misurazione della pressione arteriosa per l’apparato cardiovascolare.
La spirometria può essere effettuata con differenti tipi di spirometri, e richiede collaborazione tra medico e paziente; per questo motivo è generalmente eseguibile in età pediatrica a partire dai 5 anni d’età. [..]
Marco, di 14 anni e che vive in Puglia, da 4-5 anni soffre di rinocongiuntivite nei mesi di aprile-giugno e negli ultimi due anni, nello stesso periodo, sono diventati più frequenti episodi di asma bronchiale, specie quando fa attività sportiva all’aperto. La terapia topica steroidea nasale e gli antistaminici per via generale controllano parzialmente la sintomatologia, anche perché il ragazzo è incostante nella loro assunzione. Gli skin prick test sono risultati positivi a Betulla (diametro medio del pomfo di 6 mm), Nocciolo (5,5 mm), Olea europea (8 mm), Parietaria judaica (7 mm), Phleum pratense (7,5 mm) e con pomfo di 5 mm all’istamina all’1%. Un test da sforzo con tapis roulant eseguito in primavera ha documentato una caduta del FEV 1 a 10’ del 18%. I genitori, preoccupati per la qualità di vita del ragazzo e per un eventuale peggioramento dell’asma, chiedono se è possibile fargli fare un’immunoterapia specifica, magari sublinguale, di cui hanno sentito parlare.
 
Quesito: quale/i allergeni scegliereste per la SLIT di Marco? Ci potrebbe aiutare la diagnostica molecolare?
Le immunoglobuline, il cui primo impiego terapeutico risale al 1952 con Ogden Bruton che le utilizzò in un bambino affetto da agammaglobulinemia X-linked, costituiscono sicuramente uno dei maggiori traguardi raggiunti nel campo della terapia medica.
L’utilizzo delle immunoglobuline endovena (IVIG) è iniziato intorno agli anni ’60; quelle attualmente impiegate sono cosiddette di “terza generazione” o a “Fc intatto” (disponibili dagli anni ’80), ottenute con metodiche che non modificano la molecola immunoglobulinica garantendo la piena efficienza biologica e che eliminano pressoché completamente gli aggregati responsabili di gravi effetti collaterali.
Secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell’European Medicines Agency.. [..]
Le malattie autoimmuni si distinguono in forme organospecifiche ed in forme sistemiche. Le malattie autoimmuni organo-specifiche sono mediate da meccanismi immunopatologici che portano alla progressiva distruzione di un bersaglio tessutale attraverso autoanticorpi diretti verso uno o pochi antigeni peculiari di quel bersaglio, mentre il resto dell’organismo non è direttamente coinvolto dal processo autoimmune. Le malattie autoimmuni non organo-specifiche o sistemiche sono scatenate dal riconoscimento immunologico di strutture molecolari e cellulari self non organo-specifiche e sono caratterizzate da lesioni infiammatorie diffuse a numerosi organi ed apparati.
La grande maggioranza delle malattie autoimmuni è accompagnata dalla presenza di.. [..]
Il West Nile Virus (WNV) è un arbovirus del genere Flavivirus, trasmesso all’uomo dalla puntura di zanzara, in particolare della zanzara comune (Culex pipiens genus). In natura è mantenuto da un ciclo zanzara-volatili-zanzara, in cui l’uomo e altri mammiferi (ad es. i cavalli) possono inserirsi come ospiti occasionali. Oltre alle infezioni trasmesse dal vettore, che rappresentano la maggioranza dei casi, altre vie di trasmissione includono le trasfusioni di sangue e i trapianti di organi da ospiti infetti. Raramente sono state descritte sia l’infezione congenita da trasmissione verticale, che la trasmissione.. [..]
Alla fine del mio primo anno di presidenza desidero condividere con Voi alcune osservazioni, riflessioni e commenti, soprattutto alla luce dei recenti eventi che hanno caratterizzato l’anno 2010 e l’inizio di questo anno. Il primo sguardo è rivolto alla attuale situazione economica che in tutto il mondo è contrassegnata da una fase di ripresa lenta e di difficoltà economica per le famiglie di ogni censo. La riforma dell’Università in Italia rappresenta l’altro evento sul quale vale la pena fare qualche riflessione. Non c’è alcun dubbio che il mondo accademico..[..]

While attention has been steadily focused on the well-established surge of respiratory allergic diseases, a second wave of allergy has been slowly building behind it. Food allergy is now looming as a new epidemic with vast and significant implications. In a bizarre and puzzling twist, the very fact that this new epidemic has lagged decades behind the original epidemic of asthma and allergic rhinitis, raises a series of new and intriguing questions. The "first wave" of allergic disease asthma and allergic rhinitis..[..] 

Il pesce occupa un importante posto nell’alimentazione umana, rappresentando una fonte proteica molto preziosa ma, nello stesso tempo, costituisce una delle più frequenti cause di allergia alimentare. Il pesce, infatti, è il terzo più frequente allergene dopo uovo e latte vaccino nella maggior parte dei paesi europei. La comparsa di sintomi allergici non è causata solo dall’ingestione dell’alimento ittico ma può essere indotta anche dall’inalazione di vapori di cottura o dalla manipolazione del pesce sia in ambiente domestico e sia, più frequentemente, in sede occupazionale.. [..]
La Tropomiosina è l’allergene maggiore dei crostacei ed è il principale allergene responsabile della crossreattività molecolare e clinica per ingestione tra crostacei e molluschi e per via inalatoria con altri invertebrati, come gli acari della polvere e gli insetti. I crostacei (gamberi, mazzancolle, aragoste, granchi) ed i molluschi (cozze o mitili, vongole, telline, cannolicchi, ostriche, fasolari, seppie, calamari e polpi) sono prodotti ittici spesso presenti sulle nostre tavole, reperibili nel mercato attraverso la grande distribuzione, che possono provenire da attività di pesca in mare o in acque dolci, ma anche da attività di acquacoltura o maricoltura. Il consumo domestico di questi prodotti.. [..]
In questi ultimi anni lo studio della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) ha permesso la stesura di linee guida specifiche riguardo l’utilizzo della profilassi antibiotica in questi pazienti. Diversamente, in altre condizioni di immunocompromissione, la profilassi antibiotica è stata spesso utilizzata, con diverso favore da parte dei clinici, senza il sostegno di linee guida basate su protocolli validati. L’impiego sempre più diffuso della Evidence-based Medicine ha portato, ad esempio, ad una rivalutazione della profilassi dell’endocardite e del reflusso vescico-ureterale fino alla tendenza a sospendere la profilassi nei bambini con otiti ricorrenti.. [..]
I vaccini per la prevenzione delle infezioni da papilloma virus umano (Human papilloma virus-HPV) hanno come principale indicazione clinica la prevenzione del tumore della cervice uterina e di altri tumori della sfera genitale. Il carcinoma cervicale è infatti il primo cancro a essere riconosciuto dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità come totalmente riconducibile a un’infezione. I genotipi di HPV ad alto rischio più frequentemente implicati nel carcinoma cervicale sono il 16, cui vengono attribuiti circa il 60% di tutti i casi di questa patologia neoplastica, seguito dal 18, responsabile di circa il 10% dei casi. Pertanto.. [..]
Ai lettori della RIAP non sarà sfuggito un case report (italiano) pubblicato su Lancet relativo a un ragazzo che a seguito di una delusione amorosa aveva delle crisi di asma ogni volta che entrava su Facebook. Qualcosa a metà tra la competenza dello psicologo e quella dell’allergologo, che si aggiunge al lungo elenco degli effetti collaterali dell’uso intensivo di Internet da parte dei ragazzi: insonnia, obesità, depressione… Certo era difficile prevedere che oltre i farmaci saremmo arrivati a prescrivere anche l’astensione dall’uso dei social network. Ma davvero l’uso di Internet.. [..]
Il test di provocazione bronchiale con mannitolo consente di valutare il grado di iperreattività e di infiammazione delle vie aeree in soggetti collaboranti non ostruiti (FEV1 > 80%) affetti da asma bronchiale a partire dai 7 anni di età. Per effettuare tale test si utilizza un kit (Osmohale™) composto da capsule contenenti polvere secca di mannitolo (0, 5, 10, 20, 40 mg) da inalare tramite un inalatore monouso (Osmohaler®). Il test inizia..[..]
Da più di cento anni, nel trattamento di lungo periodo delle malattie allergiche, al fianco delle terapie farmacologiche, ha trovato spazio l’Immunoterapia Allergene-Specifica (ITS). Per molti decenni l’ITS è stata praticata mediante inoculazione sottocutanea di estratti di allergeni. A fronte di un’efficacia ben riconosciuta dalla pratica medica, le evidenze scientifiche hanno stentato ad essere soddisfacenti per una serie di motivi ben noti, tra cui l’assenza di una standardizzazione condivisa degli estratti, la poca omogeneità dei vari trial in merito al reclutamento dei pazienti, la scelta e valutazione ... [..]
Per Rischio Clinico si intende la probabilità che un paziente sia vittima di un evento avverso e subisca un danno imputabile, anche se in modo involontario, alle cure mediche prestate durante la degenza, danno che può causare un prolungamento della ospedalizzazione, un peggioramento delle condizioni di salute o addirittura la morte.
La medicina non è una scienza esatta, non esistono metodi e strumenti che consentano di evitare in maniera completa i rischi connessi all’assistenza... [..]
Da qualche decennio si assiste ad un preoccupante incremento della prevalenza di malattie allergiche come asma, rinite allergica e dermatite atopica, soprattutto nei Paesi industrializzati. Almeno il 20% della popolazione europea è affetto da una forma allergica, mentre a livello mondiale le allergie sono le patologie croniche più comuni nei bambini, ...[..]
Nella seduta del 23 marzo 2011 la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano ha approvato il Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita (PNEMoRc), 2010-2015.
Il nuovo Piano prevede 7 obiettivi specifici: ... [..]
È stato recentemente pubblicato su The Lancet un articolo che fa il punto sui motivi che ciclicamente portano ad una caduta della fiducia del pubblico nei confronti delle vaccinazioni, con nefaste conseguenze. Il fenomeno ha lontane radici storiche visto che già a metà dell’800 esisteva un movimento contro l’obbligatorietà del vaccino contro il vaiolo.
I gruppi che si oppongono alle vaccinazioni oggi hanno strumenti più potenti a disposizione, come Internet, e le dichiarazioni che essi diffondono raggiungono soprattutto le persone che cercano risposte a domande che riguardano la sicurezza dei vaccini, i calendari vaccinali,.. [..]
L’infiammazione delle vie aeree è considerata la più importante caratteristica dell’asma, sia in quanto causa primaria della malattia, sia come fattore in grado di condizionarne la severità del decorso. Infatti, è responsabile delle riacutizzazioni e di alterazioni della struttura delle vie aeree (rimodellamento) che sono alla base della persistenza dei sintomi nel tempo, della limitazione variabile del flusso aereo e.. [..]
L’immunoterapia specifica (ITS) è riconosciuta come molto efficace nel trattamento di pazienti con rinite e/o asma allergica severa ed è raccomandata dalla World Health Organization (WHO) nella gestione della malattia allergica. Consiste nella somministrazione di dosi progressivamente crescenti dell’allergene, responsabile delle manifestazioni cliniche, al fine di ottenere la tolleranza immunologica del soggetto trattato, o comunque, di iposensibilizzarlo nei confronti dell’allergene implicato.
Sin dai primi tentativi sperimentali agli inizi del ’900, l’immunoterapia è stata somministrata.. [..]
Il fumo di sigaretta costituisce la principale fonte di inquinamento indoor e contiene più di 4.000 sostanze chimiche, alcune delle quali dotate di proprietà irritanti e altre riconosciute come cancerogene.
Gli effetti negativi sulla salute, attribuibili al fumo passivo, sono ampiamente noti, come è indiscutibile il fatto che i bambini abbiano una maggiore probabilità di soffrire di patologie respiratorie fumo-correlate rispetto agli adulti.[..]
La varicella è una malattia infettiva ad elevata contagiosità.
L’uomo è l’unico ospite del VVZ e la trasmissione avviene per via aerea mediante le goccioline respiratorie diffuse nell’aria quando una persona affetta tossisce o starnutisce, o tramite contatto diretto con lesione da varicella o da herpes zoster. La contagiosità inizia da 1 o 2 giorni prima della comparsa dell’eruzione e può durare fino alla comparsa delle croste. Durante la gravidanza, il virus può essere trasmesso all’embrione o al feto attraverso la placenta.
Il periodo di incubazione della varicella è in media.. [..]
Gli ultimi dati relativi al 2010 non confortano, sono i peggiori degli ultimi 30 anni. Vero, si riferiscono agli anni peggiori dell’economia globale e il trend non si è invertito sia sui prodotti che esportiamo che su quelli che portiamo nei confini, pessimo segno di una economia malata. Intanto all’orizzonte una nuova mina vagante ci crea nuovi timori sull’occupazione e questa volta riguarda l’occupazione di qualità.
I centri di ricerca dell’industria chimico-farmaceutica presenti sul nostro territorio sono in difficoltà e a rischio di chiusura. Occasione per pensare a costruire un vero programma nazionale di ricerche..[..]

Agosto

Furuhjelm C, Warstedt K., Fagerås M., et al. Allergic disease in infants up to two years of age in relation to plasma omega-3 fatty acids and maternal fish oil supplementation in pregnancy and lactation. Pediatr Allergy Immunol 2011:22:505-14.

Schouten B, van Esch BCAM, Groot Kormelink TG, et al. Non-digestible oligosaccharides reduce immunoglobulin free light-chain concentrations in infants at risk for allergy. Pediatr Allergy Immunol 2011:22:537-42. 

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Negli ultimi anni il notevole aumento delle conoscenze circa la composizione molecolare degli allergeni e la possibilità di clonare e sintetizzare singole molecole ricombinanti ha modificato la diagnosi delle allergie alimentari e respiratorie. Oggi è possibile non solo dosare le IgE specifiche per gli estratti di una fonte allergenica (ad esempio Betulla), ma anche quelle dirette verso le singole molecole allergeniche di cui la fonte allergenica è costituita (nel caso della betulla le molecole Bet v 1, Bet v 2, Bet v 4). Dato che ogni fonte allergenica è costituita da numerose molecole, con caratteristiche allergeniche diverse tra loro, è evidente..[..]
Con il termine malattie autoinfiammatorie si intende un gruppo di patologie su base monogenica, secondarie a mutazioni di geni che codificano per proteine coinvolte nella regolazione della risposta infiammatoria. L’esordio clinico è precoce, solitamente nei primi 10 anni di vita; tuttavia, essendo condizioni molto rare e di recente descrizione, un ritardo nella diagnosi è comune. Essendo patologie ad andamento cronico, numerose di esse sono gravate da complicanze a lungo termine.
I recenti progressi nell’identificazione dei meccanismi patogenetici di tali condizioni hanno permesso di realizzare farmaci in grado di ottenere un buon controllo di malattia; pertanto.. [..]
La struttura degli anticorpi, le loro proprietà biochimiche e il ruolo che hanno nella risposta immunitaria umorale e cellulo-mediata sono un argomento di grande interesse, sia per gli aspetti inerenti la ricerca di base sia per quanto concerne gli sviluppi potenziali in impieghi terapeutici. La grande mole di pubblicazioni sull’impiego clinico delle immunoglobuline IgG si spiega proprio per il significato biologico che le molecole di IgG possiedono non solo nel sistema di difesa verso agenti patogeni ma come vere componenti di regolazione durante le diverse fasi della risposta immunitaria. Le molecole di immunoglobuline prodotte dopo attivazione dei linfociti B sono distinte.. [..]
In Italia, le indicazioni per l’esecuzione della vaccinazione anti-influenzale sono illustrate nelle specifiche Circolari che il Ministero della Salute emana ogni anno. In particolare, questa misura di prevenzione è raccomandata per i bambini e i ragazzi con patologie croniche, che comportano un aumentato rischio di complicanze in corso di influenza. La vaccinazione è inoltre raccomandata per i conviventi delle persone con condizioni di rischio.
Nell’Aprile 2009, si è diffuso a livello mondiale un nuovo virus influenzale di tipo A/H1N1, comunemente conosciuto come virus dell’influenza “suina”. Vista la dichiarazione da parte dell’OMS di passaggio alla fase pandemica.. [..]
Sebbene l’immunoterapia abbia ormai una documentata efficacia a breve e lungo termine nel trattamento dell’asma e della rinite allergica, riducendo lo sviluppo di nuove allergie, con documentata prevenzione della progressione dalla rinite all’asma, ancora si discute quanto sia utile e necessario l’utilizzo prima dei 5 anni di età (come stabilito dalle principali linee guida). In particolare tale limite di età non riflette l’attuale utilizzo nella pratica.

L’utilizzo terapeutico delle immunoglobuline endovena (IVIG: IntraVenous ImmunoGlobulin) trova applicazione nelle patologie del sistema immunitario di tipo quantitativo, in termini di difetto (immunodeficienze) o eccesso (patologie autoimmuni), e di tipo qualitativo (infiammatorie). Le categorie descritte delimitano un ampio raggio d’azione delle IVIG, precedentemente appannaggio della sola figura dell’immunologo e attualmente esteso a molteplici ambiti. Il razionale che motiva la scelta terapeutica deriva dalla duplice funzione delle IVIG, sostitutiva da una parte e anti-infiammatoria/immunomodulante dall’altra.
La definizione dei meccanismi molecolari specifici e degli elementi cellulari direttamente coinvolti apre nuove prospettive verso l’impiego ottimale e l’eventuale ampliamento delle indicazioni terapeutiche.

B-cell defects constitute the majority of primary immunodeficiencies. Although a heterogeneous group of diseases, all are characterized by the reduction in or absence of immunoglobulins and/or specific antimicrobial antibodies. Substitution of immunoglobulin G (IgG) is therefore the mainstay of treatment. While from the late 1970s, the intravenous route of administration was the most common, in the past decades, subcutaneous immunoglobulin replacement therapy has become more popular among patients and physicians. Independently of the optimal route of administration, dosage and IgG trough level remain subjects of debate. Higher IgG trough levels seem to improve the protection against recurrent infections and thus better prevent complications such as bronchiectasis. Some patients, however, achieve protection with IgG trough levels on the lower IgG limit of healthy persons. Therefore, an individual protective IgG trough level needs to be defined for each patient. Use of additional prophylactic antibiotics and immunosuppressive drugs differs amongst specialized immunodeficiency centres and clearly requires future investigation in multi-centre trials. Haematopoietic stem cell transplantation (HSCT) is to date indicated as curative treatment in certain patients with B-cell defects associated with cell deficiencies, for example in two class-switch recombination defects and in selected severe forms of common variable immunodeficiency.

L’anestesia può essere spesso considerata come una procedura ad alto rischio, infatti, l’anafilassi è una dei principali rischi per un anestesista, che utilizza farmaci potenzialmente allergizzanti. Le sostanze maggiormente in causa sono i miorilassanti, il latice e gli antibiotici, tuttavia tutti gli agenti usati durante l’anestesia possono essere causa di anafilassi.
In predittivo non si sottopone a screening allergologico nessun paziente. È il paziente con storia di allergia perioperatoria che va valutato da uno specialista allergologo, per essere sottoposto a indagini, i cui risultati saranno utili per una futura anestesia. Per confermare o escludere una reazione allergica avvenuta in sala operatoria non sono sufficienti i test in vitro, ma va effettuata una rigorosa valutazione allergologica che consta di un’analisi dettagliata dell’anamnesi, di test cutanei e del test di provocazione.

Nonostante una buona percentuale di soggetti con dermatite atopica (DA) vada incontro a remissione nella prima età scolare, un numero considerevole dei casi (10-20%) continua a presentarla in età adolescenziale. La persistenza della DA sembra essere correlata alla presenza di alcuni fattori di rischio come: sesso femminile, presenza di sensibilizzazione allergica, associazione con asma e/o rinocongiuntivite allergica e pratica di alcune attività lavorative a rischio di contattocon sostanze allergizzanti. 
Durante l’adolescenza il quadro clinico può essere differente rispetto alle altre fasce d’età, conlocalizzazione delle lesioni prevalentemente al collo, associate a sovrinfezione da Malassezia, alle palpebre, ai palmi delle mani e alle piante dei piedi.Infine lo stress e le difficoltà psicologiche rappresentano un problema importante nella gestione dei pazienti adolescenti, causando un significativo peggioramento della qualità di vita loro e delle loro famiglie.

Il deficit di adenosina-deaminasi rappresenta una delle piu’ comuni forme di immunodeficienza severa combinata. Se non viene diagnosticato precocemente, i pazienti vanno incontro nei primi mesi di vita a gravi infezioni a decorso prolungato, spesso da germi opportunisti, che si associano ad alta mortalità. Tutte le terapie disponibili sono inoltre efficaci solo se effettuate precocemente. Tale difetto quindi, come le altre immunodeficienze congenite gravi, presenta tutte le caratteristiche per essere sottoposto a screening neonatale.
La spettrometria di massa, tecnica già utilizzata per individuare numerosi errori congeniti del metabolismo, è in grado di evidenziare tale difetto alla nascita, in quanto rileva l’aumento dei metaboliti che si accumulano a monte del difetto. Il metodo è applicabile sullo spot di sangue neonatale che si preleva per eseguire gli altri screening; inoltre presenta un’altissima sensibilità e un costo molto basso. Costituisce quindi un valido metodo di diagnosi precoce di tale patologia, facilmente inseribile nei programmi di screening neonatale di popolazione.

Backgroud. Diversi schemi terapeutici di immunoterapia pre-stagionali, precostagionali e continui sono stati proposti e messi in commercio, ma la loro efficacia non è mai stata confrontata. Questo studio di fase IV è stato disegnato per confrontare l’efficacia clinica di una immunoterapia sublinguale (SLIT) continua vs una costagionale per l’allergia alle graminacee per un periodo di tre anni.
Metodi. Una popolazione di bambini affetti da rinite/asma da graminacee è stata randomizzata per SLIT somministrata in modo continuo (per tutto l’anno) o per SLIT costagionale. Il trattamento è iniziato ad ottobre 2005 nel gruppo della SLIT continua e a marzo 2006 nel gruppo della SLIT costagionale. I sintomi clinici (da 0 = nessun sintomo a 3 = sintomo severo) e l’assunzione di farmaci sono stati registrati in un diario giornaliero compilato durante il periodo marzogiugno negli anni 2005 (baseline), 2006, 2007, 2008. Ogni anno è stata effettuatauna valutazione delle IgE specifiche e delle IgG4.
Risultati. Sono stati randomizzati 80 bambini (range di età 8-16) e 72 hanno completato lo studio. Nel primo anno, il punteggio complessivo relativo a sintomi totali + utlizzo dei farmaci è diminuito del 44% nel gruppo con SLIT continua e del 20% nel gruppo con SLIT costagionale (p = 0,04). I singoli punteggi per sintomi generali, sintomi polmonari e assunzione di farmaci hanno mostrato una diminuzione più rilevante rispetto al baseline nel gruppo trattato con SLIT continua. Nel secondo anno, il punteggio globale è diminuito in entrambi i gruppi senza differenze significative, mentre il punteggio dei sintomi totali è diminuito maggiormente nel gruppo con SLIT continua. Nel terzo anno non c’è stata differenza nei parametri clinici tra i due gruppi. Le IgG4 specifiche erano significativamente maggiori rispetto alla baseline a partire dal primo anno nel gruppo con SLIT continua e a partire dal secondo anno nel gruppo con SLIT costagionale.
Conclusioni. Nell’allergia ai pollini di graminacee, lo schema terapeutico continuo è più efficace di quello costagionale nel primo anno, mentre negli anni successivi i due regimi sono quasi equivalenti.

La vaccinazione annuale resta la misura più efficace per prevenire l’influenza nei bambini e ragazzi con patologie croniche, che hanno un aumentato rischio di complicanze. Sebbene la raccomandazione di vaccinare annualmente contro l’influenza le persone a rischio sia ben consolidata, l’effettiva copertura vaccinale per questa fascia di popolazione resta inaccettabilmente bassa. Migliorare le coperture vaccinali in questa popolazione richiede interventi multipli, che devono coinvolgere gli operatori impegnati nel percorso di cura e nell’offerta delle vaccinazioni, e i servizi locali, regionali e nazionali che hanno la responsabilità di distribuire il vaccino, raccogliere e diffondere i dati di copertura vaccinale.

La recente pubblicazione di un articolo sulla ricerca pediatrica in Italia sul magazine della SIP, Pediatria, ha acceso una vivace discussione su quale sia l’approccio più opportuno per monitorare la produzione scientifica in pediatria nel nostro Paese. 
L’allergia secondaria alla soia che si presenta in pazienti allergici ai pollini di alberi può dare luogo a sintomi acuti.

Mi telefonava di mattina presto, la musica classica in sottofondo, per propormi di scrivere insieme oppure per rispondere a un quesito particolarmente intrigante sulle vaccinazioni insieme a lui.
Guardo la foto della Commissione Vaccini della SIAIP che accompagna la pubblicazione degli articoli sulla RIAP e mi è davvero difficile pensare al nostro gruppo di lavoro, orfano del suo componente più luminoso.
Numerose evidenze di ordine sia epidemiologico che sperimentale sottolineano l’importanza della genetica nella risposta immune alle vaccinazioni. Moltissimi sono infatti i determinanti immunogenetici della risposta biologica ai vaccini e, pertanto, polimorfismi a carico di alcuni di questi geni svolgono un ruolo nel condizionare l’entità, il tipo e la durata di questa risposta. È verosimile che in un prossimo futuro si giunga allo sviluppo di vaccini sempre più efficaci e a misura di individuo.
La 1,25-diidrossivitamina D3 [1,25(OH)2D3] o calcitriolo svolge molte azioni endocrine sistemiche. Recentemente è stato scoperto che le cellule della maggioranza dei tessuti posseggono un recettore per la vitamina D e che bassi livelli di vitamina D (25-OH-D) sono associati ad un aumentato rischio di sviluppare patologie allergiche, iperreattività bronchiale ed asma.
Studi recenti hanno dimostrato il ruolo benefico della vitamina D sulla funzione polmonare e sulla risposta agli steroidi nel trattamento dell’asma, è stato anche dimostrato che l’aumento dei livelli ematici di vitamina D si associa significativamente ad un miglioramento del FEV1.
I macrolidi sono antibiotici indicati nel trattamento di numerose infezioni e rappresentano un’importante alternativa alla terapia antibiotica con i beta-lattamici nei soggetti allergici alla penicillina. Sono farmaci di uso comune nel bambino e, anche se molto meno frequentemente rispetto ai beta-lattamici, possono dare luogo a reazioni allergiche. Sono state dimostrate reazioni sia immediate che tardive ma la diagnosi è spesso difficoltosa per la mancanza di test in vivo ed in vitro sufficientemente validati. Studi recenti hanno dimostrato una buona sensibilità e specificità dei test cutanei per la claritromicina. Il test di provocazione orale rimane il gold standard per la diagnosi di allergia.
La nuova versione del Piano Vaccini rilasciata dal Ministero della Salute contiene la descrizione delle azioni programmatiche e strategiche per le vaccinazioni del prossimo biennio. Il documento è imperniato sulla soddisfazione dei livelli minimi di assistenza (LEA) e sul raggiungimento degli obiettivi che verranno monitorati attraverso specifici indicatori. Oltre ad un calendario vaccinale che rappresenta la base di partenza comune per tutte le Regioni, vengono indicate punto per punto le raccomandazioni per le vaccinazioni delle categorie a rischio e le indicazioni per il personale sanitario. I dettagli operativi delle azioni descritte nel Piano vengono rimandati a documenti separati.
Le reazioni di ipersensibilità agli antinfiammatori non steroidei (FANS) costituiscono, dopo quelle agli antibiotici, la principale causa di ipersensibilità a farmaci. Le più comuni manifestazioni cliniche coinvolgono il solo tratto respiratorio (rinosinusite, asma) o cutaneo (orticaria e angioedema) o sono generalizzate (anafilassi). I pazienti affetti spesso presentano quadri clinici respiratori o cutanei sottostanti e la concomitante assunzione di FANS può favorire la comparsa di sintomi riferiti a tali quadri clinici. Alcune classi di FANS possono causare tossidermie, che sottendono una base immuno-allergica. Una diagnosi precoce, associata a un’adeguata terapia, una valutazione medica e di uno specialista allergologo sono necessarie al fine di diminuire la morbidità e il rischio di potenziale mortalità, legato a tali reazioni avverse.
Bet v 1, l’allergene maggiore del polline della betulla, e i suoi omologhi, presenti in altri pollini e alimenti vegetali, fanno parte della famiglia delle Pathogenesis-Related Proteins 10 (PR-10), proteine difensive prodotte in risposta a stimoli infettivi e abiotici (ormonali, traumatici e climatici). Gli omologhi di Bet v 1 sono l’allergene maggiore dei pollini delle Fagales e inducono sintomi respiratori nel periodo invernale primaverile (rinocongiuntivite e/o asma). Altamente cross-reattivi, possono indurre sintomi prolungati per la coesistenza di specie a diverso periodo di pollinazione nella medesima regione, e causare sintomi anche dove la betulla non è presente.
Gli omologhi di Bet v 1 sono presenti anche in diversi alimenti vegetali e possono frequentemente indurre sintomi da ingestione, lievi nella grande maggioranza dei casi (Sindrome Orale Allergica), a causa della scarsa resistenza di queste molecole al calore e alla digestione peptica. Il grado di cross-reattività tra le diverse PR-10 e Bet v 1 dipende fondamentalmente dall’omologia di sequenza primaria aminoacidica ed è maggiore per alcuni alimenti appartenenti alla famiglia delle Rosaceae (mela, pera ecc.) e per la nocciola e minore per altri, come le Apiaceae (sedano, carota).
La diagnosi può essere sospettata, in presenza di un quadro clinico suggestivo, riscontrando una positività degli SPT per la betulla e per alcuni vegetali e contemporanea negatività per la profilina. La diagnosi di certezza si fonda sulla ricerca delle IgE specifiche per le singole molecole (ove disponibili) mediante CAP system e ISAC microarray.
Alcuni studi hanno suggerito un effetto protettivo dell’infezione micobatterica (TB) sul rischio di malattia allergica, ma pochi studi hanno esaminato l’associazione tra le due. Pertanto abbiamo investigato se la malattia tubercolare e la vaccinazione con il bacillo Calmette-Guérin (BCG) nelle fasi iniziali della vita proteggano contro la malattia allergica. Le informazioni sui sintomi di malattia allergica, sulla malattia tubercolare pregressa, e sulla vaccinazione BCG così come sui potenziali fattori confondenti erano raccolte tramite questionari rivolti ai genitori da un set casualmente selezionato di 23901 bambini di età tra gli 8 e i 12 anni in 20 centri sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. I bambini erano anche esaminati fisicamente per l’eczema flessurale e sottoposti a skin prick test. Sono stati calcolati gli odds ratio (OR) complessivi e i gli intervalli di confidenza (CIs) al 95%, usando modelli di meta-analisi random effects. 
C’erano 245 (1,0%) casi riportati di malattia tubercolare, e il 66,3% (15857) di tutti i bambini avevano ricevuto il vaccino BCG. L’asma, la febbre da fieno e i sintomi di eczema flessurale nell’anno passato così come l’eczema flessurale all’esame della pelle erano tutti positivamente correlati a una storia di TB (OR aggiustati complessivi ‘wheeze nell’anno passato’ = 2,27, 95% CI 1,52–3,41; OR aggiustati complessivi ‘sintomi di febbre da fieno nell’ultimo anno’ = 2,23, 1,22–4,09; OR aggiustati complessivi ‘sintomi di eczema flessurale nell’ultimo anno’ = 3,21, 2,01–5,12; OR aggiustati complessivi ‘eczema flessurale all’esame della pelle’ = 4,04, 1,71–9,56). Stime di rischio anche più elevate sono state osservate per l’asma grave e per i sintomi di eczema [OR aggiustato = 4,02 (2,17–7,47) e OR aggiustato = 6.31 (2,19–18,17), rispettivamente]. Non c’era una associazione significativa tra TB pregressa e positività allo skin prick test (OR aggiustato complessivo = 1,32, 0,87–2,02). La vaccinazione BCG durante il primo anno di vita non era associata con nessuno degli outcomes di malattia allergica. Abbiamo riscontrato una uniforme associazione positiva tra TB e tutti gli outcomes di malattia allergica, incluso l’eczema all’esame della pelle. Dal momento che questo era uno studio trasversale, non è chiaro se questa associazione positive è attribuibile a una relazione causale, e sono necessari ulteriori studi longitudinali.
La citologia nasale è l’unica metodica che consente la diagnosi differenziale nelle cosiddette riniti sovrapposte in cui sono presenti più patologie nasali: rinite allergica (RA) e NARES o RA e NARESMA o RA e NARMA oppure rinosinusite con sottostante flogosi allergica minima persistente.

L’allergia alimentare è definita come “una reazione avversa che si sviluppa per una risposta immune specifica e riproducibile all’esposizione ad un determinato alimento”. Questa definizione dell’allergia alimentare include le risposte immuni IgE-mediate, non-IgE mediate o una combinazione di entrambe, ed è in linea con le recenti linee guida e con dichiarazioni internazionali.

Background: La storia naturale dell’asma e delle malattie atopiche comincia in utero. Mancano studi che indagano l’influenza dell’esposizione fetale a eventi stressanti durante la gravidanza (SLEP) sulla comparsa di asma e di malattie atopiche. Obiettivo: Esaminare se i bambini di madri che hanno sperimentato SLEP presentano un rischio maggiore di asma, eczema atopico e rinite allergica. Metodi: L’associazione tra SLEP della madre (almeno un evento tra divorzio, lutto o perdita del lavoro) e la comparsa di asma e di malattie atopiche nell’infanzia è stata studiata in una popolazione (n = 3854) di bambini di età 3-14 anni che vivono nell’Italia del Nord. I genitori hanno compilato un questionario standardizzato sulla salute dei figli e sugli eventi accaduti alle madri durante la gravidanza. Risultati: 333 (9%) madri hanno sperimentato SLEP. I figli di queste madri hanno nel corso della vita una prevalenza significativamente più alta di wheezing (31,6% vs. 23,1%), asma (8,9% vs. 5,6%), rinite allergica (10,9% vs. 7,3%) e eczema atopico (29,7% vs. 21,1%) rispetto ai bambini di madri che non hanno sperimentato SLEP. Dopo aggiustamento per potenziali confondenti, l’esposizione fetale a SLEP è risultata associata positivamente a wheezing (OR: 1,41, 95% CI: 1,03–1,94), asma (OR: 1,71, 95% CI: 1,02–2,89), rinite allergica (OR: 1,75, 95% CI: 1,08–2,84) e eczema atopico (OR: 1,53, 95% CI: 1,11–2,10). Conclusioni: I bambini di madri che hanno sperimentato SLEP hanno un rischio moderatamente più alto di avere wheezing, asma, eczema e rinite allergica durante la loro infanzia. Lo stress materno durante la gravidanza potrebbe incrementare l’espressione di asma e di fenotipi allergici nei bambini.

In Italia, tra il 2010 e il 2012 sono stati segnalati 8304 casi di morbillo, con un’incidenza di 46 casi ogni milione di abitanti.

A seguito di una riunione informale svoltasi durante il Congresso Nazionale SIAIP 2012 e su richiesta di alcuni giovani membri, nel Luglio 2012 il Consiglio Direttivo ha deliberato la costituzione, nel contesto della Società, del gruppo dei Junior Members (JMs).
Obiettivo del gruppo, di cui fanno parte gli iscritti di età inferiore ai 36 anni, è la promozione di iniziative volte a favorire l’attività clinica, di formazione e di ricerca dei giovani nel campo dell’allergo-immunologia pediatrica.

Nonostante nella gestione delle allergie alimentari sia comune la necessità di intervenire dal punto di vista nutrizionale e dietetico, il tipo di patologia correlata ad allergia alimentare e l’allergene alimentare identificato influenzeranno l’approccio dell’intervento dietetico. In tutti i bambini con allergie alimentari è necessario che venga fatta una valutazione nutrizionale complessiva con un intervento appropriato in modo da andare incontro al loro fabbisogno nutrizionale e ottimizzare la loro crescita. Tuttavia l’eliminazione di alimenti dalla dieta nelle allergie alimentari può avere conseguenze indesiderate. Frequentemente una dieta di eliminazione è assolutamente necessaria per prevenire reazioni allergiche alimentari che potrebbero minacciare la vita stessa. L’eliminazione dell’allergene può anche alleviare sintomi cronici come la dermatite atopica quando è provato che un alimento sia la causa dei sintomi. Rimuovere un alimento di cui è realmente provata la sensibilità per trattare sintomi cronici può aumentare il rischio di una reazione acuta quando si reintroduce l’alimento stesso oppure se esso è ingerito in modo accidentale; la eliminazione dell’alimento per lunghi periodi non è scevra da rischi.
Inoltre non è raccomandato eliminare alimenti nel tentativo di controllare sintomi cronici come la dermatite atopica e la esofagite eosinofila quando l’allergia all’alimento specifico non è stata dimostrata. Infine l’eliminazione dell’allergene ha lo scopo di prevenire reazioni allergiche alimentari acute e croniche in un ambiente il meno restrittivo e più sicuro possibile per fornire una dieta bilanciata che promuova la salute, la crescita e lo sviluppo nei bambini.

La cheratocongiuntivite Vernal (VKC) è una malattia infiammatoria oculare cronica tipica dell’età pediatrica, ad eziopatogenesi ancora non completamente nota e trattata efficacemente con ciclosporina topica. Nell’epitelio della congiuntiva di pazienti con VCK si osservano infiltrati caratterizzati prevalentemente da mastociti ed eosinofili degranulati e in minor misura sono presenti anche polimorfonucleati, con un ruolo determinante nella patogenesi della malattia. Il numero di questi elementi immunoflogistici e la presenza di segni di sofferenza delle cellule congiuntivali (cariolisi, carioressi, vacuoli) si correla sempre alla gravità della patologia congiuntivale. è stata osservata la concomitante presenza di un’infiammazione nasale in pazienti con VKC, probabilmente legata al passaggio di cellule congiuntivali attraverso il condotto naso-lacrimale o per il contemporaneo coinvolgimento della congiuntiva e del naso. Lo studio citologico dell’epitelio congiuntivale e nasale, metodica di semplice esecuzione e di costo molto contenuto, consente di seguire nel tempo l’andamento della malattia e di monitorare l’efficacia della terapia nella VKC.

Negli ultimi anni vi sono state nuove acquisizioni sulla diagnosi e terapia dell’allergia alle proteine del latte vaccino (APLV).
Nuove tecniche diagnostiche si sono affiancate ad un uso più articolato di quelle classiche, e nuove formule sostitutive sono disponibili per l’uso clinico. Per questo la WAO ha individuato nel 2008 la necessità di produrre una nuova linea guida mondiale sull’APLV, coinvolgendo un panel multidisciplinare di esperti in rappresentanza della pediatria, della gastroenterologia, dell’allergologica, della pediatria del territorio, e dei pazienti. Il panel è stato affiancato da epidemiologi, statistici, biochimici, esperti in EBM nella fase di redazione e revisione delle linee guida.
LA linea guida denominata DRACMA (Diagnosis and Rationale for Action Against Cow’s Milk Allergy) consiste in una sezione basata sulla revisione della letteratura esistente, ed in una serie di quesiti riguardanti la diagnosi e la terapia, sviluppati e redatti seguendo la metodologia GRADE (Grading of Recommendations Assessment, Development and Evaluation) a cura del Department of Clinical Epidemiology & Biostatistics, McMaster University Health Sciences, Hamilton.
Sviluppato secondo questo approccio integrato il documento DRACMA è diretto al pediatra, all’allergologo, al gastroenterologo, al dermatologo, al farmacologo, al dietista, fornendo uno strumento rigoroso ed allo stesso tempo duttile nel rispetto delle condizioni operative, dell’esperienza del medico e dei valori e preferenze del paziente. Nell’articolo è riportato un estratto delle sezioni del DRACMA sviluppate con metodologia GRADE, cioè quella sulla diagnosi e sulla terapia.
La traduzione integrale in italiano delle DRACMA sarà disponibile nei prossimi mesi.

La storia dell’Allergia inizia nel ‘900, con Clemens von Pirquet. Andare a ritroso nel tempo ci ricorda la strada percorsa, le scoperte e le intuizioni che ci hanno permesso di arrivare alle conoscenze attuali.

La diagnosi precoce dell’allergia nel bambino è funzionale all’inizio di una terapia specifica e alla riduzione dei costi diretti e indiretti. Alcuni segni della rinite e della congiuntivite allergica sono facilmente rilevabili a un’attenta osservazione clinica. In un’epoca di diagnosi sempre più tecnologiche l’obiettività clinica deve appartenere al bagaglio dello specialista allergologo.

La tecnica di pletismografia corporea (PC), permette di misurare i volumi polmonari statici. Per eseguire una PC il paziente viene posizionato seduto in una cabina chiusa (body box) attrezzata per misurare cambiamenti di pressione, flussi o volumi. I parametri determinanti rilevati durante la PC sono la Capacità Funzionale Residua (FRC) e le resistenze delle vie aeree (Raw). L’FRC permette di calcolare la Capacità Polmonare Totale (TLC) e Volume Residuo (RV).
L’esame pletismografico può essere eseguito agevolmente nei bambini che riescono a fare una spirometria correttamente.
Con il termine di diffusione si descrive il passaggio in direzioni opposte dei gas respiratori, essenzialmente l’ossigeno (O2) e l’anidride carbonica (CO2), attraverso la membrana alveolo-capillare. Lo studio della diffusione della membrana alveolo-capillare va limitato ai casi nei quali possa essere realmente utile, ovvero ai soggetti in cui si sospetti una fibrosi polmonare o la presenza di processi infiammatori interstiziali, ma anche ai pazienti affetti da malattie polmonari ostruttive, sia acute che croniche, e da enfisema.
Infine, il test può trovare indicazione nell’asma bronchiale, ove una riduzione della capacità di diffusione appare strettamente correlata all’entità dell’ostruzione bronchiale.
La determinazione delle resistenze respiratorie con la tecnica delle interruzioni (Rint) è semplice, indipendente dallo sforzo, rivolta in particolare allo studio della funzionalità respiratoria in età prescolare.

Nella prima parte pubblicata sul numero 6/2010 sono stati introdotti i nuovi concetti di allergologia molecolare che consentono di definire meglio il profilo allergenico del singolo paziente (Component Resolved Diagnosis, CRD).
In questa seconda parte viene sottolineata l’importanza della CRD nei soggetti polisensibili per la scelta dell’ottimale ITS per quel dato paziente, uno dei requisiti essenziali per la sua efficacia.
La nuova diagnostica di allergologia molecolare sta influenzando la produzione di estratti per ITS sempre più standardizzati e caratterizzati, in particolare da quando è stato introdotto l’obbligo di registrare tali prodotti come farmaci.
In letteratura sono già stati pubblicati i risultati positivi di alcuni trial clinici di immunoterapia specifica effettuata con allergeni molecolari, ricombinanti e/o naturali.
Nei prossimi anni saranno probabilmente disponibili tali vaccini in una formulazione adeguata a trattare un gran numero di pazienti con un profilo allergenico compatibile, mentre l’ITS “tagliata su misura” per il singolo soggetto, rimarrà un’utopia per i suoi costi improponibili.

La malattia di Kawasaki (MK) è una vasculite sistemica acuta, che interessa prevalentemente i vasi di medio calibro e che colpisce in modo caratteristico i bambini nei primi anni di vita.
La diagnosi è basata esclusivamente su criteri clinici ed è spesso difficoltosa, sia per la somiglianza con altre malattie esantematiche dell’infanzia, sia per la possibilità che la malattia assuma, oltre alla forma classica, una forma incompleta o atipica.
Le forme incomplete sono un problema particolarmente rilevante in bambini di età inferiore ad 1 anno, notoriamente più a rischio di sviluppare aneurismi coronarici.
Nei casi incompleti o atipici la diagnosi viene spesso ritardata o addirittura posta solo dopo la comparsa delle complicanze coronariche, troppo tardi per una terapia efficace, che prevede l’impiego dell’associazione di immunoglobuline endovena (IVIG) ad alte dosi e di acido acetilsalicilico (ASA) per os a dosaggio antiinfiammatorio e successivamente antiaggregante.
Circa il 16% dei 208 bambini della nostra casistica si sono presentati con una forma incompleta ed hanno presentato aneurismi coronarici nel 43% dei casi, rispetto al 22% delle forme classiche (p = 0,01).
Il trattamento precoce (entro 10 giorni) con IVIG ha ridotto le complicanze cardiologiche dal 48% al 20,7%. Solo il 42% dei casi incompleti è stato trattato precocemente rispetto al 72% dei casi classici, a dimostrazione della difficoltà della diagnosi.
Nessuno dei casi trattati precocemente ha avuto esiti permanenti all’ecocardiogramma.
Molto utile è l’applicazione dell’algoritmo diagnostico proposto dalle linee guida nazionali e internazionali. Il ritardo infatti della diagnosi, e quindi dell’inizio della terapia, porta ad una maggiore incidenza e/o gravità delle complicanze coronariche.

Il timore delle reazioni avverse, incluse le manifestazioni allergiche, è uno dei principali ostacoli all’esecuzione delle vaccinazioni, e le false controindicazioni sono una causa frequente di ritardo o mancata vaccinazione. In particolare, una diagnosi confermata o sospetta di allergia può rappresentare un falsa controindicazione alle vaccinazioni. I dati sulle conoscenze dei pediatri su questo argomento sono scarsi; per questo, è stata condotta un’indagine cui hanno partecipato 630 pediatri e specializzandi in pediatria, che hanno compilato uno specifico questionario autosomministrato. I risultati hanno mostrato che le informazioni su questo tema sono carenti, soprattutto tra i medici specialisti in formazione. È quindi importante che il percorso formativo dei pediatri consideri le vaccinazioni del bambino allergico in maniera più approfondita.

Per motivi diversi (culturali, geografici, legati alla presenza di bambini di etnie diverse, o all’ingresso di nuovi alimenti nel nostro territorio), stiamo assistendo al fenomeno dell’insorgenza di nuove allergie alimentari, prima d’ora ignote o poco conosciute.
Secondo i dati epidemiologici attuali un numero limitato di alimenti è responsabile della maggior parte delle allergie alimentari, e per le nostre finalità viene considerata rara una allergia alimentare IgE mediata che non consideri gli alimenti più frequentemente implicati o che, comunque, cadano al di sotto di una incidenza di 1 caso ogni 2.000 abitanti.
La commissione allergie alimentari della SIAIP, attraverso la compilazione di una scheda on line che sarà possibile compilare presso i centri allergologici italiani che si occupano di allergia alimentre, ha istituito il registro delle allergie alimentari rare con l’intento di ottenere informazioni circa questo fenomeno sul nostro territorio al fine di fornire al pediatra uno strumento di gestione e confronto. È auspicabile che tale iniziativa possa essere estesa ad altri Paesi europei.

L’introduzione degli alimenti solidi ha un ruolo importante nella prevenzione delle malattie allergiche quali l’asma, la dermatite atopica e l’allergia alimentare.
Negli ultimi anni le teorie sulla tempistica dell’introduzione dei cibi solidi hanno subito profonde variazioni; i nuovi orientamenti supportano l’ipotesi che la ritardata introduzione degli alimenti solidi dopo i 6 mesi di età possa aumentare, anziché diminuire, il rischio di allergia.
L’induzione della tolleranza avviene nel periodo critico tra il 4° ed il 6° mese; pertanto le attuali evidenze consigliano l’introduzione degli alimenti solidi durante questo intervallo di tempo.

L’evento “orticaria acuta” è frequente in età pediatrica ed è una altrettanto frequente causa di accesso al Pronto Soccorso.
L’eziologia “allergica” (e in particolare “allergica ad alimenti”) è quella più spesso perseguita con la richiesta di accertamenti diagnostici non necessari e diete inutili. La diagnosi eziologica dell’orticaria si base principalmente sul dato clinico: il rapporto causa effetto e la durata dell’eruzione sono gli elementi diagnostici chiave. In età pediatrica, la forma più frequente di orticaria acuta è quella post-infettiva che tipicamente, e contrariamente all’orticaria allergica, persiste per più di 24 ore.
Viene proposto un commento alle linee guida per l’orticaria acuta con l’intento di proporre al pediatra uno strumento per un iter diagnostico ragionato, ma anche per un approccio educativo al paziente e alla sua famiglia.

Le IVIG sono utilizzate in alcune malattie neurologiche immunomediate del bambino. Allo scopo di sintetizzare le loro attuali indicazioni e livelli di evidenza, abbiamo condotto una review sistematica di tutti gli studi clinici randomizzati controllati (RCT), studi retrospettivi e prospettici, case series e case reports disponibili sul database di Pubmed dal 1990 ad oggi. Alle IVIG può essere attribuita una classe di evidenza II ed un livello di raccomandazione A nella sindrome di Guillain-Barré (GBS) pediatrica (nonostante siano raccomandabili studi su un numero maggiore di pazienti). Le IVIG possono inoltre essere considerate terapia di prima linea nella poliradicolonevrite infiammatoria cronica demielinizzante (CIDP) pediatrica e nella crisi miastenica (Livello B). Le IVIG possono essere utili nell’encefalomielite acuta disseminata (ADEM), nella sclerosi multipla (SM), nell’Encefalite da anticorpi anti-NMDA e nella Dermatomiosite giovanile (Livello C). Anche se la bassa incidenza di malattie neurologiche immunomediate in età pediatrica, i costi elevati per condurre studi multicentrici, ed i problemi etici nel disegnare studi controllati verso placebo sono fattori limitanti, è auspicabile l’organizzazione di RCT multicentrici per valutare l’evidenza di efficacia delle IVIG in queste malattie.

Le penicilline e le cefalosporine sono gli antibiotici più utilizzati per il trattamento di infezioni comuni e sono le due principali classi di farmaci beta-lattamici. Sulla base del tempo di comparsa della reazione dopo la somministrazione del farmaco e per scopi diagnostici, le reazioni di ipersensibilità ai beta-lattamici sono state classificate come immediate o non immediate.
Se un paziente riferisce una sospetta reazione avversa, è necessario confermare o meno la natura immuno-mediata di tale reazione. L’iter diagnostico si basa principalmente sull’analisi dettagliata della storia clinica, sui test cutanei e se necessario sui test di provocazione oltre che sui test in vitro. In caso di dimostrata reazione da ipersensibilità allergica a un beta-lattamico, tale farmaco deve essere evitato. Tuttavia, in alcuni casi, non esiste nessun trattamento alternativo, per cui è necessario sottoporre il paziente a procedure di desensibilizzazione.

Ancora troppo poco si conosce della diagnosi differenziale delle rinopatie in ambito pediatrico: la conoscenza citologica ci consente di meglio classificare i differenti quadri, confermando la patogenesi allergica, valutando l’andamento terapeutico, ed indirizzando verso altre entità nosologiche come La Nares e la Naresma certamente sottodiagnosticate.


ECZEMA: quello che l’EBM RACCOMANDA E QUELLO CHE GLI ESPERTI CONSIGLIANO. Le Linee Guida NICE possiedono caratteristiche considerate buone/ottime in tutti i campi di interesse secondo i dettami AGREE. Lo scopo del nostro lavoro è stato quello di operare una rilettura critica delle linee guida integrandole con note esplicative che le rendano piu’ fruibili al lettore, esplicitando anche, se c’era, il nostro disaccordo. Abbiamo, in altre parole, portato all’attenzione di tutti quel “dissensus” frutto di esperienze concrete vissute da tutti noi. Speriamo così di offrire al lettore suggerimenti e consigli “sul campo” che, ci auguriamo, possano aprire un confronto interattivo, aperto e costruttivo.

Numerose evidenze indicano che i fattori legati all’ospite rivestono un peso determinante nel condizionare l’evoluzione di molte malattie infettive. Un esempio paradigmatico di questo rapporto è rappresentato dalle immunodeficienze primitive.
Negli ultimi anni, comunque, sono state descritte numerose mutazioni a carico di geni dell’immunità innata o adattativa in grado di influenzare il decorso di specifiche malattie infettive, come le micobatteriosi minori sistemiche, l’encefalite herpetica, le candidosi muco-cutanee e le infezioni invasive da pneumococco. Analogamente, il decorso e lo sviluppo di complicanze a seguito di comuni malattie infettive d’organo come la bronchiolite, la polmonite e l’otite sembrano essere fortemente influenzati da varianti polimorfiche di geni del sistema immune. È probabile che in futuro una maggiore conoscenza di questi fenomeni conduca a sviluppare nuove terapie e ad identificare individui a rischio di manifestare malattie infettive severe e/o loro complicanze.


Per motivi diversi (culturali, geografici, legati alla presenza di bambini di etnie diverse, o all’ingresso di nuovi alimenti nel nostro territorio), stiamo assistendo al fenomeno dell’insorgenza di nuove allergie alimentari, prima d’ora ignote o poco conosciute.
Secondo i dati epidemiologici attuali un numero limitato di alimenti è responsabile della maggior parte delle allergie alimentari, e per le nostre finalità viene considerata rara una allergia alimentare IgE mediata che non consideri gli alimenti più frequentemente implicati o che, comunque, cadano al di sotto di una incidenza di 1 caso ogni 2.000 abitanti.
La commissione allergie alimentari della SIAIP, attraverso la compilazione di una scheda on line che sarà possibile compilare presso i centri allergologici italiani che si occupano di allergia alimentre, ha istituito il registro delle allergie alimentari rare con l’intento di ottenere informazioni circa questo fenomeno sul nostro territorio al fine di fornire al pediatra uno strumento di gestione e confronto. È auspicabile che tale iniziativa possa essere estesa ad altri Paesi europei.


L’introduzione degli alimenti solidi ha un ruolo importante nella prevenzione delle malattie allergiche quali l’asma, la dermatite atopica e l’allergia alimentare.
Negli ultimi anni le teorie sulla tempistica dell’introduzione dei cibi solidi hanno subito profonde variazioni; i nuovi orientamenti supportano l’ipotesi che la ritardata introduzione degli alimenti solidi dopo i 6 mesi di età possa aumentare, anziché diminuire, il rischio di allergia.
L’induzione della tolleranza avviene nel periodo critico tra il 4° ed il 6° mese; pertanto le attuali evidenze consigliano l’introduzione degli alimenti solidi durante questo intervallo di tempo.


L’evento “orticaria acuta” è frequente in età pediatrica ed è una altrettanto frequente causa di accesso al Pronto Soccorso.
L’eziologia “allergica” (e in particolare “allergica ad alimenti”) è quella più spesso perseguita con la richiesta di accertamenti diagnostici non necessari e diete inutili. La diagnosi eziologica dell’orticaria si base principalmente sul dato clinico: il rapporto causa effetto e la durata dell’eruzione sono gli elementi diagnostici chiave. In età pediatrica, la forma più frequente di orticaria acuta è quella post-infettiva che tipicamente, e contrariamente all’orticaria allergica, persiste per più di 24 ore.
Viene proposto un commento alle linee guida per l’orticaria acuta con l’intento di proporre al pediatra uno strumento per un iter diagnostico ragionato, ma anche per un approccio educativo al paziente e alla sua famiglia.


Le IVIG sono utilizzate in alcune malattie neurologiche immunomediate del bambino. Allo scopo di sintetizzare le loro attuali indicazioni e livelli di evidenza, abbiamo condotto una review sistematica di tutti gli studi clinici randomizzati controllati (RCT), studi retrospettivi e prospettici, case series e case reports disponibili sul database di Pubmed dal 1990 ad oggi. Alle IVIG può essere attribuita una classe di evidenza II ed un livello di raccomandazione A nella sindrome di Guillain-Barré (GBS) pediatrica (nonostante siano raccomandabili studi su un numero maggiore di pazienti). Le IVIG possono inoltre essere considerate terapia di prima linea nella poliradicolonevrite infiammatoria cronica demielinizzante (CIDP) pediatrica e nella crisi miastenica (Livello B). Le IVIG possono essere utili nell’encefalomielite acuta disseminata (ADEM), nella sclerosi multipla (SM), nell’Encefalite da anticorpi anti-NMDA e nella Dermatomiosite giovanile (Livello C). Anche se la bassa incidenza di malattie neurologiche immunomediate in età pediatrica, i costi elevati per condurre studi multicentrici, ed i problemi etici nel disegnare studi controllati verso placebo sono fattori limitanti, è auspicabile l’organizzazione di RCT multicentrici per valutare l’evidenza di efficacia delle IVIG in queste malattie.


Le penicilline e le cefalosporine sono gli antibiotici più utilizzati per il trattamento di infezioni comuni e sono le due principali classi di farmaci beta-lattamici. Sulla base del tempo di comparsa della reazione dopo la somministrazione del farmaco e per scopi diagnostici, le reazioni di ipersensibilità ai beta-lattamici sono state classificate come immediate o non immediate.
Se un paziente riferisce una sospetta reazione avversa, è necessario confermare o meno la natura immuno-mediata di tale reazione. L’iter diagnostico si basa principalmente sull’analisi dettagliata della storia clinica, sui test cutanei e se necessario sui test di provocazione oltre che sui test in vitro. In caso di dimostrata reazione da ipersensibilità allergica a un beta-lattamico, tale farmaco deve essere evitato. Tuttavia, in alcuni casi, non esiste nessun trattamento alternativo, per cui è necessario sottoporre il paziente a procedure di desensibilizzazione.


L’acaro della polvere è la maggior fonte ambientale di allergeni inalanti strettamente correlati con asma, rinite e dermatite atopica. La sua inalazione in soggetti sensibili determina una risposta infiammatoria bronchiale con infiltrazione eosinofila ed incremento delle IgE. Ma oltre alla risposta di tipo allergico, i determinanti allergenici dell’acaro possono agire proteoliticamente sulle mucose o interagire con i recettori dell’immunità innata aumentando la penetrazione di allergeni o attivando la cascata infiammatoria con produzione di citochine e chemochine capaci di elicitare una risposta di tipo Th2.



L’aumentata prevalenza in tutto il mondo di patologie allergiche in età pediatrica è stata correlata all’aumentata esposizione ad inquinanti ambientali ed ai processi di urbanizzazione, soprattutto nei paesi industrializzati. L’aumento delle temperature registrato negli ultimi anni è responsabile dell’anticipo della stagione pollinica primaverile, del prolungamento del periodo di fioritura, dell’aumentata produzione di pollini e del cambiamento delle aree di diffusione delle principali specie di piante, con effetti importanti sulla salute, specie nei soggetti affetti da pollinosi. Tra gli inquinanti ambientali interni il fumo di tabacco, i miceti e l’umidità, gli allergeni domestici (acari della polvere, alternaria, blattella e derivati epiteliali di cane e gatto) rappresentano i principali fattori di rischio per asma in età pediatrica. È importante avviare piani di azione volti a ridurre i rischi ambientali per la salute dei bambini e favorire lo sviluppo dell’informazione sul tema ambiente e salute.



Nell’ambito delle immunodeficienze primitive, le forme sindromiche si caratterizzano per un interessamento variabile del sistema immunitario in associazione a manifestazioni extra-immunologiche. Tra queste, quelle di più frequente riscontro sono i dismorfismi facciali, il ritardo di crescita e di sviluppo neuropsichico, le alterazioni di cute e annessi, la predisposizione ad autoimmunità e a neoplasie e l’interessamento di plurime linee cellulari ematiche. Tuttavia si riscontrano casi in cui il difetto immunologico è inserito in un quadro clinico del quale la malformazione d’organo rappresenta la manifestazione più eclatante. Un accurato percorso diagnostico permette di distinguere, nell’ambito della patologia malformativa, le forme che vanno studiate, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti immunologici e genetici, come potenziali rappresentanti di una categoria rara, quella delle immunodeficienze primitive associate a malformazioni, ma non trascurabile.


La dermatite allergica da contatto (DAC) è in aumento nei bambini e la sensibilizzazione ad allergeni da contatto può cominciare sin da molto piccoli. La barriera epidermica è cruciale per lo sviluppo della sensibilizzazione e dello scatenamento di DAC. I fattori che possono influenzare l’insorgere della sensibilizzazione nei bambini sono la dermatite atopica, difetti della barriera cutanea e contatto intenso e ripetuto con allergeni. Nonostante la prevalenza non sia alta, il trattamento topico di DAC è associato a sensibilizzazione cutanea. In casi di eruzioni cutanee persistenti ai piedi o di dermatiti definite in modo marcato sulla parte inferiore delle gambe bisogna considerare la possibilità che si tratti di DAC causata da apteni presenti nelle calzature o nei parastinchi. Il polimorfismo clinico della dermatite da contatto ai capi di abbigliamento può determinare delle difficoltà nella diagnosi di dermatite da tessuti. In età pediatrica i giocattoli sono un’altra potenziale fonte di esposizione agli apteni, specialmente i cosmetici giocattolo come i profumi, i rossetti e gli ombretti. I più frequenti allergeni da contatto nei bambini sono i metalli, i profumi, i conservanti, la neomicina, i composti chimici della gomma e più recentemente anche i coloranti. È molto importante ricordare che la DAC nei bambini molto piccoli non è rara, e dovrebbe essere sempre presa in considerazione quando si visitano bambini con eczema recidivante. I bambini dovrebbero essere sotto- posti a patch test con una selezione di allergeni con la più alta proporzione di reazioni positive di rilievo a patch test. Il modello di esposizione all’allergene varia in base ai gruppi di età e gli adolescenti possono anche essere esposti a allergeni occupazionali. L’obiettivo di questa review è allertare il pediatra e il dermatologo circa la frequenza di DAC nei bambini molto piccoli e circa l’importanza di eseguire patch test in ogni caso di eczema cronico ricorrente o resistente alla terapia.

Articolo tradotto a cura di Manuela Moncada da Pediatric Allergy and Immunology 24 (2013) 321–329.

Sono passati dieci anni dall’approvazione del primo Piano di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita in Italia e da allora importanti progressi sono stati compiuti per raggiungere l’obiettivo di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita posto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.



Lo Streptococcus pneumoniae è responsabile di varie forme cliniche di malattia, differenti tra loro, oltre che per quadro clinico anche per gravità ed incidenza. Esistono oltre 90 diversi sierotipi di Streptococcus pneumoniae, attualmente sono disponibili due vaccini contro lo pneumococco: il vaccino coniugato 13 valente (PCV13) e il vaccino polisaccaridico 23 valente (PPSV23).


L’esofagite eosinofila (Eosinophilic Esophagitis - EoE) è una patologia emergente, i cui tassi di incidenza e di prevalenza hanno subito un netto incremento negli ultimi dieci anni sia in età adulta che pediatrica, sebbene con notevoli differenze tra le diverse popolazioni studiate, il che è verosimilmente legato alle non univoche capacità dei Centri di porre precocemente e correttamente la diagnosi di malattia. Per tale motivo, la Commissione Allergia Alimentare della SIAIP ha considerato importante fare una revisione della letteratura onde fornire informazioni e raccomandazioni che possano aiutare i pediatri nella diagnosi e cura di tale patologia.


Si stima che la prevalenza di rinite allergica (RA) sia del 33-35% in soggetti di età compresa tra i 6 e i 14 anni. La comunicazione e l’educazione del paziente hanno un ruolo centrale nella gestione della rinopatia allergica al fine di ottenere un adeguato livello di compliance alle prescrizioni e per delegare al paziente adeguati spazi di autocontrollo e autogestione, sotto la supervisione del curante. L’educazione terapeutica può costituire un valido strumento per affrontare in modo multidisciplinare le tematiche connesse al management del bambino affetto da rinite allergica.


Nonostante il suo ruolo “fisiologico” rimanga quello di favorire l’assorbimento intestinale di calcio rendendolo così disponibile per le ossa, negli ultimi anni si è assistito ad un crescente interesse per il ruolo che la vitamina D pare rivestire in varie patologie, in primis le patologie autoimmuni e tumorali. Cercheremo qui di analizzare se e quali siano al momento le reali evidenze riguardo il ruolo della vitamina D nelle comuni patologie pneumoallergologiche infantili.


I tassi di prevalenza delle allergie alimentari sono aumentati rapidamente negli ultimi decenni. In particolare i tassi di aumento sono più rilevanti nei bambini di età inferiore ai 5 anni e nei soggetti con allergie che tipicamente persistono in età adulta, come quella alle arachidi, alla frutta a guscio e ai crostacei. Secondo questo andamento, la prevalenza complessiva di allergia alimentare aumenterà nel tempo dal momento che i bambini con allergia alimentare sono aumentati vertiginosamente e che gran parte di questi avrà una  persistenza della patologia anche in età adulta. è pertanto vitale identificare nuovi approcci nel trattamento delle allergie alimentari. L’acquisizione di tolleranza orale nei confronti dell’ampio spettro di antigeni alimentari assunti e del microbiota intestinale è un processo immunologico attivo che si stabilisce con successo nella maggioranza degli individui. Nei soggetti che sviluppano allergia alimentare si assiste a un fallimento o a una perdita dell’acquisizione della tolleranza nei confronti di un limitato numero di allergeni alimentari. L’immunoterapia orale offre un approccio promettente per indurre la tolleranza orale specifica verso selezionati allergeni alimentari e rappresenta una strategia potenziale per il trattamento a lungo termine delle allergie alimentari. Questa review sintetizza le conoscenze attuali sulla tolleranza orale e gli studi clinici sull’immunoterapia orale per il trattamento di allergia alimentare.


Fino a pochi anni fa in molti Paesi le campagne vaccinali contro il papilloma virus (HPV) si sono concentrate nel sesso femminile, ponendosi come obiettivo primario la prevenzione delle neoplasie della cervice uterina. Tuttavia, negli ultimi anni, grazie ad una miglior conoscenza dell’infezione da HPV, delle sue manifestazioni cliniche nel maschio e alla successiva approvazione del vaccino quadrivalente anche per il sesso maschile, alcune Società Scientifiche hanno suggerito un approccio più lungimirante e a più ampio spettro raccomandando l’estensione della vaccinazione anche alla popolazione maschile. In questo articolo andremo ad analizzare e discutere le motivazioni alla base di tale indicazione alla luce delle più recenti evidenze scientifiche.


Per alcune allergie alimentari IgE mediate sono diventati sempre più frequenti i tentativi di indurre la tolleranza alimentare tramite la desensibilizzazione orale. Nel nostro territorio nazionale sono già numerosi i Centri allergologici che propongono e realizzano tale procedura. Utilizzando elenchi mirati, è stato inviato, via e-mail, un questionario inerente l’organizzazione del Centro, la selezione dei bambini, le modalità di esecuzione della desensibilizzazione orale per alimenti, la gestione delle reazioni avverse nel corso della desensibilizzazione e il livello di soddisfazione delle famiglie dei bambini sottoposti a questa procedura. Da questa indagine emerge che i risultati appaiono molto dissimili fra i vari Centri. Sebbene questa procedura possa essere talora risolutiva e considerata un’alternativa alla dieta di eliminazione, nuovi trial dovranno chiarire alcuni aspetti controversi come le caratteristiche del bambino che dovrà sottoporsi alla desensibilizzazione, la preparazione e le modalità di somministrazione degli alimenti. Sarà inoltre opportuno valutare, in maniera rigorosa, la sicurezza, l’efficacia e i costi generati dalla procedura.

Il trattamento comune dell’allergia alimentare IgE-mediata consiste nell’eliminazione dell’alimento responsabile dalla dieta e nell’educare i pazienti e le loro famiglie ad adottare le opportune misure di emergenza in caso di reazione allergica. Recentemente, sono diventati più frequenti i tentativi di indurre la tolleranza alimentare mediante la somministrazione orale di dosi crescenti del cibo responsabile di sintomi. Le procedure di desensibilizzazione orale non sono esenti da rischi rendendo così prioritario il problema della sicurezza.
Se da una lato il successo clinico della desensibilizzazione orale per alimenti (DOPA) dipende fortemente dalle caratteristiche allergiche del singolo soggetto, dall’altro esso dipende anche dalle modalità di reintroduzione dell’alimento responsabile dei sintomi allergici. Dalla revisione di molti dei protocolli finora adottati per l’esecuzione della DOPA, si è potuto osservare che essi sono costruiti con criteri empirici con la conseguenza che la progressione della somministrazione dell’alimento non è sempre regolare, come sarebbe auspicabile dal punto di vista della sicurezza.
Attraverso una formula matematica adottata da alcuni musicisti del XVII sec., tra cui lo stesso Johann Sebastian Bach, per accordare in maniera precisa gli strumenti musicali, viene qui descritto un metodo per calcolare un fattore di incremento tra due dosi consecutive, per la costruzione di una schedula di somministrazione di un alimento che assicuri un incremento assolutamente costante e regolare delle dosi somministrate.
Questo metodo può essere utile per ogni situazione in cui sia necessario un incremento graduale e costante della dose (alimenti in caso di DOPA, sperimentazione su farmaci, immunoterapia specifica con inalanti o veleno di imenotteri). Inoltre, tutti i calcoli possono essere eseguiti anche senza un computer e questo è particolarmente importante laddove moderne tecnologie non siano disponibili come, ad esempio, nei paesi in via di sviluppo.
In omaggio al grande autore tedesco, ma anche a sottolineare l’estrema regolarità della curva ottenuta, si propone di chiamare questo metodo BACH dall’acronimo, in lingua inglese, di ”Building an Allergen-augmentation Curve Harmosiously” (costruzione di una curva relativa all’incremento di allergene in modo armonico).

Le immunoglobuline per uso endovenoso (IVIG) e sottocutaneo (SCIG) sono utilizzate nel trattamento di numerose condizioni cliniche e consistono principalmente in IgG polivalenti. Il trattamento sostitutivo con IgG è la terapia standard per i deficit primitivi di anticorpi (PAD) ed ha lo scopo di sostituire gli anticorpi mancanti e quindi prevenire il verificarsi di infezioni.
La terapia sostituiva generalmente prevede la somministrazione di immunoglobuline al dosaggio di 400-600 mg/kg ogni 3-4 settimane. La nostra esperienza ha dimostrato che i migliori risultati terapeutici possono essere ottenuti riducendo gli intervalli di somministrazione nei pazienti con alto rischio infettivo. La frequenza di reazioni è stata estremamente bassa. I nostri dati dimostrano: 1) un buon profilo di tollerabilità delle IgVena Kedrion; 2) la necessità di individualizzare lo schema di trattamento sulla base del fenotipo clinico ed immunologico di ciascun paziente, tenendo conto della grande variabilità dei quadri clinici associati ad ogni singola entità nosologica e dei fattori di rischio individuati per ciascuna complicanza associata alla malattia. Individualizzare il trattamento significa stabilire per ogni paziente il rapporto rischio-beneficio di ogni dosaggio somministrato.

Le malattie autoinfiammatorie sono un gruppo di malattie rare caratterizzate dalla presenza di infiammazione cronica o ricorrente secondaria ad una abnorme attivazione dell’immunità innata. Tale alterazione è generalmente dovuta alla mutazione di singoli geni codificanti proteine che svolgono un ruolo chiave nella regolazione della risposta infiammatoria anche se, recentemente, è stato dimostrato che gli stessi meccanismi possono essere coinvolti anche in forme, cosiddette multifattoriali, nelle quali concorrono più fattori. La rarità delle malattie autoinfiammatorie unitamente alla relativa recente identificazione come malattie a se stanti determina ancora oggi un certo ritardo diagnostico. Queste patologie, che spesso si caratterizzano per un coinvolgimento multisistemico, possono inoltre presentarsi in maniera aspecifica e caratterizzarsi per una certa sovrapposizione sintomatologica. Nonostante ciò, alcune peculiarità cliniche possono guidare nella diagnosi. Scopo di questo articolo è quello di fornire una breve descrizione clinica delle diverse malattie e di proporre percorsi clinico-diagnostici utili per un corretto inquadramento dei bambini con sospetta sindrome autoinfiammatoria.


La dermatite atopica è una delle più frequenti dermatosi presenti in età pediatrica. L’approccio multidisciplinare alla cura prevede, oltre alla presenza del dermatologo e del pediatra allergologo, anche uno specifico intervento dello psicologo.
L’approccio psicologico si avvale di una pluralità di strumenti e di una specifica metodologia, orientata al paradigma dell’Educazione Terapeutica: il colloquio psicologico ad orientamento educativo, l’indagine psico-diagnostica per il paziente e i genitori, le strategie di coping, la psicoterapia. In questo lavoro vengono illustrati i dati raccolti relativi all’indagine che abbiamo condotto su un campione di 50 famiglie con pazienti pediatrici atopici.

L’allergia all’uovo viene diagnosticata nella maggior parte dei casi in età pediatrica. Clinicamente, puo’ manifestarsi attraverso reazioni principalmente IgE mediate, fino allo shock anafilattico. Per evitare diete di esclusione inutili, è importante saper raggiungere una diagnosi di certezza e saper utilizzare al meglio gli strumenti e le indagini diagnostiche che possano ottimizzare la presa in carico del paziente. L’allergologo deve dunque saper scegliere come procedere al meglio per distiguere a quali proteine il paziente è sensibilizzato e per mettere in evidenza nei confronti di quali sviluppa dei sintomi.
L’uovo contine almeno 24 proteine allergeniche, ma sono soprattutto l’ovalbumina e l’ovomucoide quelle che permettono di distinguere le forme di allergia all’uovo cotto e crudo piuttosto che solo all’uovo crudo. Test cutanei e dosaggio di IgE specifiche sono dunque ancora una volta essenziali per scegliere che tipo di test di provocazione proporre al paziente, ma soprattutto per stabilire quando un test potrebbe rilevarsi positivo con elevata probabilità. Esistono in letteratura numerosi cut-off che permettono di definire la specificità dei test cutanei e del dosaggio dei ricombinanti allergenici dell’uovo, nonché il valore predittivo positivo di tali indagini. Risulta cosi’ a volte possibile raggiungere una diagnosi di allergia prima di eseguire il TPO. Negli altri casi, invece il test di provocazione deve essere eseguito, secondo determinate regole che permettono di
ottimizzare la diagnosi, e limitare i rischi per il paziente.


In questa review la Commissione ha voluto valutare l’ecosistema microbico presente sulla cute sana sin dalla nascita, la sua composizione in rapporto ai vari siti cutanei, la sua distribuzione nei vari distretti cutanei con i fattori che possono influenzarla e la sua interazione con i sistemi immuni innati. Particolare attenzione è stata posta alla presenza delle Staphylococcus epidermidis e alla sua capacità emergente come regolatore dell’omeostasi immunitaria cutanea. Inoltre si è valutato il ruolo e le capacità colonizzanti dello Staphylococcus aureus nei bambini con dermatite atopica in rapporto alla predisposizione nei confronti dell’allergia e le potenzialità competitive e inibitorie nei suoi confronti da parte dello Staphylococcus epidermidis che possono costituire un futuro potenziale effetto terapeutico.


La terapia inalatoria è uno dei più antichi approcci terapeutici per la cura delle malattie delle vie aeree, in quanto consente al farmaco impiegato di agire direttamente sull’organo bersaglio, evitando il ricorso alla somministrazione per via sistemica e offrendo l’opportunità di ottenere lo stesso effetto con un dosaggio minore di quello richiesto da una terapia orale o parenterale. La sua efficacia terapeutica dipende da una serie di fattori che includono la corretta diagnosi, la scelta dei farmaci, l’efficienza del dispositivo e le modalità di inalazione. A parte le informazioni generali sul corretto uso dei dispositivi di inalazione di cui devono essere a conoscenza i pazienti adulti, nei bambini frequente e il riscontro di problemi relativi alla corretta tecnica di inalazione e di aderenza alla terapia. In questi casi l’educazione dei pazienti più piccoli e dei loro genitori è di fondamentale importanza.


Questo documento rappresenta il parere tecnico scientifico indipendente del gruppo di esperti coinvolto nell’Advisory Board sulle vaccinazioni nel primo anno di vita in Italia, attivato dalla Direzione Medica e Scientifica di Sanofi Pasteur MSD con l’obiettivo di produrre un documento di sintesi comprensivo delle evidenze disponibili e della posizione degli esperti sulla pertosse.


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